Il dossier. I ritardi del Pnrr
di Rosaria Amato , Eleonora Capelli , Marina de Ghantuz Cubbe , Enrico Ferro , Alessio Gemma , Mariachiara Giacosa , Azzurra Giorgi , Massimo Minella , Lucia Portolano , Claudio Reale , Sara Strippoli , Federica Venni , di Rosaria Amato, Eleonora Capelli, Marina de Ghantuz Cubbe, Enrico Ferro, Alessio Gemma, Mariachiara Giacosa, Azzurra Giorgi, Massimo Minella, Lucia Portolano, Claudio Reale, Sara Strippoli, Federica VenniToscana. Via a 584 progetti sui 3 mila previsti
Ad oggi, le risorse del Pnrr previste per la Toscana sono 4,6 miliardi di euro. Di questi, 3,6 miliardi sono già disponibili (il 70% di questi finanziato dal Pnrr, il 9% dal piano nazionale per gli investimenti complementari, mentre il 21% proviene da “altre fonti o da reperire”). In totale, secondo i dati pubblicati dalla Regione, i progetti finanziati al momento sono 2.990, e l’iter è partito per il 19,5% di questi, ossia 584. Avviati alla conclusione (e quindi con un collaudo avviato o completato) sono 21, dal valore di 38 milioni (di cui finanziati col Pnrr 24,7).
Il progetto bandiera impiega 96 milioni per la tutela delle coste: 43 interventi per ripascimenti, redistribuzioni della sabbia, valorizzazioni.
Per quanto riguarda Firenze, il sindaco Dario Nardella ha detto nei giorni scorsi che «entro la fine dell’anno completeremo un piano di 88 gare per un totale che supera 800 milioni. Tra…
Toscana. Via a 584 progetti sui 3 mila previsti
Ad oggi, le risorse del Pnrr previste per la Toscana sono 4,6 miliardi di euro. Di questi, 3,6 miliardi sono già disponibili (il 70% di questi finanziato dal Pnrr, il 9% dal piano nazionale per gli investimenti complementari, mentre il 21% proviene da “altre fonti o da reperire”). In totale, secondo i dati pubblicati dalla Regione, i progetti finanziati al momento sono 2.990, e l’iter è partito per il 19,5% di questi, ossia 584. Avviati alla conclusione (e quindi con un collaudo avviato o completato) sono 21, dal valore di 38 milioni (di cui finanziati col Pnrr 24,7).
Il progetto bandiera impiega 96 milioni per la tutela delle coste: 43 interventi per ripascimenti, redistribuzioni della sabbia, valorizzazioni.
Per quanto riguarda Firenze, il sindaco Dario Nardella ha detto nei giorni scorsi che «entro la fine dell’anno completeremo un piano di 88 gare per un totale che supera 800 milioni. Tra i progetti più importanti completeremo la gara per le linee della tramvia e lo stadio per 200 milioni».
Puglia. A Bari il Tar blocca il nodo ferroviario
Lentezza e burocrazia rischiano di bloccare in Puglia i progetti del Pnrr, come nel caso del Nodo ferroviario di Bari, un progetto da 406 milioni di cui più della metà, 205 milioni, sono finanziati attraverso il Pnrr. L’opera è stata bloccata da una sentenza del Tar Puglia dopo l’opposizione presentata da un comitato ambientalista, da alcuni cittadini e dal Comune di Noicattaro. E così rischia di perdere il finanziamento. È la prima opera del Pnrr a essere bloccata dai giudici amministrativi in Italia. A rischio anche i 114 milioni di euro dei progetti per smantellare i ghetti dei lavoratori agricoli stranieri e contro il caporalato, destinati ai comuni pugliesi, in particolare a quelli della provincia di Foggia. Per quanto riguarda invece il dossier Sanità del Pnrr la Puglia ha da poco ottenuto 32 milioni di euro in più per l’aumento dei costi del 18%. I nuovi fondi permetteranno di mantenere i tempi, e alcune gare potranno partire a breve. Per garantire la realizzazione delle case e ospedali di comunità, in caso di ulteriori aumenti, la Regione farà invece ricorso al bilancio autonomo.
Liguria. Si punta sulla sanità con il centro Inail
Più di 7 miliardi di euro per la Liguria da spendere in quattro anni, con il rischio sempre più concreto di vederne sfumare una parte. L’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie potrebbe infatti mettere fuori gioco progetti il cui costo era stato stimato prima dello stravolgimento globale dell’economia. La regione punta comunque come progetto bandiera sulla sanità, con una struttura nata come ospedale e diventata in fase di progettazione centro di medicina computazionale. Il progetto quindi si modifica, mentre non cambia l’area, il Parco degli Erzelli. A fare la differenza sarà il ruolo che svolgerà l’Inail, destinata a diventare protagonista di un’operazione che punta a coinvolgere gli enti locali, l’università di Genova e l’Iit. Il costo è di 405 milioni, 280 a carico dell’Inail, 65 dal Pnrr e 60 da fondi regionali. L’area, di circa 60 mila metri quadri, è già stata perimetrata e dovrà essere acquistata dall’Inail. La modifica porterà però a una rimodulazione degli spazi, visto la percentuale crescente da dedicare ai laboratori.
Sicilia. Spinta sulle ferrovie ma è allarme prezzi
Le opere ferroviarie tengono la Sicilia al passo sul Pnrr. Nell’isola l’investimento più grande riguarda infatti l’Alta capacità sulla linea fra Palermo, Catania e Messina, che vale 11 miliardi (coperti anche con altre fonti): Rfi ha già messo a bando le due tratte da Enna a Catenanuova, per un totale di quasi 1,3 miliardi, e ha trasmesso gli atti al ministero delle Infrastrutture per gli ultimi due lotti da 1,9 miliardi complessivi coperti dal Recovery, da Fiumetorto a Lercara Friddi. La gara partirà entro fine anno. Pronti anche gli appalti da 102 milioni per elettrificare la linea Palermo-Trapani e quello da 404 (non tutti provenienti dal Pnrr) per il nodo di Catania. Le gare pronte ammontano a 3,5 miliardi: fra gli altri, ci sono interventi per la cultura e i tribunali. L’allarme, però, riguarda il costo delle materie prime, che ha spinto la Regione ad aggiornare il prezzario: «Dobbiamo pubblicare le gare entro il 31 dicembre per attingere al Fondo opere indifferibili e coprire i costi», avvisa il commissario per i cantieri ferroviari Filippo Palazzo. E la Regione, per evitare ritardi, crea una task force per seguire i bandi.
Emilia Romagna. In fase attuativa il 54% dei progetti
Quasi ottomila progetti (7.886), il 54% dei quali in fase attuativa, per un totale di 5 miliardi e mezzo. Sono i numeri del Pnrr in Emilia-Romagna. Si va dalla riqualificazione del borgo di Campolo, 49 abitanti, fino alla realizzazione del tram di Bologna (373 milioni), all’aumento dei posti letto nelle terapie intensive e subintensive regionali (95 milioni) e all’allargamento del porto di Ravenna (130 milioni). Gli operai sono al lavoro sull’elettrificazione del corridoio ferroviario Parma-Suzzara-Poggio Rusco, un’opera da 60 milioni che è anche uno dei primi cantieri partiti in Italia.
I Comuni sono attuatori del 40% dei progetti, il resto tocca a Regione, Università, Ausl, imprese e altri enti, come il parco del Delta del Po o gli enti di bonifica. La Regione ha scritto al governo per chiedere più risorse per finanziare i bandi, visti i rincari delle materie prime. Inoltre, vorrebbe assumere più tecnici e dirigenti, per supportare i piccoli Comuni.
Lazio. La questione rifiuti è il punto dolente
Per il Lazio 8,7 miliardi per mobilità verde, riqualificazione edilizia, piani urbani integrati, salute e inclusione sociale. Roma Capitale si è aggiudicata un importo complessivo di 1,3 miliardi destinati a 244 progetti. Ma la somma non sarà sufficiente a risolvere uno dei problemi fondamentali della città: la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Fra i progetti esclusi dai finanziamenti del Pnrr c’è infatti quello riguardante la costruzione di quattro strutture (due biodigestori anaerobici e due impianti per la selezione della carta e della plastica) fondamentali per supportare il termovalorizzatore che la giunta Gualtieri ha messo al centro della sua politica ambientale.
Fra gli altri progetti finanziati solo in parte la costruzione di asili nido e scuole per l’infanzia (non supportati progetti per un valore complessivo di circa 15 milioni), e alcuni interventi su parchi e ville storiche e sulla mobilità.
Lombardia. Su dieci miliardi, assegnati la metà
Alla Regione Lombardia spettano interventi finanziati con i fondi del Pnrr per un ammontare di 2 miliardi di euro. A questi vanno aggiunti altri progetti che vengono presi in carico direttamente dai Comuni e da altri Enti. Il totale dei fondi che dovrebbero ricadere su tutta la Regione sfiora i 10 miliardi, di cui quelli già assegnati sono poco meno della metà. Solo per Milano, ad oggi, si stanno attivando opere per oltre un miliardo di euro, mentre in attesa di valutazione ci sono ancora progetti per 23,65 milioni. Per il capoluogo lombardo la voce più importante è la mobilità: 480 milioni.
A livello regionale il capitolo più importante è quello sanitario, al quale è destinato il 61% dei fondi Pnrr. Tra le opere più importanti la realizzazione di 216 Case di Comunità (277 milioni). La Regione non denuncia ritardi nell’erogazione dei finanziamenti, ma c’è un tema cruciale che preoccupa i sindaci e l’Anci: al capitolo “rigenerazione urbana”, il meccanismo dell’indice di vulnerabilità premierebbe soprattutto le realtà di Centro e Sud Italia, penalizzando le province del Nord.
Veneto. A rischio le risorse destinate al sociale
Al Veneto sono stati assegnati progetti per 8 miliardi di euro tra piani di dissesto idrogeologico, sanità, transizione energetica e ambiente. A rischio in questo momento i 108 milioni di euro destinati a 154 progetti per il sociale. Perché vengano effettivamente incassati, vanno comunicate al Ministero le manifestazioni d’interesse degli ambiti territoriali sociali (Ats) e devono essere presentate le proposte progettuali. Il vero problema è che il Veneto però non ha mai normato la struttura organizzativa e giuridica degli Ats, che sono la sede principale della programmazione locale in tema di servizi sociali. L’assessora regionale Manuela Lanzarin ha promesso un progetto di legge entro i primi mesi del 2023, ma il tempo stringe e i segnali che arrivano non sono rassicuranti. Alcuni consiglieri regionali del Pd hanno manifestato il timore che le regioni avanti in tema di Ats abbiano poi un vantaggio competitivo importante nel catalizzare questi fondi.
Campania. Partite le gare. Napoli in ritardo
Nel grande impegno della Campania per il Pnrr, che va dagli interventi sulla Napoli-Bari e sulla Salerno-Reggio Calabria al potenziamento della sanità, sono 65 i progetti del Pnrr che riguardano direttamente Napoli, per un totale di 808.736.893 euro. Vanno aggiunti poi i 9 progetti sul programma “Sostegno obiettivi Pnrr” per 85 milioni e i 19 progetti per scuole della Città Metropolitana per 74,5 milioni. Dei 65 progetti, 27 sono nella fase iniziale di ammissione al finanziamento, 9 sono in fase di progettazione e 29 sono in gara per l’affidamento dei lavori o i contratti di forniture.
C’è un solo intervento in corso: efficientamento energetico di una ex scuola per 750 mila euro (perché faceva già parte di fondi del bilancio statale confluiti nel Pnrr). Quattro gare sono state aggiudicate, ma due sono andate deserte. Tra i progetti più importanti per valore economico c’è il rinnovo della flotta bus, acquisto di autobus elettrici e treni verdi ( 180 milioni); contratti di fornitura entro dicembre 2023. Strategico il progetto di rigenerazione urbana del Real Albergo dei Poveri (100 milioni).
Piemonte. Idrogeno e spazio i progetti bandiera
Sui 4 miliardi e mezzo di fondi Pnrr destinati al Piemonte, ne sono stati assegnati tre miliardi e 350 milioni. Il Piemonte ha tre progetti “Bandiera” per il Pnrr. Il principale è diventare l’Hydrogen Valley Italiana, contando sulla sua posizione strategica dal punto di vista logistico, aree idonee e competenze. L’obiettivo era ambizioso, 70 milioni di euro. Ne sono arrivati 29,5. Il bando idrogeno per la riqualificazione delle aree dismesse, che la Regione ha già mappato, uscirà a fine dicembre, un po’ in ritardo per via del decreto di assegnazione delle risorse. Gli altri due progetti “bandiera” sono la Montagna e la Città dell’Aerospazio, al quale lavora il Politecnico di Torino. Un altro progetto (20 milioni) riguarda la valorizzazione dei borghi storici. Dei 3 miliardi e mezzo assegnati al Piemonte la fetta più grande, oltre un miliardo, interessa progetti in carico al Ministero dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, 524 milioni il Ministero della Salute, quasi 639 milioni il Ministero dell’Interno, 230 milioni la Cultura.