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Manovra, pensioni minime a 590 euro per gli over 75. Via il Reddito a chi non torna a scuola

Ecco le ultime novità sulla legge di bilancio, in discussione alla Camera. La votazione degli emendamenti non è ancora iniziata. Ma i tempi sono strettissimi: entro il 31 dicembre va approvata da entrambi i rami del Parlamento
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ROMA - Previdenza, Opzione Donna, Reddito di cittadinanza, piccole imprese indebitate, pagamenti col Pos. Molti i capitoli ancora aperti della legge di bilancio. I capisaldi non si toccano, ma il resto balla. E le risorse per cambiare sono limitate a 700 milioni su 35 miliardi, tra fondi a disposizione dei deputati e 300 milioni dei ministeri.

Pensioni minime a 590 euro, ma solo per i più anziani

Pensioni minime a 590 euro al mese nel 2023. Ma solo per gli over 75. Forza Italia insiste, non si accontenta della norma che alza gli assegni a 2,7 milioni di pensionati di 8 euro al mese, a 570 euro nel 2023. E poi a 580 nel 2024. Il partito di Berlusconi voleva 600 euro l'anno prossimo. Per toccare la mitica quota 1.000 nel quinquennio. Per ora si dovrà accontentare di 590 euro e solo per gli ultra senior. In ballo anche un vincolo Isee da applicare agli over 75, ma non è detto. Su Opzione Donna si profila solo un ritocco alla stretta: senza il paletto dei figli …

ROMA - Previdenza, Opzione Donna, Reddito di cittadinanza, piccole imprese indebitate, pagamenti col Pos. Molti i capitoli ancora aperti della legge di bilancio. I capisaldi non si toccano, ma il resto balla. E le risorse per cambiare sono limitate a 700 milioni su 35 miliardi, tra fondi a disposizione dei deputati e 300 milioni dei ministeri.

Pensioni minime a 590 euro, ma solo per i più anziani

Pensioni minime a 590 euro al mese nel 2023. Ma solo per gli over 75. Forza Italia insiste, non si accontenta della norma che alza gli assegni a 2,7 milioni di pensionati di 8 euro al mese, a 570 euro nel 2023. E poi a 580 nel 2024. Il partito di Berlusconi voleva 600 euro l'anno prossimo. Per toccare la mitica quota 1.000 nel quinquennio. Per ora si dovrà accontentare di 590 euro e solo per gli ultra senior. In ballo anche un vincolo Isee da applicare agli over 75, ma non è detto. Su Opzione Donna si profila solo un ritocco alla stretta: senza il paletto dei figli e si alza l'età a 60 anni. Meno probabile una proroga di 6 mesi così com'è.

Niente Reddito di cittadinanza a chi non ha finito gli studi

Giovani tra 18 e 29 anni, beneficiari del Reddito di cittadinanza, ma senza aver finito le scuole dell'obbligo: dal primo gennaio dovranno tornare sui banchi, se non vogliono perdere l'assegno. Lo prevede un emendamento della Lega, a prima firma del leghista Rossano Sasso, ex sottosegretario all'Istruzione nel governo Draghi. La norma ha buone chance di passare. Anche perché cara al ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che conta in 11.290 i giovani col Reddito e la licenza elementare o senza titolo. E altri 128.710 con la licenza media: "Preferiscono il Reddito, anziché studiare".

Sospeso il paypack per le piccole imprese del biomedicale

Il partito della premier Meloni lo considera tra gli emendamenti più importanti alla manovra (a prima firma Ylenja Lucaselli): sospendere per tutto il 2023 il meccanismo del payback sanitario alle "micro, piccole e medie imprese" del settore biomedicale, chiamate - assieme alle grandi aziende - a ripianare la metà del rosso della sanità in capo alle Regioni, di cui sono fornitrici di dispositivi medici. Rosso che vale tra 2 e 3 miliardi totali. La proposta di Fdi costa molto: 200 milioni. E prevede un decreto per stabilire "nuovi criteri di riparto" del debito sanitario. Un'altra proposta di Forza Italia riduce la sospensione a 6 mesi.

Cambiano le norme sul Pos: soglia più bassa o bonus esercenti

La battaglia sul Pos potrebbe essere riaperta dall'Europa. Il governo ha eliminato, in manovra, le sanzioni agli esercenti che rifiutano i pagamenti con le carte fino a 60 euro. Compromettendo così la spinta alle transazioni digitali, uno degli obiettivi del Pnrr in chiave anti-evasione. Se Bruxelles contestasse la norma, il governo potrebbe ridurre quella soglia e scendere a 30-40 euro. Oppure fare retromarcia e prevedere un credito di imposta per compensare la spesa a carico degli esercenti per commissioni e affitto Pos. Nel caso però in cui la Commissione Ue non si esprimesse, il governo Meloni tirerebbe dritto.