Manovra, stallo in Parlamento. Modifiche su pensioni e sanità
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Lo stallo della legge di bilancio in Parlamento è nella serie di riunioni che si susseguono durante tutto il giorno a Montecitorio per trovare la quadra sulle modifiche, ma senza esito. Non c’è intesa dentro alla maggioranza, le opposizioni contestano tempi e risorse. Il governo è costretto a intervenire con un pacchetto di emendamenti, dalle pensioni minime al rinvio del “payback” per le imprese sanitarie, per mettere ordine ai lavori parlamentari. Lavori che partono male. Lo schema abbozzato dai capigruppo della maggioranza in commissione Bilancio, fa filtrare Fratelli d’Italia, assegna 28 emendamenti al partito di Giorgia Meloni, 20 alla Lega, 10 a Forza Italia e cinque a Noi Moderati. Sono i cosiddetti “supersegnalati”, una scrematura necessaria per non intasare i lavori. Ma passano poche ore e il partito di Silvio Berlusconi si sfila: la suddivisione non è questa, aspettiamo di capire quali mis…
ROMA - Lo stallo della legge di bilancio in Parlamento è nella serie di riunioni che si susseguono durante tutto il giorno a Montecitorio per trovare la quadra sulle modifiche, ma senza esito. Non c’è intesa dentro alla maggioranza, le opposizioni contestano tempi e risorse. Il governo è costretto a intervenire con un pacchetto di emendamenti, dalle pensioni minime al rinvio del “payback” per le imprese sanitarie, per mettere ordine ai lavori parlamentari. Lavori che partono male. Lo schema abbozzato dai capigruppo della maggioranza in commissione Bilancio, fa filtrare Fratelli d’Italia, assegna 28 emendamenti al partito di Giorgia Meloni, 20 alla Lega, 10 a Forza Italia e cinque a Noi Moderati. Sono i cosiddetti “supersegnalati”, una scrematura necessaria per non intasare i lavori. Ma passano poche ore e il partito di Silvio Berlusconi si sfila: la suddivisione non è questa, aspettiamo di capire quali misure si prenderà in carico il governo e poi decideremo.
Lo scontro tra la maggioranza e le opposizioni
Altra riunione, maggioranza e opposizione: stesso nulla di fatto. Il Terzo Polo non partecipa, Luigi Marattin lascia l’ufficio del presidente della commissione Bilancio prima dell’inizio: "È passata mezz’ora e ancora non c’è nessuno, non è serio". La riunione inizia, la maggioranza chiede alle opposizioni di ridurre gli emendamenti. Il Pd controbatte: diteci prima quali emendamenti presenterà il governo. È scontro anche sul tesoretto di 400 milioni per le modifiche: è un altro no quello che arriva dai dem alla proposta della maggioranza di avere a disposizione 150 milioni. "Attualmente non esiste nessun accordo su niente", aggiunge Marco Grimaldi, capogruppo in commissione di Verdi-Sinistra.
Il governo prepara il maxi-emendamento
Il caos è tale che a Palazzo Chigi si impone la necessità di prendere in carico le questioni che dividono anche la stessa maggioranza. Alcuni emendamenti, che confluiranno poi nel maxi emendamento per il voto in aula, sono già pronti. Tanti paletti per modifiche light perché i soldi sono pochi. Le pensioni minime saranno alzate a 590 euro, ma solo per gli over 75, con allo studio anche un tetto Isee per restringere ulteriormente la platea. Il capitolo pensioni conterrà anche le modifiche a Opzione Donna: via il requisito dei figli, 60 anni d’età per l’uscita anticipata delle lavoratrici. Dentro al pacchetto anche il rinvio di sei mesi, da gennaio a giugno, dei pagamenti dovuti dalle imprese sanitarie alle Regioni per rimborsare parte dello sforamento della spesa, il “payback”. Una risposta all’allarme lanciato, tra gli altri, da Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria dispositivi medici: "Se non si ferma il payback c’è il serio pericolo di non riuscire a garantire le forniture di prodotti, anche salvavita, agli ospedali".
Le misure per il Sud
Entro giovedì arriveranno altre modifiche, da coprire insieme alle altre con un fondo da 300 milioni. La caccia ad altre risorse, spiegano fonti di governo, "non è contemplata". La premier ha promesso anche misure per il Sud, dai crediti d’imposta alle Zone economiche speciali: ammontano a 1,8 miliardi e saranno finanziate attingendo dai fondi di coesione europei. La presa in carico di alcune modifiche da parte del governo libera più risorse per i partiti, ma i 250 milioni per la maggioranza non sono comunque sufficienti a far rientrare i malumori. Forza Italia vuole più dei 49 milioni che gli spettano al momento. Cambiare gli equilibri della spesa significa modificare lo schema sugli emendamenti. Un rompicapo che aggiunge affanno alla manovra.