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Le Borse di oggi, 15 dicembre. Tonfo Ue dopo la Bce. Milano maglia nera, balza lo spread

Le Borse di oggi, 15 dicembre. Tonfo Ue dopo la Bce. Milano maglia nera, balza lo spread
(afp)
L'Eurotower alza il costo del denaro di 50 punti base (come ieri la Fed), ma annuncia che saranno necessari altri rialzi a causa dell'inflazione troppo elevata. Piazza Affari cede il 3,5%, il rendimento dei Btp sopra il 4%
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MILANO - Le Borse europee chiudono in netto ribasso dopo che la Bce ha come atteso alzato i tassi di interesse dello 0,5% lasciando però intendere che nuovi aumenti saranno necessari per assicurare la discesa dei prezzi. Indicazioni che hanno spinto al rialzo lo spread, volato sopra quota 200 con il rendimento del decennale italiano al 4%.

Segnali di preoccupazione che si aggiungono a quelli registrati ieri dalla Fed. La banca centrale americana ha rallentato il cammino di aumento dei tassi di interesse, alzandoli questa volta soltanto di 50 punti dopo la raffica di rialzi da 75. Più del rialzo in sé, a deludere gli investitori ieri è stata la fermezza con cui la Fed ha chiarito che la politica restrittiva adottata fino ad ora resterà "per un po'", non lasciando quindi spazio a un'inversione di strategia, malgrado i recenti dati sull'inflazione Usa abbiano segnato una marcata frenata nella crescita dei prezzi. La Bank of England, intanto, si è messa in scia alla Fed alzando di mezzo punto i tassi.

Giornata in calo anche sulla sponda asiatica, con Tokyo che ha archiviato gli scambi a -0,37%.

Chiusura in forte rialzo per lo spread: il Btp rende più del 4%

Chiusura in forte rialzo per lo spread a 207 punti base dopo la Bce. Il tasso del decennale vola al 4,145%.

Milano maglia nera: -3,45% con Lagarde "falco"

La Bce si somma alla Fed e conferma che serviranno ulteriori strette e che l'inflazione resterà troppo alta ancora a lungo. Così le borse europee, già in rosso in mattinata sulla scia delle decisioni della banca centrale americana e delle parole di Powell, chiudono sui minimi di giornata con il Ftse Mib in flessione del 3,45%. Oltre ad aver aumentato di 50 punti base il costo del denaro, rallentando il passo della stretta come da attese, Francoforte ha peggiorato le prospettive sull'inflazione e prevede ulteriori significativi rialzi del costo del denaro, di 50 punti base e non di 25 come ipotizzato dal mercato finora. Uno scenario che richiama quanto emerso ieri dalla riunione della Fed, dove la prospettiva del picco dei tassi americani è salita oltre il 5% nel 2023. Intanto, anche la Bank of England e la Banca centrale svizzera hanno alzato i tassi di 50 punti base. Piazza Affari chiude con Leonardo in testa, invariata. In rosso il resto del listino con Finecobank in coda a -6,35%, seguita da Poste, da Hera, St e Nexi, tutti con cali di oltre 5 punti percentuali. Tra chi ha limitato le perdite c'è Saipem (-0,58%) grazie a nuovi contratti offshore per 1,2 miliardi di dollari, mentre Tim chiude in calo del 2,38% nonostante le indicazioni incoraggianti fornite ieri dall'ad Pietro Labriola e nel giorno dell'incontro al ministero sul futuro della rete di tlc. Fuori dal listino principale, scatto della Juve (+7,19%) sui rumor per una possibile Opa in arrivo da parte di Exor con conseguente delisting del titolo da Piazza Affari. Sul mercato valutario, euro/dollaro in altalena: la moneta unica è risalita sopra la soglia di 1,07 dopo la Bce per poi ripiegare nuovamente a 21,064 da 1,0658 ieri in chiusura. La moneta unica si è impennata a 146,54 yen (da 144,69), mentre il rapporto dollaro/yen è a 137,75 (da 135,97). In calo il prezzo del petrolio dopo tre giorni di aumenti: il future gennaio sul Wti cede l'1,4% a 76,2 dollari al barile, mentre il contratto febbraio sul brent perde l'1,25% a 81,67 dollari. Sale del 2% a 134 euro per megawattora il prezzo del gas naturale ad Amsterdam.

La Ue chiude con un tonfo dopo la Bce

Crollano le Borse europee, spaventate dalla mano dura esibita oggi dalla Bce nel contrasto all'inflazione, che fa il paio con quanto affermato ieri dalla Fed, secondo cui la strada da fare per domare la corsa dei prezzi è ancora lunga. Di fronte alla prospettiva di nuovi rialzi dei tassi da 50 punti base, oltre a quello deciso oggi, e all'avvio della riduzione del bilancio di Francoforte al ritmo di 15 miliardi al mese, i listini del Vecchio Continente sono tracollati: Francoforte ha perso il 3,28% a 13.986 punti, Parigi il 3,09% a 6.522 punti, mentre Londra ha contenuto i ribassi allo 0,93%, a 7.426 punti.

L'Europa perde terreno dopo la Bce

 Le Borse europee perdono terreno dopo le decisioni di politica monetaria della Bce. Piazza Affari aumenta il calo all'1,4%, Parigi all'1,6% e Londra allo 0,45%.

 

L'Europa resta negativa in attesa della Bce

Pochi movimenti sui mercati azionari del Vecchio continente dopo la decisione della Banca d'Inghilterra che ha alzato i tassi di mezzo punto percentuale al 3,5%: Londra ha ridotto di qualche frazione il calo odierno e ora scende dello 0,4%, mentre Parigi e Francoforte cedono poco più di un punto percentuale, con Milano che perde l'1%. L'euro sale dello 0,3% rispetto alla sterlina a quota 0,863, con l'attesa dei mercati concentrata sulle decisioni a breve della Bce e soprattutto sulle indicazioni per il prossimo futuro. In Piazza Affari positive Saipem e Tim che crescono dell'1%, giù Nexi e Fineco in calo di oltre due punti percentuali.

Gas, record di forniture da Gazprom alla Cina

Il 14 dicembre Gazprom ha aggiornato il record storico delle consegne giornaliere di gas russo alla Cina attraverso il gasdotto Power of Siberia. Lo rileva la società in una nota precisando che l'eccedenza rispetto agli obblighi contrattuali giornalieri previsti dal contratto di compravendita gas è stata pari al 16,5%. Gazprom, precisa, ha accolto la richiesta della parte cinese di aumentare le forniture giornaliere di gas a dicembre rispetto al programma precedentemente approvato per il 2022. Le consegne vengono effettuate nell'ambito di un accordo bilaterale di acquisto e vendita di gas a lungo termine tra Gazprom e Cnpc (China National Petroleum Corporation).

La Banca d'Inghilterra alza i tassi dello 0,5%

La Bank of England ha alzato i tassi di interesse di 50 punti base portandoli al 3,50%, in linea con le attese degli analisti. Si tratta dell nono aumento di fila. La maggioranza del Consiglio dell'istituto ritiene che possano essere necessari nuovi rialzi.

Partenza in calo per le Borse europee

Le Borse europee aprono in rosso in attesa della decisione della Bce e all'indomani della scelta della Fed che, di fronte all'inflazione non consente ancora di ridurre il ritmo dei rialzi dei tassi di interesse, ha aumentato ulteriormente il costo del denaro di 50 punti base, centrando le attese degli analisti. Oggi la Banca centrale europea annuncerà la sua decisione di politica monetaria che sembra destinata a seguire le orme degli Stati Uniti.

In avvio Piazza Affari cede lo 0,60% a 24.425 punti, in flessione anche Francoforte -0,77%, Parigi -0,75% e Londra -0,67%. A Milano corre Saipem +1,36% che si è aggiudicata nuovi contratti in Guyana ed Egitto per un valore totale di circa 1,2 miliardi di dollari. Intorno alla parità Tim, Leonardo ed Enel, flessioni di quasi un punto e mezzo percentuale invece per Tenaris, giù anche Stm -1,7% e Moncler che perde l'1,75%.

 

Lo spread apre in rialzo a 192 punti

Spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni in leggero aumento in avvio di seduta: il differenziale ha aperto a 192 punti base contro i 190 della chiusura di ieri.
Il rendimento del prodotto del Tesoro è al 3,9%

L'euro apre debole in attesa della Bce

L'euro apre in calo sul dollaro e sullo yen in attesa della decisione di politica monetaria della Bce. La moneta unica passa di mano a 1,0657 dollari e a 144,62 yen. Il biglietto verde si è ampiamente rafforzato dopo che la Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse di mezzo punto percentuale, come ampiamente previsto, e ha annunciato che prevede ulteriori rialzi e di mantenere i tassi alti più a lungo di quanto sperato in precedenza. Il dollaro avanza anche nei confronti della divisa giapponese a 135,71.