Reddito di cittadinanza per soli sette mesi, il governo valuta un'altra stretta. Superbonus, niente proroga al 31 dicembre per le Cilas
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - L’idea di una nuova stretta al Reddito di cittadinanza viene messa sul tavolo dal leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, quando la riunione sulla manovra a Montecitorio tra il governo e i capigruppo della maggioranza arriva al dunque: i soldi per le modifiche sono pochi. Ecco perché la proposta viene condivisa da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia: ridurre di un ulteriore mese, da otto a sette, l’erogazione del Reddito ai beneficiari occupabili permetterebbe di risparmiare circa 200 milioni, da utilizzare per altre misure. Il governo valuta, una decisione sarà presa nelle prossime ore, quando si chiuderà il pacchetto delle modifiche che si punta a depositare venerdì sera in commissione Bilancio.
Pensioni minime a 600 euro per gli Over 75
Chi può già contare su incasso sicuro è Forza Italia. Alla riunione guidata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il capogruppo degli azzurri Alessandro Cat…
ROMA - L’idea di una nuova stretta al Reddito di cittadinanza viene messa sul tavolo dal leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, quando la riunione sulla manovra a Montecitorio tra il governo e i capigruppo della maggioranza arriva al dunque: i soldi per le modifiche sono pochi. Ecco perché la proposta viene condivisa da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia: ridurre di un ulteriore mese, da otto a sette, l’erogazione del Reddito ai beneficiari occupabili permetterebbe di risparmiare circa 200 milioni, da utilizzare per altre misure. Il governo valuta, una decisione sarà presa nelle prossime ore, quando si chiuderà il pacchetto delle modifiche che si punta a depositare venerdì sera in commissione Bilancio.
Pensioni minime a 600 euro per gli Over 75
Chi può già contare su incasso sicuro è Forza Italia. Alla riunione guidata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il capogruppo degli azzurri Alessandro Cattaneo fissa i paletti per conto di Silvio Berlusconi: «Le pensioni minime a 600 euro per chi ha più di 75 anni e gli sgravi fiscali a ottomila euro per le assunzioni dei giovani sono imprescindibili». Sul tavolo finiscono le simulazioni dei forzisti e quelle della Ragioneria generale dello Stato, dall’incrocio dei numeri arriva il via libera di Giorgetti a entrambe le richieste, con gli assegni che saranno portati appunto a 600 euro per gli over 75 e il tetto della decontribuzione che salirà da 6 mila a 8 mila euro. Chi resta a bocca asciutta invece è la Lega: il taglio dell’Iva sul pellet non si farà perché costa troppo, anche se il Carroccio ha già fissato numerose bandierine nella manovra, a partire da quota 103 che non cambierà, nonostante i rilievi della Commissione europea. Cambierà la norma sul Pos: la trattativa con Bruxelles è ancora in corso, ma già si mette in conto di abbassare la soglia che cancella le sanzioni per i mancati pagamenti, portandola da 60 a un valore compreso tra i 30 i 40 euro.
Scontro sull'indicizzazione degli assegni
Anche il pacchetto pensioni non resta indenne alla pagella europea: «Le modifiche a cui si lavora al ministero del Lavoro su Opzione Donna diventano più complicate», spiegano fonti di governo. Il riferimento è all’ipotesi di cancellare il requisito dei figli da quelli che permetteranno alle lavoratrici di andare in pensione in anticipo l’anno prossimo. E le pensioni diventano anche un terreno di scontro dentro alla maggioranza. Fratelli d’Italia mette sul tavolo una carta suggerita dalla Cisl, chiedendo di ammorbidire la stretta sulla rivalutazione previdenziale, alzando la soglia degli assegni che conserveranno il pieno adeguamento all’inflazione da 4 a 5 volte il minimo. Il partito di Giorgia Meloni vuole fare asse con il sindacato che, a differenza di Cgil e Uil, non è sceso in piazza, oltre a dare un segnale ai pensionati della classe media. Ma Forza Italia dice no, perché teme che a rimetterci sia l’aumento delle minime, e Giorgetti fissa il perimetro degli interventi: nessuna modifica sulle indicizzazioni così come sul taglio del cuneo fiscale, che tra l’altro, spiega, è stato già esteso rispetto a quello in vigore quest’anno.
Superbonus, niente proroga per la Cilas
Le richieste che arrivano dalla maggioranza sono molte di più, ma la discussione al tavolo si concentra sui grandi temi, sarà poi il fascicolo degli emendamenti a dire se ci sarà spazio per altro. Potrebbero arrivare altre modifiche, ma il condizionale è legato ai soldi. Sicuramente ci saranno le misure per il Sud, dai crediti d’imposta al sostegno alle Zone economiche speciali, ma anche più risorse per le famiglie, con un potenziamento dell’assegno unico per i figli a partire dal quarto e un coinvolgimento maggiore dei padri nel congedo parentale.
A cambiare, ancora, il Superbonus. Le modifiche al decreto Aiuti Quater, all’esame del Senato, allargano le maglie della cessione dei crediti: per banche e altri intermediari finanziari sarà possibile un terzo passaggio. Arriva anche la garanzia pubblica di Sace, pari a un quinto del credito, per chi lo vuole convertire in un prestito. Non ci sarà invece la proroga al 31 dicembre per la Comunicazione di inizio lavori (Cilas).