Manovra, il governo perdona gli evasori. Condono penale per chi ripaga il fisco
di Liana MilellaROMA - Questione di ore. E del risultato dell'ultima verifica che, da ieri pomeriggio, è in corso presso la Ragioneria generale dello Stato. Ma a Montecitorio, intorno a mezzogiorno, oggi si materializzerà un altro coup de theatre del governo sulla manovra fiscale. Annunciato 24 ore fa dal vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Una misura - sarà di fatto un "condono", anche se chi ci sta lavorando non vuole assolutamente che si usi questa definizione - che s'inserisce alla perfezione nella "pace fiscale" d'impronta meloniana che ha ispirato il governo sin dal momento della sua nascita.
L'estinzione di tre reati
Stavolta stiamo parlando di un "perdono" fiscale - insi…
ROMA - Questione di ore. E del risultato dell'ultima verifica che, da ieri pomeriggio, è in corso presso la Ragioneria generale dello Stato. Ma a Montecitorio, intorno a mezzogiorno, oggi si materializzerà un altro coup de theatre del governo sulla manovra fiscale. Annunciato 24 ore fa dal vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Una misura - sarà di fatto un "condono", anche se chi ci sta lavorando non vuole assolutamente che si usi questa definizione - che s'inserisce alla perfezione nella "pace fiscale" d'impronta meloniana che ha ispirato il governo sin dal momento della sua nascita.
L'estinzione di tre reati
Stavolta stiamo parlando di un "perdono" fiscale - insistono nel chiamarlo così i tecnici del Mef e del ministero della Giustizia che ieri ci hanno lavorato congiuntamente per tutta la giornata - che si risolverà nell'estinguere di fatto ben tre reati, l'omessa dichiarazione dei redditi, l'omesso versamento, nonché la dichiarazione infedele. Stiamo parlando di un meccanismo analogo a quello previsto dal decreto legislativo 74 del marzo 2000. Una misura "a tempo", sostiene chi ci lavora, e quindi non a regime, strettamente motivata dall'emergenza, e quindi limitata a un periodo determinato.
Recuperare evasione
Mef e Giustizia dunque. Sono loro gli autori e i protagonisti della nuova sanatoria. Che viene motivata con l'obiettivo, "in un momento economicamente difficile, di combattere l'evasione e intascare soldi già dati per persi". Insomma, le fonti del governo spiegano, ovviamente dal loro punto di vista, che sarebbe una mossa per "raggranellare contanti e recuperare quanta più evasione possibile". Va da sé che l'effetto sarebbe invece soprattutto quello di "premiare" di non ha presentato le dichiarazioni dei redditi, oppure chi lo ha fatto ma alterando i dati contabili a dispetto dei tanti contribuenti italiani onesti.
Versi il debito e cancelli il reato
Dal punto di vista governativo la spiegazione sarebbe invece la seguente: si sta cercando di dar vita a una "causa estintiva per comportamento riparatorio". Nel senso che chi non ha presentato la dichiarazione o l'ha falsata, "solo a seguito di una piena condotta riparatoria", versando il 100% del debito tributario più la sanzione accessoria, vedrebbe cancellato il suo reato. Ma, sottolinea sempre chi sta scrivendo il nuovo "condono", ma non vuole ovviamente chiamarlo così, l'evasore o colui che ha omesso o falsato i dati, dovrà pagare totalmente il suo debito, perché la sola omissione di una rata di fatto annullerebbe l'intera procedura.
Un vero condono
Solo ad emendamento depositato si potrà capire fino in fondo la portata, e il danno prodotto, dal nuovo "condono", un vero e proprio "perdono giudiziario" con totale e piena estinzione del reato. Un nuovo atto di una serie di provvedimenti che di fatto vanno nella direzione di incoraggiare l'evasione fiscale, dalla cancellazione delle cartelle inferiori a mille euro, al contante portato a 5 mila euro, all'eliminazione dell'obbligo del Pos (vedremo se da 60 euro, o meno), alla flax tax sulle partite Iva. Con un obiettivo ricorrente, coprire nei fatti quote sempre maggiori di evasione.