Nuovo codice degli appalti, passa la linea Salvini. Meno poteri all’Anticorruzione
di Giuseppe Colombo , Valentina Conte , di Giuseppe Colombo, Valentina ConteROMA - Anac depotenziata. Appalti integrati, con il progettista anche esecutore che decide le varianti e alza il costo: ampliati a tutti gli appalti, non solo quelli "complessi", più grandi, e quindi quasi liberalizzati. Soglia per gli affidamenti diretti: alzata da 100 a 500 mila euro. Garanzia che versano le imprese vincitrici di gara: dimezzata dal 2 all'1%.
Come cambia il Codice degli appalti
Oggi arriva in Consiglio dei ministri la riforma degli appalti. Rispetto al testo di 230 articoli del 7 dicembre, messo a punto dal Consiglio di Stato, la nuova bozza tiene conto di alcuni desiderata della Lega: ufficialmente per semplificare, in pratica per allargare le maglie di controlli e paletti. Così si spiega la reazione dell'Autorità anticorruzione: "Ci sono tre criticità, il governo ci ripensi". Il nuovo codice è un obiettivo del Pnrr e deve entrare in vigore tassativamente entro il 31 marzo.
Le obiezioni dell'Anac…
ROMA - Anac depotenziata. Appalti integrati, con il progettista anche esecutore che decide le varianti e alza il costo: ampliati a tutti gli appalti, non solo quelli "complessi", più grandi, e quindi quasi liberalizzati. Soglia per gli affidamenti diretti: alzata da 100 a 500 mila euro. Garanzia che versano le imprese vincitrici di gara: dimezzata dal 2 all'1%.
Come cambia il Codice degli appalti
Oggi arriva in Consiglio dei ministri la riforma degli appalti. Rispetto al testo di 230 articoli del 7 dicembre, messo a punto dal Consiglio di Stato, la nuova bozza tiene conto di alcuni desiderata della Lega: ufficialmente per semplificare, in pratica per allargare le maglie di controlli e paletti. Così si spiega la reazione dell'Autorità anticorruzione: "Ci sono tre criticità, il governo ci ripensi". Il nuovo codice è un obiettivo del Pnrr e deve entrare in vigore tassativamente entro il 31 marzo.
Le obiezioni dell'Anac
L'alert sul disegno del governo lo lancia il presidente dell'Autorità Giuseppe Busia: "Semplifichiamo bene, garantiamo la realizzazione del Pnrr, ma nella trasparenza e nella chiarezza". Un messaggio centrato su tre punti critici, che l'Authority chiede di cancellare dal decreto. La materia più delicata è il controllo sui conflitti d'interesse, come quello del Rup, il responsabile unico del procedimento, in un appalto: un articolo del nuovo Codice riduce i poteri dell'Anac su questa materia.
Lo stesso fa un'altra norma, relativa alle verifiche sulle Soa, gli organismi che attestano il possesso, da parte delle imprese, dei requisiti economici e organizzativi per partecipare alle gare: le competenze dell'Anac sono spuntate, le maglie si allargano per le imprese coinvolte negli appalti con importi consistenti.
Il terzo punto riguarda la soppressione dell'elenco delle società in house, gestito dalla stessa Anac: uno strumento indispensabile per controllare e verificare lo stato dei servizi, di fatto un monitoraggio per capire se gli stessi servizi potevano essere più efficienti con gare aperte sul mercato. Una correzione, invece, è stata accolta dal governo: nell'ultima bozza del decreto non compare più un passaggio che legava l'operato dell'Anac al ruolo di indirizzo svolto da una cabina di regia da istituire a Palazzo Chigi.
La Lega insiste e aspetta il testo in Parlamento
Ma se l'Authority invita alla prudenza, Salvini vuole invece molto di più. Un mese fa pretendeva di "eliminare il 50% delle parole". Il decreto che sarà esaminato oggi dal Cdm ha la sua firma, oltre a quella di Giorgia Meloni, e per ora, è la linea, va bene così. L'obiettivo è portare a casa i primi risultati - e ci sono - invece che far saltare tutto. Anche perché, spiegano fonti di governo, il Consiglio di Stato sarebbe pronto a ritirare il testo se venisse stravolto, un'intenzione che nelle ultime ore avrebbe comunicato alla premier.
Il leader della Lega punta al passaggio in Parlamento, dopo il via libera del Cdm. Nelle commissioni competenti per i pareri proverà ad allargare ancora il perimetro della deregulation. Nel mirino, ancora, gli appalti integrati. E anche la procedura negoziata senza bandi. L'idea è di andare veloci con le opere pubbliche, aiutare le piccole e medie imprese, oltre alle grandi, non disturbarle. Il rischio è più corruzione e meno sicurezza nei cantieri.