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Nuovo codice degli appalti, l'allarme dei sindacati: "Con il subappalto a cascata rischi per i lavoratori su sicurezza e salari"

La riforma, approvata oggi in Cdm, fa esultare la Lega. Ma Cgil, Cisl e Uil, mai consultate dal governo, ne indicano le criticità, come già l'Anac: cantieri meno controllabili e retribuzioni non tutelate
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ROMA - Grande soddisfazione del vicepremier Salvini per il nuovo Codice degli appalti, approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Ma dopo l'allarme Anac, grande preoccupazione anche dei sindacati, mai neanche consultati, per le ricadute sulla salute e sicurezza di 5 milioni di lavoratori nei cantieri. Per la tenuta dei loro salari e il rispetto dei contratti. Nel mirino finisce soprattutto lo sdoganamento del "subappalto a cascata", senza limiti o tetti. E lo spirito di deregulation che attraversa il nuovo testo, preparato dal Consiglio di Stato e poi limato secondo i desiderata della Lega. La torta degli appalti pubblici, ora spinti dal Pnrr, vale oltre 100 miliardi. La ministra del Lavoro Marina Calderone ha convocato per il 12 gennaio il primo tavolo di confronto con le parti sociali proprio sulla sicurezza sul lavoro.

I rischi del subappalto a cascata

Inserito già nella versione del Codice preparata per il governo Draghi e poi rimasto nella versione licenzia…

ROMA - Grande soddisfazione del vicepremier Salvini per il nuovo Codice degli appalti, approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Ma dopo l'allarme Anac, grande preoccupazione anche dei sindacati, mai neanche consultati, per le ricadute sulla salute e sicurezza di 5 milioni di lavoratori nei cantieri. Per la tenuta dei loro salari e il rispetto dei contratti. Nel mirino finisce soprattutto lo sdoganamento del "subappalto a cascata", senza limiti o tetti. E lo spirito di deregulation che attraversa il nuovo testo, preparato dal Consiglio di Stato e poi limato secondo i desiderata della Lega. La torta degli appalti pubblici, ora spinti dal Pnrr, vale oltre 100 miliardi. La ministra del Lavoro Marina Calderone ha convocato per il 12 gennaio il primo tavolo di confronto con le parti sociali proprio sulla sicurezza sul lavoro.

I rischi del subappalto a cascata

Inserito già nella versione del Codice preparata per il governo Draghi e poi rimasto nella versione licenziata oggi dal governo Meloni, il "subappalto a cascata" rappresenta forse la maggiore discontinuità con le norme vigenti della nuova riforma, obiettivo vincolante del Pnrr (deve entrare in vigore entro il 31 marzo). Una vera sterzata, nelle valutazioni di Cgil, Cisl e Uil. La norma di fatto legittima e dunque consente anche nell'edilizia pubblica "l'ulteriore subappalto" del subappalto. Si passa dall'uno attuale al senza limiti, come nell'edilizia privata. Per i sindacati, la catena lunga e frammentata di subappaltatori che si verrebbe e determinare per realizzare economie di scala sarebbe un incentivo alle "scatole vuote", alle imprese esistenti solo sulla carta. E soprattutto renderebbe complicato se non impossibile il rispetto delle norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. In un Paese dove si muore di lavoro ogni giorno. Tanto, troppo. 

C'è il caro materiali, non il caro salari

Altra critica dei sindacati riguarda il mancato recepimento di uno dei principi della legge delega (la 78 del 2022) votata dal Parlamento, la cornice da cui è scaturito il decreto legislativo attuativo approvato oggi dal Cdm, scritto dal Consiglio di Stato. La legge delega di riforma degli appalti prevede un adeguamento automatico ai rincari delle materie prime e dei contratti. L'alta inflazione, dicono i sindacati, impatta sul materiale per le opere, ma anche sui salari dei lavoratori che le realizzano, il cui potere d'acquisto viene eroso. Non si può pensare di tamponare il "caro materie prime" tagliando di fatto gli stipendi. Principio che il Parlamento aveva riconosciuto. E però sparito nel decreto legislativo approvato oggi che non si fa carico degli aumenti retributivi. Non recependo di fatto un'indicazione del Parlamento.

Clausola sociale indebolita

C'è poi un terzo delicatissimo punto sollevato dai sindacati. E riguarda la "clausola sociale" nei subappalti che ora diventano, come detto, potenzialmente infiniti. La clausola prevede per i subappaltatori l'obbligatorietà del Durc - il Documento di regolarità contributiva, necessario per dimostrare che chi lavora nei cantieri è in regola - ma anche l'applicazione delle stesse condizioni contrattuali tra appalto e subappalto. Ovvero la parità di trattamento economico e normativo per i lavoratori che "transitano" da un datore a un altro. Se i passaggi sono però "a cascata" - tanti quanti sono i subappalti, senza limiti - diventa anche qui molto difficile verificare la clausola. Con rischi elevatissimi per i lavoratori e la stessa sicurezza dei cantieri.