Superbonus, tasse e mutui: così il governo cambia la manovra
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboRoma - Montecitorio, nove e venti di sera. La capogruppo del Pd Debora Serracchiani sbotta: "Usciamo dall’aula della commissione, il pacchetto degli emendamenti non c’è, non permetteremo al ministro di fare un comizio". Il ministro in questione è il titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti. Tocca a lui placare i malumori che montano per una legge di bilancio che attende le modifiche del governo dopo quattro giorni di lavori su temi secondari.
Giorgetti spiega che le modifiche arriveranno a blocchi perché la presidenza della Camera ha chiesto di spacchettare il maxi-emendamento, una modalità che le opposizioni contestano. Poi si passa ai contenuti: la manovra cambia ancora. Le poche risorse a disposizione limitano il perimetro degli interventi, ma alcuni capitoli subiscono modifiche importanti. Le novità riguardano soprattutto il pacchetto lavoro: si allarga il segnale sul cuneo fiscale destinato ai lavoratori dipendenti con redd…
Roma - Montecitorio, nove e venti di sera. La capogruppo del Pd Debora Serracchiani sbotta: "Usciamo dall’aula della commissione, il pacchetto degli emendamenti non c’è, non permetteremo al ministro di fare un comizio". Il ministro in questione è il titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti. Tocca a lui placare i malumori che montano per una legge di bilancio che attende le modifiche del governo dopo quattro giorni di lavori su temi secondari.
Giorgetti spiega che le modifiche arriveranno a blocchi perché la presidenza della Camera ha chiesto di spacchettare il maxi-emendamento, una modalità che le opposizioni contestano. Poi si passa ai contenuti: la manovra cambia ancora. Le poche risorse a disposizione limitano il perimetro degli interventi, ma alcuni capitoli subiscono modifiche importanti. Le novità riguardano soprattutto il pacchetto lavoro: si allarga il segnale sul cuneo fiscale destinato ai lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Il taglio di tre punti percentuali sarà destinato ai redditi fino a 25 mila euro, con il tetto che sale quindi rispetto ai 20 mila previsti dalla prima versione della manovra.
Guarda invece ai pensionati del ceto medio la modifica del meccanismo dell’indicizzazione previsto per i prossimi due anni: si riduce il taglio della rivalutazione sugli assegni tra 4 e 5 volte sopra il minimo, con importo compreso tra 2.100 e 2.626 euro. L'indicizzazione decisa per l'anno prossimo salirà dall'80 all'85 per cento.
Nessuna modifica, invece, per Opzione Donna, il canale di uscita anticipata per le lavoratrici. Le ipotesi circolate nelle settimane scorse si fermano davanti ai pochi soldi a disposizione per allargare le maglie. Al momento resta così come inserita nel testo all’esame del Parlamento: pensione a 60 anni per tutte (a 59 per chi ha un figlio, un anno in meno ancora per chi ne ha due) a condizione però di essere una lavoratrice careviger, invece che avere un’invalidità di almeno il 74%, ancora licenziata o dipendente di un’azienda in crisi.
Chi incassa sul fronte delle pensioni è Forza Italia, con le minime degli over 75 che saliranno a 600 euro, ma l'aumento sarà valido solo per il 2023. L’eliminazione del paletto legato al reddito, contenuto in alcune simulazioni dei giorni scorsi, viene accolto con favore dagli azzurri. Il capogruppo alla Camera Alessandro Cattaneo rivendica il risultato: "Il lavoro di Forza Italia incide". Il partito di Silvio Berlusconi chiede di togliere le tasse per chi assume gli under 36 senza prevedere vincoli, ma l’innalzamento del tetto per la decontribuzione, da 6 a 8 mila euro, riguarderà solo le assunzioni a tempo indeterminato dei beneficiari del Reddito di cittadinanza. Anche la misura bandiera dei 5 Stelle è interessata dalle modifiche: si allarga il taglio per gli occupabili, che l’anno prossimo riceveranno il sussidio per sette mesi, non per otto, come deciso inizialmente. Giuseppe Conte protesta, ma il governo tira dritto.
Fratelli d’Italia può rivendicare l’intervento sulle pensioni del ceto medio, in asse con la Cisl, la cui proposta puntava però a una rivalutazione piena, ma anche un pacchetto per la famiglia che si fa più corposo con l’aumento della maggiorazione dell’assegno unico per i figli in favore delle famiglie che ne hanno quattro o più, ma anche con l’aumento all’80% del congedo parentale per i genitori, in via alternativa, per un mese. Alle famiglie è indirizzato anche il ripristino di una norma del 2012 che permette per i contratti di mutuo ipotecario di tornare dal tasso variabile al fisso.
La lunga lista di Giorgetti conferma anche le indiscrezioni circolate nelle ultime ore: i condomini avranno tempo fino al 31 dicembre per presentare le Cilas, le comunicazioni di inizio lavori, e beneficiare così del Superbonus al 110%. Salta la norma sul Pos: cancellata l'esenzione dalle sanzioni per gli esercenti che rifiutano di accettare i pagamenti fino a 60 euro con il bancomat o la carta di credito. E sembra saltare anche l'innalzamento del tetto al contante a 5 mila euro, ma è un refuso che viene superato da una nuova versione dell’emendamento. Le opposizioni protestano ancora. La manovra è ancora un fronte caldo.