Besseghini: “Ma per contenere le bollette conteranno di più meteo e risparmi”
di Luca Pagni , di Luca PagniROMA - «Ritengo che sia un risultato molto positivo: l’Italia, che ha proposto il price cap per prima, ottiene un successo di prestigio. Mentre l’Europa ha evitato di spaccarsi: se fosse accaduto ci sarebbero state conseguenze politiche negative. Averlo evitato dimostra ancora una volta la tenuta delle istituzioni di Bruxelles». Dall’agosto del 2018, Stefano Besseghini è presidente dell’Arera (l’ex authority dell’energia). Per il suo ruolo, in questi mesi ha seguito con grande interesse le trattative per l’introduzione del tetto al prezzo del gas. E spiega a Repubblica quali potrebbero essere le sue ricadute sul mercato dell’energia.
Presidente, cosa accadrà ora, famiglie e imprese possono sperare che si fermi la corsa delle tariffe?
«L’accordo raggiunto ha un grande valore e non solo simbolico. Ora bisognerà verificare la reazione del mercato. Per esempio, capire se i fornitori vorranno rine…
ROMA - «Ritengo che sia un risultato molto positivo: l’Italia, che ha proposto il price cap per prima, ottiene un successo di prestigio. Mentre l’Europa ha evitato di spaccarsi: se fosse accaduto ci sarebbero state conseguenze politiche negative. Averlo evitato dimostra ancora una volta la tenuta delle istituzioni di Bruxelles». Dall’agosto del 2018, Stefano Besseghini è presidente dell’Arera (l’ex authority dell’energia). Per il suo ruolo, in questi mesi ha seguito con grande interesse le trattative per l’introduzione del tetto al prezzo del gas. E spiega a Repubblica quali potrebbero essere le sue ricadute sul mercato dell’energia.
Presidente, cosa accadrà ora, famiglie e imprese possono sperare che si fermi la corsa delle tariffe?
«L’accordo raggiunto ha un grande valore e non solo simbolico. Ora bisognerà verificare la reazione del mercato. Per esempio, capire se i fornitori vorranno rinegoziare le condizioni commerciali. Molti contratti sono indicizzati alla variazione dei prezzi sui mercati finanziari e ora, con il tetto, potrebbero pretendere un aumento visto che poi, in caso di rincari, non potranno andare oltre una certa cifra».
Aver fissato un tetto massimo a 180 euro non sembra essere un gran vantaggio per le bollette...
«Bisogna anche guardare al punto di partenza della trattativa, quando c’era chi proponeva 275 euro. E al fatto che in agosto è stato raggiunto un record a 345 euro».
Se non altro, l’Italia si può intestare il successo politico, visto che Mario Draghi è stato il primo a fare la proposta del tetto e la premier Meloni ha confermato la scelta.
«Abbiamo confermato che le proposte più interessanti sul tema energia sono venute dal Sud Europa, dall’Italia ma anche dalla Spagna, come dimostra il caso del tetto al prezzo ma anche degli extraprofitti».
La Russia ha annunciato che prenderà provvedimenti. Cosa dobbiamo aspettarci, che chiuda del tutto i rubinetti del gas?
«Lo vedo improbabile. È vero che i russi sono molto attenti agli aspetti formali dei contratti, ma perché dovrebbero rinunciare a entrare sicure, e anche sostanziose, con questo livello di prezzi, per quanto le forniture siano diminuite di molto rispetto a un anno fa?».
Come se non bastasse la Russia, la Ue potrebbe incontrare difficoltà anche con le forniture dal Qatar, a causa dell’inchiesta sulla possibile corruzione di alcuni europarlamentari che chiama in causa il governo di Doha.
«Ritengo sia difficile che un fornitore che si è sempre rivelato molto affidabile possa reagire confondendo i due livelli. Ricordiamoci sempre che la Russia, nonostante sia sotto sanzioni continua a inviare il suo gas all’Europa. Che ci possa essere una ritorsione del Qatar per l’inchiesta a Bruxelles mi sembrerebbe molto improbabile e poco serio».
Per concludere, si aspetta una variazione dei prezzi in seguito all’approvazione del price cap?
«Credo che, al momento, possano influire molto di più le condizioni del meteo. I prezzi prima delle decisione della Ue stavano iniziando a salire perché era arrivato il freddo. Ma da qui alla fine dell’anno le previsioni sono buone e le temperature ci aiutano a consumare di meno. Inoltre, il tetto al prezzo scatterà solo a metà febbraio, quindi per ora il meccanismo non influirà sui consumatori».