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Tetto al gas, la Ue trova l’intesa. Da febbraio limite a 180 euro

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Dopo mesi di litigi c’è il compromesso sul prezzo soglia. Superata la resistenza di Berlino, Olanda e Austria astenute. Impatto ridotto sui consumatori, ma potrebbe aiutare gli stoccaggi. Meloni esulta: “Vittoria italiana”. Mosca: “Inaccettabile, reagiremo”
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BRUXELLES - L’accordo sul price cap alla fine è stato siglato. Un’intesa non all’unanimità, ma a maggioranza. Accontenta larga parte dei 27. Ma rischia di essere un palliativo. Una soglia che difficilmente farà scattare davvero il tetto al prezzo del gas. Il limite, infatti, è fissato a 180 euro per megawattora. Dovrà essere superato per almeno tre giorni consecutivi e nello stesso tempo la differenza di prezzo con il Gnl, il gas liquefatto, dovrà essere superiore a 35 euro. Tre condizioni, insomma, che nell’ultimo anno si sono verificate rarissimamente. Prevalentemente ad agosto scorso. Adesso fortunatamente le quotazioni del metano sono molto più basse.

L’aiuto nel controllare la dinamica dei costi energetici e la crescita dell’inflazione, dunque, potrebbe essere molto ridotto. C’è chi scommette che questo meccanismo, che scatta dal 15 febbraio e può durare per venti giorni, si …

BRUXELLES - L’accordo sul price cap alla fine è stato siglato. Un’intesa non all’unanimità, ma a maggioranza. Accontenta larga parte dei 27. Ma rischia di essere un palliativo. Una soglia che difficilmente farà scattare davvero il tetto al prezzo del gas. Il limite, infatti, è fissato a 180 euro per megawattora. Dovrà essere superato per almeno tre giorni consecutivi e nello stesso tempo la differenza di prezzo con il Gnl, il gas liquefatto, dovrà essere superiore a 35 euro. Tre condizioni, insomma, che nell’ultimo anno si sono verificate rarissimamente. Prevalentemente ad agosto scorso. Adesso fortunatamente le quotazioni del metano sono molto più basse.

L’aiuto nel controllare la dinamica dei costi energetici e la crescita dell’inflazione, dunque, potrebbe essere molto ridotto. C’è chi scommette che questo meccanismo, che scatta dal 15 febbraio e può durare per venti giorni, si attiverà in estate, quando tutti i Paesi saranno impegnati a fare le scorte. Ma si tratta comunque di una misura lontana da quella che si immaginava in un primo momento considerando che meno di un anno fa il prezzo del gas era ampiamente sotto i 100 euro.

L'Italia esulta per il risultato

Si tratta quindi di un compromesso per cui tutti o quasi possono cantare vittoria. In primo luogo l’Italia, che sottolinea di aver superato la contrarietà dei “nordici” e nota come la reazione della Russia sia un segno del buon risultato. Mosca infatti, attraverso il portavoce del Cremlino Peskov, l’ha definito un accordo «inaccettabile», promettendo una «reazione» come già aveva fatto dopo l’embargo al petrolio scattato a inizio dicembre, ma senza per ora concretizzare alcuna contromossa. Anche la Germania, sempre fortemente ostile al tetto, l’ha accettato. Solo l’Ungheria ha votato contro, Austria e Olanda si sono astenute.

«È stato l’accordo più difficile da trovare – ha detto il ministro dell’industria ceco, Jozef Sikela, presidente di turno dell’Ue -. Una volta ancora abbiamo dimostrato che l’Ue è capace di arrivare ad un’intesa. Il negoziato non è stato facile, ma credo che siamo arrivati ad un compromesso». «Abbiamo sempre detto che il meccanismo di correzione presentava dei benefici ma anche dei rischi – ha osservato la Commissaria all’energia, Kadri Simson -. Con questa proposta sono state aumentate le salvaguardie per garantire l’approvvigionamento del gas e la stabilità finanziaria».

Anche l’esponente dell’esecutivo europeo, ammette che questo provvedimento potrà però avere forse effetti nel futuro, più che per il presente: «L’Europa sarà meglio preparata per la prossima stagione invernale e per il nuovo round di riempimento degli stoccaggi, che sarà più impegnativo».

Il giudizio dei politici

Di certo il ministro italiano, Gilberto Pichetto Fratin, sembra al settimo cielo: «L’accordo sul price cap è il primo passo per una soluzione che ci permetta di calmierare il prezzo delle bollette». Per lui, è soprattutto una patata bollente in meno e un confronto in meno con la squadra di Draghi. Sebbene le conseguenze sulle bollette in questa fase non ci saranno. «Il risultato – sottolinea il ministro per i rapporti con l’Ue, Raffaele Fitto - premia il lavoro svolto dal presidente Giorgia Meloni». Che l’ha a sua volta definita una «grande vittoria» per l’Italia.
Pure Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, è soddisfatta: «Accolgo con favore l’accordo odierno sull’acquisto congiunto, l’accelerazione delle autorizzazioni per le energie rinnovabili e il meccanismo di correzione del mercato. Queste decisioni consentiranno all’Ue di prepararsi per il prossimo inverno in modo più efficace e accelerare sulle rinnovabili».

In un primo momento sembrava che Berlino potesse bloccare di nuovo l’intesa. Senza la Germania, il passo non sarebbe stato compiuto. Alla fine ha accettato la soluzione. «La gran parte dei Paesi – ha rimarcato il ministro dell’Economia tedesco Habeck - considera eccessivi gli attuali prezzi del gas, mentre dal mio punto di vista lo erano l’estate scorsa. Quindi ci siamo trovati a metà strada intorno ai 180 euro, ma con una serie di salvaguardie che offrono alla Germania, che è scettica, la possibilità di monitorare ciò che stiamo facendo. E se non funziona, ci sono meccanismi di ‘opt-out’ che permetteranno di non danneggiare l’Europa».