Manovra, salta lo scudo per evasori: maratona notturna per chiudere entro Natale
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Un’altra maratona notturna, la seconda di fila, per la legge di bilancio a Montecitorio. «Questa volta chiudiamo, c’è l’accordo politico», dice speranzoso Ubaldo Pagano, il capogruppo del Pd in commissione Bilancio. Sono le dieci e mezza di sera, nelle ultime sedici ore i banchi dei deputati sono rimasti vuoti. Quelli del Terzo Polo, che ha abbandonato i lavori per protesta, non torneranno a essere più occupati. È l’immagine che esplicita il caos e una corsa, di votazione in votazione, per licenziare il testo per l’aula. Appena due giorni fa, l’approdo era stato fissato per stamattina, ma la giornata ha consegnato nuovi scontri e rinvii.
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ROMA - Un’altra maratona notturna, la seconda di fila, per la legge di bilancio a Montecitorio. «Questa volta chiudiamo, c’è l’accordo politico», dice speranzoso Ubaldo Pagano, il capogruppo del Pd in commissione Bilancio. Sono le dieci e mezza di sera, nelle ultime sedici ore i banchi dei deputati sono rimasti vuoti. Quelli del Terzo Polo, che ha abbandonato i lavori per protesta, non torneranno a essere più occupati. È l’immagine che esplicita il caos e una corsa, di votazione in votazione, per licenziare il testo per l’aula. Appena due giorni fa, l’approdo era stato fissato per stamattina, ma la giornata ha consegnato nuovi scontri e rinvii.
E così, a sera, la conferenza dei capigruppo è costretta ad aggiornare il timing per l’ennesima volta: la Finanziaria sbarcherà nell’emiciclo giovedì mattina per la discussione generale che sarà ristretta a tre ore, dalle otto alle undici. Ventiquattro ore dopo il voto di fiducia, poi quello sul provvedimento. Il nuovo calendario mette in conto la seduta notturna, ma anche, «eventualmente», il 24 dicembre, la vigilia di Natale. Un’eventualità che i deputati vogliono evitare e per questo la notturna alla Camera inizia con l’auspicio di molti di accelerare sulle votazioni.
La manovra cambierà ancora. Non includerà il condono penale per cancellare i reati di omesso versamento, dichiarazione infedele e omessa dichiarazione dei redditi. Fino all’ultimo ci ha provato Forza Italia, ma lo stop arrivato da Palazzo Chigi e dal Tesoro ha costretto gli azzurri a rinunciare. Non senza malumori, anche dentro casa, come quelli che hanno accompagnato la selezione degli emendamenti inviati al Mef per portare a casa micro-norme e misure che guardano a esigenze elettorali. L’assalto finale alla manovra ha fatto litigare i deputati azzurri: qualcuno ha lamentato troppi soldi alla Calabria e pochi per l’agricoltura. Alla fine gli scontenti hanno dovuto accettare lo schema finale pur di garantirsi la parte del tesoretto, già esiguo, lasciato dal governo ai gruppi parlamentari.
Se l’aria in commissione è cambiata rispetto a ieri è perchè ogni gruppo ha ottenuto qualcosa da rivendicare come proprio, oltre a una ventina di temi che sono stati stralciati dal maxi-emendamento del governo e intestati agli stessi partiti, che per primi avevano avanzato le proposte di modifica. Il Pd può rivendicare la proroga del bonus psicologo, con uno stanziamento di 5 milioni per l’anno prossimo e di otto a partire dal 2024.
Nasce all’insegna della condivisione, invece, l’emendamento bipartisan che introduce un contributo di solidarietà a carico delle banche per ridurre i costi delle commissioni sul Pos pagate dai piccoli esercenti. La platea resta quella individuata dal Mef: commercianti e professioni con ricavi e compensi fino a 400 mila euro e sconti solo sulle transazioni fino a 30 euro. Cambia invece la natura della tassa: l’anno prossimo, le banche e gli altri operatori che forniscono il servizio dovranno versare un contributo straordinario pari al 50% degli utili che derivano dalle commissioni e da altri proventi per le transazioni fino a 30 euro. Gli incassi finiranno in un Fondo per ristorare gli esercenti, ma la tassa scatterà solo se non si troverà una soluzione per mitigare i costi al tavolo permanente che sarà istituito al ministero dell’Economia.