Contante batte Pos in Europa, ma i pagamenti digitali avanzano. In Italia, banconote sotto il 50% degli acquisti in valore
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - Il contante resta lo strumento di pagamento preferito all'interno dell'Eurozona ma perde sempre più terreno a vantaggio degli strumenti digitali. È quanto emerge da un ampio studio condotto dalla Bce sulle abitudini di pagamento degli europei. In particolare, se nel 2019 il contante veniva utilizzato nel 72% delle transazioni, il dato è sceso al 59% nel 2022. Parallelamente è impetuosa la crescita degli acquisti online. Nell'arco di un triennio, la quota di acquisti online sul totale delle transazioni quotidiane è quasi triplicata, balzando dal 6% del 2019 al 17% del 2022.
Lo studio offre uno spaccato sia a livello territoriale sia a…
MILANO - Il contante resta lo strumento di pagamento preferito all'interno dell'Eurozona ma perde sempre più terreno a vantaggio degli strumenti digitali. È quanto emerge da un ampio studio condotto dalla Bce sulle abitudini di pagamento degli europei. In particolare, se nel 2019 il contante veniva utilizzato nel 72% delle transazioni, il dato è sceso al 59% nel 2022. Parallelamente è impetuosa la crescita degli acquisti online. Nell'arco di un triennio, la quota di acquisti online sul totale delle transazioni quotidiane è quasi triplicata, balzando dal 6% del 2019 al 17% del 2022.
Lo studio offre uno spaccato sia a livello territoriale sia a livello aggregato. Sul primo fronte la Finlandia è il Paese che svetta per numero di transazioni digitali, pari al 70% del totale e il 75% se si considerano i dati in valore. Maglia nera invece per Malta, dove il 77% dei pagamenti avviene ancora in contante. L'Italia da questo punto di vista si colloca nella parte "bassa" della classifica della digitalizzazione. Nel nostro Paese oltre due pagamenti su tre avvengono ancora in contanti. Ma il dato cala sensibilmente al 49% se si considera il valore delle transazioni.
Sul secondo fronte si evidenzia come in Europa gli strumenti digitali si affermino già con forza anche per importi molto più bassi. Il 21% delle transazioni totali riguarda spese fino a 5 euro, il 59% sotto i 20 euro. Ciononostante, l'81% dei pagamenti sotto i 5 euro avviene ancora con contante, percentuale che scende sotto il 50% solo per le transazioni dai 30 euro in su.
Lo studio Bce mostra anche come all'interno dei paesi dell'area Euro il rapporto con il contante sia molto vario, a partire dalla quantità di denaro custodito nel portafoglio. Se nei Paesi bassi si l'importo medio si attesta a 46 euro, in Italia il dato sale a 82 euro mentre in cima alle classifiche c'è l'Austria, a quota 121 euro.