✕

La Manovra arriva in aula. La Ragioneria chiede correzioni su 44 misure. Rilievi anche su smart working e carta giovani

(ansa)
La Ragioneria chiede lo stralcio della norma sui 450 milioni ai comuni e molte altre modifiche: necessario un nuovo passaggio in commisisone. Resta la norma sulla caccia. Meloni difende il testo, Landini attacca sui voucher: "Calcio in culo a chi deve lavorare per vivere"
3 minuti di lettura

ROMA - Rush finale per la legge di Bilancio in Parlamento. Nell'aula della Camera è partita questa mattina la discussione generale sul provvedimento in attesa della questione di fiducia che il governo porrà in giornata per blindare il passaggio a Montecitorio.

La Ragioneria chiede 44 correzioni. Rilievi anche su smart working e carta giovani

I lavori sono stati sospesi nel primo pomeriggio quando è arrivato il parere della Ragioneria, che ha chiesto lo stralcio della conestata norma approvata per errore durante la seduta notturna tra martedì e mercoledì, che stanzia 450 milioni in favore dei Comuni. Misura però, avanzata dal Pd, che non ha le coperture. La Ragioneria ha anche chiesto 44 correzioni per altrettanti emendamenti proprio in relazione a problemi sulle coperture.

Tra queste anche le norme sulla Carta giovani e sullo smart working. Nel primo caso sotto la lente di ingrandimento finisce la modalità con cui sono scritte le coperture per il 2023, mentre nel secondo caso i dubbi riguardano il mondo della scuola e la sostituzione del personale scolastico a cui è concesso il lavoro agile.

L'Aula ha quindi accordato il rinvio del testo alla commissione, per poi riprenderlo in mano dopo le modifiche. Bocciata la richiesta di Avs che voleva tagliare le norme sulla caccia al cinghiale. I tempi sono strettissimi: una volta ricevuto il via libera dell'emiciclo, il testo passerà al Senato per l'approvazione finale che dovrà avvenire entro il 31 dicembre se l'esecutivo vorrà evitare l'esercizio provvisorio.

La difesa di Meloni e l'affondo di Landini

La premier Giorgia Meloni difende il lavoro del governo: "Mi pare - avrebbe detto incontrando i parlamentari di Fratelli d'Italia per gli auguri di Natale - che tra mille difficoltà, anche di rodaggio, con giorni complessi per la legge di bilancio e nonostante tutto quello che si può e dovrà migliorare, si può dire che rispetto a chi auspicava e prefigurava la partenza della nostra maggioranza e governo come una catastrofe, tutto il racconto fatto contro di noi sta tornando indietro come un boomerang". E nella registrazione di Porta a Porta prova a esser conciliante sulla riforma del Mes "non è un grande tema, ne discuterà il Parlamento. Se siamo gli unici che non approvano la riforma blocchiamo anche gli altri". Sulle relazioni con le parti sociali: "Non mi spaventano il confronto e le manifestazioni. Nella manovra abbiamo comunque ripreso alcune indicazioni dei sindacati". La pensa diversamente Maurizio Landini, molto duro in particolare sui voucher parlando a SkyTg24: "Significa pensare che le persone debbano continuare ad accettare qualsiasi condizione pur di lavorare: un calcio in culo a quelle persone che per vivere devono lavorare".

A Montecitorio, tra i banchi del governo, siede il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Subito scintille tra la maggioranza e l'opposizione. Il capogruppo di Verdi-Sinistra in commissione Bilancio Marco Grimaldi attacca l'esecutivo: "A lavorare male, ad aspettare per una settimana gli emendamenti, proporre più di duecento articoli, di cui cento marchette territoriali, si sbaglia sapendo di sbagliare e questo fa male solo al Paese". Nel mirino l'emendamento, a firma Fratelli d'Italia, per l'abbattimento della fauna selvatica anche nelle aree urbane. Grimaldi ha chiesto alla presidenza della Camera di poter votare una proposta di modifica soppressiva prima che il governo ponga la fiducia. "Questa norma - ha detto il deputato - viola le direttive europee e la Costituzione". Replica secca del capogruppo di Fratelli d'Italia Tommaso Foti: "Questo è il Parlamento, non la Corte Costituzionale, chiedo che si rispetti il regolamento e i precedenti". Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, che presiede la seduta, ha riferito che la presidenza al momento "non è in grado di fornire risposte". L'aula ha però respinto l'ipotesi di uno stralcio.

Duro attacco nei confronti del governo anche da parte del Terzo Polo. "Non ci lamentiamo - ha detto la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi - per le scelte che non condividiamo perché la maggioranza ha il diritto e il dovere di fare scelte, ci lamentiamo per il modo irrispettoso, indecente con cui è stato trattato il Parlamento".

Pensioni, Durigon: "Cerchiamo risorse per Opzione Donna"

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon annuncia che il governo sta cercando risorse per modificare Opzione Donna, la misura per l'anticipo pensionistico riservato alle lavoratrici. La legge di Bilancio ha modificato i requisiti di accesso per il 2023, introducendo paletti legati alla condizione della lavoratrice (caregiver, invalidità di almeno il 74%, licenziata o dipendente di un'azienda in crisi) e ai figli. "Sulla manovra - spiega Durigon - purtroppo non ci sono più margini, le varie coperture della Ragioneria ci hanno bloccato dal dare questa risposta. Abbiamo ancora qualcos'altro per poter cambiare nel decreto Milleproroghe, stiamo lavorando". Allo studio c'è la proroga secca della misura, ma sempre Durigon spiega che "il problema è pluriennale: servono 80 milioni nel 2023, poi aumenta a 250 milioni nel 2024".