Bollette, il Consiglio di Stato smentisce Antitrust: cosa cambia adesso per i consumatori
di Federico Formica , di Federico FormicaIl Consiglio di Stato farà passare un bel Natale a Iren e, per esteso, a tutti gli operatori di luce e gas, un po’ meno ai consumatori. Nella sua ordinanza il tribunale amministrativo ha sospeso il provvedimento di Antitrust che aveva vietato alla società di procedere con i rinnovi contrattuali a condizioni economiche peggiorative.
Cosa succede adesso?
In pratica, i clienti di Iren con un contratto scaduto dopo il 10 agosto o in scadenza di qui ad aprile non potranno opporsi al rinnovo, anche se questo comporterà bollette molto più salate. Beninteso: Iren avrà tutto il diritto di fare la sua proposta, così come i clienti avranno il diritto di cercarsi un nuovo operatore, alla ricerca di un’offerta più conveniente, se lo vorranno.
Per alcuni clienti dell’azienda torinese continua così il “valzer” delle lettere: prima era arrivata quella che annunciava il rinnovo; poi, subito dopo il provvedimento…
Il Consiglio di Stato farà passare un bel Natale a Iren e, per esteso, a tutti gli operatori di luce e gas, un po’ meno ai consumatori. Nella sua ordinanza il tribunale amministrativo ha sospeso il provvedimento di Antitrust che aveva vietato alla società di procedere con i rinnovi contrattuali a condizioni economiche peggiorative.
Cosa succede adesso?
In pratica, i clienti di Iren con un contratto scaduto dopo il 10 agosto o in scadenza di qui ad aprile non potranno opporsi al rinnovo, anche se questo comporterà bollette molto più salate. Beninteso: Iren avrà tutto il diritto di fare la sua proposta, così come i clienti avranno il diritto di cercarsi un nuovo operatore, alla ricerca di un’offerta più conveniente, se lo vorranno.
Per alcuni clienti dell’azienda torinese continua così il “valzer” delle lettere: prima era arrivata quella che annunciava il rinnovo; poi, subito dopo il provvedimento Antitrust, ecco la missiva in cui Iren comunicava il “nulla di fatto” e che la nuova offerta non sarebbe entrata in vigore; nelle prossime settimane è lecito aspettarsene una terza, in cui il gestore riproporrà la tariffa rincarata. In questo caso la società non dovrà dare un preavviso di almeno tre mesi (come prevede la norma di settore) perché Antitrust aveva solo sospeso in via cautelare, non annullato, quei contratti.
E per i clienti delle altre società?
Antitrust infatti ha emesso provvedimenti identici anche per Iberdrola, E-On, Dolomiti e, pochi giorni fa, anche per Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie. Qui lo scenario è più sfumato, ma un punto fermo lo possiamo mettere: la decisione del Consiglio di Stato ha valore giuridico solo per Iren e i suoi clienti. Per gli altri operatori il provvedimento cautelare di Antitrust (cioè niente rinnovi fino ad aprile) rimane valido. Ma è chiaro che il vento ha cambiato direzione. Adesso le società di energia sanno di avere una solida “stampella” giuridica: chi non l’ha già fatto correrà a fare ricorso al Tar (Iren si era rivolta al Consiglio di Stato perché i tempi del Tar erano troppo dilatati) sapendo di avere ottime possibilità di vincerlo.
Tutto questo si traduce in aumenti delle bollette per i consumatori?
Molto probabilmente sì, ma è difficile dare risposte nette in questo scenario caotico. Mettiamola così: in teoria i gestori devono rispettare i tempi giuridici. Questo significa che non possono riproporre il rinnovo a prezzi gonfiati fin quando Tar o Consiglio di Stato non daranno loro ragione, con tempistiche che è impossibile prevedere. Gli operatori più “aggressivi”, però, potrebbero anticipare i tempi e cominciare subito a mandare le lettere di rinnovo, confidando in una rapida soluzione come nel caso di Iren. Se così fosse, il cliente potrebbe comunque continuare a opporsi fin quando la giustizia amministrativa non interverrà come ha fatto per Iren.