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Leo: “Sui conti resteremo prudenti, ora lavoriamo per ridurre l’Irpef”

Maurizio Leo 

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Intervista al viceministro del Mef: "Avevamo tempi strettissimi. In futuro penseremo a cultura, sanità e turismo. Per gli autonomi misure in linea con il programma. Non siamo quelli dei condoni. Manovra condivisa dall’Ue. Ringrazio tutte le strutture del Tesoro"
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ROMA - Arriva al traguardo una legge di Bilancio «equilibrata e prudente», afferma il viceministro all’Economia, con delega al Fisco, Maurizio Leo, deputato di FdI. E annuncia l’avvio di una riforma fiscale, con l’obiettivo di ridurre a tre le aliquote Irpef, a patto di trovare le risorse senza scostamenti di bilancio.

La manovra ha avuto un iter assai tribolato: quanto pesano liti politiche ed errori tecnici?
«La legge di bilancio è stata fatta in tempi rapidissimi e non ricordo che leggi finanziarie, di stabilità e di bilancio siano state elaborate in così poco tempo. Un dato è certo: la legge è stata sostanzialmente condivisa dall’Ue anche perché complessivamente equilibrata e prudente. Il cuore del progetto è sostanzialmente intatto, c’è stata una normale dialettica politica e gli errori tecnici sono ascrivibili a peccati veniali legati a ristrettezza di tempi. Grazie a tutte l…

ROMA - Arriva al traguardo una legge di Bilancio «equilibrata e prudente», afferma il viceministro all’Economia, con delega al Fisco, Maurizio Leo, deputato di FdI. E annuncia l’avvio di una riforma fiscale, con l’obiettivo di ridurre a tre le aliquote Irpef, a patto di trovare le risorse senza scostamenti di bilancio.

La manovra ha avuto un iter assai tribolato: quanto pesano liti politiche ed errori tecnici?
«La legge di bilancio è stata fatta in tempi rapidissimi e non ricordo che leggi finanziarie, di stabilità e di bilancio siano state elaborate in così poco tempo. Un dato è certo: la legge è stata sostanzialmente condivisa dall’Ue anche perché complessivamente equilibrata e prudente. Il cuore del progetto è sostanzialmente intatto, c’è stata una normale dialettica politica e gli errori tecnici sono ascrivibili a peccati veniali legati a ristrettezza di tempi. Grazie a tutte le strutture del ministero dell’Economia per il lavoro egregio».

In manovra c’è più per gli autonomi che per i dipendenti.
«Le misure per gli autonomi sono in linea col programma elettorale del centrodestra. Anche per i dipendenti sono state adottate delle misure come l’innalzamento da 600 a 3.000 euro per il welfare aziendale e la riduzione dal 10 al 5 per cento della tassazione sui premi di produttività. Senza dimenticare la riduzione del cuneo fiscale per le fasce più deboli. In sede di riforma, è nostra intenzione fare ancora di più sull’equità orizzontale puntando a limitare disallineamenti nella tassazione».

Comuni, sanità, cultura: avreste potuto fare di più?
«Purtroppo la maggior parte delle misure sono state necessariamente destinate ai problemi derivanti dal caro bollette. In futuro avremo sicuramente modo di incidere di più anche su cultura, enti locali e sanità. Al turismo pensiamo di destinare un pacchetto di norme ad hoc anche in materia Iva».

In manovra si contano 12 diversi tipi di regolarizzazione fiscale, il Pd vi accusa di andare avanti a colpi di condoni: proseguirà così il progetto di tregua fiscale?
«La nostra visione è stata quella di utilizzare, potenziandoli, gli strumenti già a disposizione per consentire forme di compliance spontanea. Volevamo venire incontro alle esigenze finanziarie dei contribuenti, tenendo conto dell’attuale sproporzione del sistema sanzionatorio amministrativo rispetto agli altri partner europei. Non vi è nessun condono, le imposte vengono pagate tutte, sebbene in un orizzonte temporale più ampio e con sanzioni più eque».

Il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto dice che avete lavorato insieme alla proposta di estinzione dei reati di omessa dichiarazione, omesso versamento e dichiarazione infedele, e che non era una proposta solo di FI. È così? È uno scudo che potreste riproporre?
«Il soggetto competente in materia penale, anche tributaria, è il ministero della Giustizia con cui abbiamo avuto una interlocuzione di carattere tecnico. Va detto che già l’attuale contesto normativo prevede forme di non punizione nel caso in cui il contribuente sani la propria posizione con il fisco. La necessità di una valutazione tecnica in materia penal-tributaria nasceva poi da sollecitazioni delle categorie professionali che, anche nell’ottica di ridurre il carico di lavoro dei tribunali, chiedevano un intervento orientato alla non punibilità collegato alle norme introdotte con la tregua fiscale. Sin dall’inizio, però, noi siamo stati fermi nel ritenere fuori da qualunque ipotesi di non punibilità i reati a maggiore pericolosità sociale, quali le frodi e le omesse dichiarazioni. Nel 2014 il governo di centro-sinistra ha previsto una sanatoria di tutti i reati fiscali, anche le frodi, compreso il riciclaggio, pure a carattere internazionale. Non ricordo tanto rumore in quell’occasione».

Avete annunciato una riforma fiscale, dopo lo stop alla delega sul fisco del governo Draghi.
«A partire dai primi mesi del 2023 lavoreremo al cantiere delega fiscale, partendo da ciò che è già stato fatto nella precedente legislatura, ma con l’obiettivo di una normativa più puntuale nel definire i principi di delega, per un intervento di ampio respiro».

Cosa farete sull’Irpef?
«Pensiamo di partire dal “modello duale” già discusso, distinguendo i redditi da lavoro, soggetti a una progressività, sebbene addolcita, da quelli da investimento in capitale e immobili, soggetti a un’imposta proporzionale. Il nostro obiettivo è introdurre anche il quoziente familiare».

Ridurrete le aliquote Irpef?
«È intenzione del governo addolcirle, con la prospettiva di ridurle anche a tre, ferma restando la necessità di individuare le dovute coperture, senza scostamenti di bilancio».

E Ires, Irap, Iva?
«Sull’Ires puntiamo a premiare i redditi reinvestiti in capitale e lavoro e razionalizzare la base imponibile. Quanto all’Iva, si punta a un’armonizzazione a livello comunitario, in termini di aliquote, base imponibile ed applicazione. L’Irap, invece, va profondamente rivista, nel quadro di un percorso già intrapreso da tempo».

Dove troverete le risorse?
«Le coperture vanno ricercate nelle tax expenditures, in una riduzione della spesa improduttiva e in un nuovo rapporto fisco contribuenti che favorisca la compliance spontanea e il relativo recupero di maggior gettito. In questa prospettiva, in futuro, per le grandi imprese penso ad un rafforzamento della già esistente cooperative compliance, mentre per i più i piccoli l’istituzione di un concordato preventivo biennale. Si paga il dovuto, quantificato dopo un’interlocuzione preventiva con l’Amministrazione finanziaria».

La flat tax incrementale sarà estesa anche ai dipendenti?
«La flat tax incrementale è un “ponte” verso la riforma fiscale. Spinge il contribuente a dichiarare il tutto con l’obiettivo di stanare atti evasivi. L’eventuale estensione sarà valutata in fase di riforma fiscale, con un generale obiettivo di creare un sistema più equo e senza disallineamenti tra le diverse categorie di reddito»