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Pensioni, quota 103 per evitare la Fornero, Opzione Donna per pochissime. Rivalutazione parziale

(ansa)
Adeguati all'inflazione solo gli assegni medio-bassi, con un emendamento passa dall'80 all'85% la rivalutazione per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo, ma a spese di quelli più alti. Le minime passano a 600 euro, ma solo per gli over 75 e per il 2023
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ROMA - Possibilità molto limitate per chi nel 2023 voglia andare in pensione in anticipo: quota 103, la nuova misura transitoria che sostituisce quota 100, in attesa di una vera riforma della legge Fornero, include solo chi ha almeno 41 anni di contributi e 62 anni di età, e Opzione Donna mantiene la possibilità solo per chi ha almeno 60 anni, l'età si riduce di uno o due anni solo in caso di figli. La rivalutazione deve accontentarsi delle risorse a disposizione, premia comunque gli assegni medio-bassi. Le minime mettono a segno un aumento fino a 600 euro, ma solo per gli ultrasettantacinquenni e con una copertura limitata al 2023.

Opzione Donna, i vantaggi per le madri

Sindacati e organizzazioni femminili contestano con forza la versione di Opzione Donna messa a punto nella prima versione della manovra, ma alla fine il governo, dopo aver detto a più riprese che c'era margine per le modifiche, non ritocca le modifiche. Dal 2023 quindi si p…

ROMA - Possibilità molto limitate per chi nel 2023 voglia andare in pensione in anticipo: quota 103, la nuova misura transitoria che sostituisce quota 100, in attesa di una vera riforma della legge Fornero, include solo chi ha almeno 41 anni di contributi e 62 anni di età, e Opzione Donna mantiene la possibilità solo per chi ha almeno 60 anni, l'età si riduce di uno o due anni solo in caso di figli. La rivalutazione deve accontentarsi delle risorse a disposizione, premia comunque gli assegni medio-bassi. Le minime mettono a segno un aumento fino a 600 euro, ma solo per gli ultrasettantacinquenni e con una copertura limitata al 2023.

Opzione Donna, i vantaggi per le madri

Sindacati e organizzazioni femminili contestano con forza la versione di Opzione Donna messa a punto nella prima versione della manovra, ma alla fine il governo, dopo aver detto a più riprese che c'era margine per le modifiche, non ritocca le modifiche. Dal 2023 quindi si potrà andare in pensione anticipata a 60 anni di età e 35 di contributi, non più a 58 (o 59) per le autonome: sconto di uno o due anni solo con uno o due figli. Solo per caregiver, invalide almeno al 74% e licenziate o dipendenti di aziende in crisi.

Minime a 600 euro per gli over 75

Per chi ha più di 75 anni le pensioni minime arrivano a 600 euro, e non più a 570 come era stato stabilito nella prima versione della legge di Bilancio. A insistere per l'ulteriore rialzo Forza Italia, che avrebbe voluto un aumento generalizzato e di livello superiore. La norma tra l'altro è finanziata soltanto per il 2023, per mantenere lo stesso assegno negli anni successivi bisognerà trovare altre risorse.

Rivalutazione limitata ma progressiva

Rivalutazione automatica limitata delle pensioni medie per il 2023 e il 2024. Per le pensioni fino a 4 volte il minimo - 2.100 euro lordi mensili - non cambia niente: recuperano il 100% dell'inflazione. Per tutti gli altri assegni ci sarà un taglio consistente. Un emendamento negli ultimi giorni ha spostato dall'80 all'85% la rivalutazione per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo (circa 2000-2500 euro). Ma è un aumento che si ripaga con una partita di giro: per le pensioni più alte infatti gli scaglioni vengono rivisti al ribasso: dal 55% al 53% per quelle tra 5 a 6 volte il minimo; da 50% a 47% tra 6 e 8 volte il minimo, da 40% a 37% da 8 a 10 volte il minimo, fino ad arrivare al 32% (prima 35%) per gli assegni oltre i 5000 euro.