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Il reddito di cittadinanza resta "congruo", ma a termine. E i giovani non diplomati dovranno tornare a scuola

Il ministro del Lavoro Marina Calderone (ansa)
Tutti i paletti della misura bandiera del Movimento Cinque Stelle, che si avvia a scomparire dall'1 gennaio 2024. E nel frattempo, alle famiglie che non hanno al loro interno un disabile, un minorenne o un anziano, verrà erogato per soli sette mesi
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ROMA - Fortemente falcidiato, e ormai sulla via dell'abolizione, il reddito di cittadinanza però nel 2023 salva una caratteristica che il governo avrebbe voluto a tutti i costi abolire con la legge di Bilancio: il principio che l'offerta di lavoro debba essere congrua, cioè con caratteristiche territoriali, professionali e contrattuali tali da giustificare la perdita dell'assegno nel caso di rifiuto del lavoratore. L'emendamento presentato da Maurizio Lupi (Noi Moderati) che stabilisce l'abrogazione del termine "congrua", rinvia comunque alle norme del Jobs Act che definiscono, ancora una volta, le caratteristiche indispensabili dell'offerta.

Sette mesi per i fragili, dal 2024 via per tutti

Ma per il resto il reddito di cittadinanza perde copertura e risorse: verrà erogato solo per sette mesi, il prossimo anno, ai circa 440 mila nuclei familiari che non hanno al loro interno un disabile, un minorenne, o un anziano. E tutti gli a…

ROMA - Fortemente falcidiato, e ormai sulla via dell'abolizione, il reddito di cittadinanza però nel 2023 salva una caratteristica che il governo avrebbe voluto a tutti i costi abolire con la legge di Bilancio: il principio che l'offerta di lavoro debba essere congrua, cioè con caratteristiche territoriali, professionali e contrattuali tali da giustificare la perdita dell'assegno nel caso di rifiuto del lavoratore. L'emendamento presentato da Maurizio Lupi (Noi Moderati) che stabilisce l'abrogazione del termine "congrua", rinvia comunque alle norme del Jobs Act che definiscono, ancora una volta, le caratteristiche indispensabili dell'offerta.

Sette mesi per i fragili, dal 2024 via per tutti

Ma per il resto il reddito di cittadinanza perde copertura e risorse: verrà erogato solo per sette mesi, il prossimo anno, ai circa 440 mila nuclei familiari che non hanno al loro interno un disabile, un minorenne, o un anziano. E tutti gli altri lo percepiranno solo fino al 31 dicembre 2023, poi sarà abolito, sostituito da una misura per la povertà che però nulla avrà a che fare con il sostegno a chi non riesce a trovare un lavoro.

La sfida della formazione

Per gli "occupabili" verrà lanciato un ampio piano di formazione, annuncia il ministero del Lavoro, che si avvarrà delle risorse e delle linee di intervento del programma per l'occupabilità Gol, finanziato con 4.4 miliardi di fondi del Pnrr, e che terrà conto anche delle richieste del mondo produttivo, così come vengono periodicamente monitorate dal rapporto Unioncamere-Anpal. Per rendere più efficaci e far finalmente decollare le politiche attive sono stati rafforzati in questi mesi quasi 300 centri per l'impiego.

Gli under 29 tornano a scuola

Un emendamento alla manovra stabilisce che, per continuare a godere del reddito di cittadinanza, i giovani tra i 18 e i 29 anni che non hanno completato il ciclo scolastico sono tenuti a iscriversi a percorsi formativi. «Prima di ricorrere a una misura meramente assistenziale è necessario restituire a questi ragazzi il diritto allo studio che per i motivi più diversi è stato loro negato», ha detto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara.

Quota affitto va direttamente al padrone di casa

All'interno dello sforzo del governo per contenere le frodi legate al reddito di cittadinanza si lega anche la norma secondo la quale la quota dell'assegno prevista per l'alloggio, in caso di casa in affitto, debba essere erogata direttamente al locatore, "una norma giusta e doverosa nei confronti dei proprietari molto spesso dileggiati da percettori furbetti del sussidio", ha dichiarato in una nota il sottosegretario al ministero delle Imprese e del made in Italy, Massimo Bitonci (Lega).

Sgravi a 8.000 euro per chi assume i percettori

La soglia massima per l'esonero contributivo totale viene innalzata da 6 a 8mila euro per chi assume donne svantaggiate, giovani under36 e percettori del reddito di cittadinanza. In particolare, per promuovere l'inserimento stabile nel mercato del lavoro dei beneficiari del reddito di cittadinanza, è previsto l'esonero contributivo totale, nel limite massimo di 8mila euro, per le assunzioni a tempo indeterminato (e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato) di percettori del reddito di cittadinanza, effettuate nel 2023.