La prima manovra del governo Meloni si prepara ad approdare al Senato, dove arriva dopo la maratona della Camera, con tantissime polemiche per modi e tempi della discussione. L'esecutivo ha prima incassato la fiducia - con 221 voti favorevoli, 152 contrari e 4 astenuti.
Alla fine l'approvazione della legge di Bilancio da parte dell'aula di Montecitorio è arrivata all'alba della vigilia di Natale, con 197 sì, 129 no e due astenuti.
E così, da domani 27 dicembre, la manovra da 35 miliardi che impegna gran parte delle risorse nel caro-bollette passa alla prova di Palazzo Madama - convocata alle 14 - dove arriva però un testo blindatissimo. I tempi strettissimi per evitare l'esercizio provvisorio, che dal 1° gennaio obbligherebbe ad andare avanti solo con l'ordinaria amministrazione adottando una regola di spesa pari a un dodicesimo dell'anno precedente per ciascun mese di durata dell'esercizio stesso, tagliano di fatto ogni discussione. Sarà dunque il più classico degli esami "blindati", senza alcuno spazio per modifiche ulteriori.
A definire il calendario effetivo dei lavori, sempre domani, sarà la conferenza dei capigruppo: da lì emergerà il timing dell'approvazione della Finanziaria, passata a Montecitorio con il voto di fiducia. Dopo la seduta del 27, il calendario prevede che l'Assemblea di Palazzo Madama si riunisca il 28 dalle 9,30 e il 29 sempre dalle 9,30: quest'ultima convocazione contiene però la specifica "se necessaria". L'ipotesi, quindi, è che il 29 la Manovra possa essere già stata licenziata.
Per il ministro delle Infrastrutture, il leader leghista Matteo Salvini, è una manovra "difficile" ma "sono felice e penso che l'intero governo italiano sia apprezzato dei cittadini per come si sta muovendo con praticità in un momento difficile", dice Salvini a margine di una sua visita alla fondazione Eris Onlus a Limbiate, provincia di Monza. "Poi è vero che non c'è tutto per tutti. Però lo stop alla legge Fornero c'è, l'innalzamento della flat tax c'è, l'intervento sugli stipendi bassi e le pensioni basse c'è. E' un buon inizio" conclude il ministro delle Infrastrutture.
Sul testo ormai cristallizzato si registra il giudizio di Marco Granelli, il presidente della Confartigianato, che ritiene "apprezzabili gli impegni del Governo espressi con una robusta e pragmatica risposta all'emergenza energetica e con linee di intervento di più ampio respiro che incrociano le aspettative più volte ribadite da Confartigianato". Però "mancano all'appello misure sulle quali Confartigianato sollecita azioni rapide e risolutive: lo sblocco dei crediti fiscali incagliati delle aziende che hanno utilizzato i bonus edilizia, il taglio degli oneri generali di sistema nelle bollette di luce e gas delle imprese con potenza superiore a 16,5 kW, la decontribuzione triennale per le assunzioni di apprendisti".