La mina delle pensioni minime: costano e incentivano il nero
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - Portare tutte le pensioni minime a 600 euro costerebbe 5 miliardi. E poi ancora alzarle a 1.000 euro ben 36 miliardi all'anno. In pratica la fine dell'Inps e dei conti italiani. Fantasie? Non proprio. Forza Italia su questo tema si è impuntata: prima in Consiglio dei ministri, poi in commissione alla Camera, trascinando i lavori della manovra per ore e nottate. Minacciando gli alleati di Lega e Fratelli d'Italia anche di far saltare il banco.
Quanto aumentano e per chi
Alla fine il partito dell'ex premier Silvio Berlusconi l'ha spuntata, ottenendo di dare i primi "segnali" da 859 milioni in due anni: 480 milioni nel 2022 e 379 milioni nel 2023. Non proprio pochi, per una legge di bi…
ROMA - Portare tutte le pensioni minime a 600 euro costerebbe 5 miliardi. E poi ancora alzarle a 1.000 euro ben 36 miliardi all'anno. In pratica la fine dell'Inps e dei conti italiani. Fantasie? Non proprio. Forza Italia su questo tema si è impuntata: prima in Consiglio dei ministri, poi in commissione alla Camera, trascinando i lavori della manovra per ore e nottate. Minacciando gli alleati di Lega e Fratelli d'Italia anche di far saltare il banco.
Quanto aumentano e per chi
Alla fine il partito dell'ex premier Silvio Berlusconi l'ha spuntata, ottenendo di dare i primi "segnali" da 859 milioni in due anni: 480 milioni nel 2022 e 379 milioni nel 2023. Non proprio pochi, per una legge di bilancio da 35 miliardi molto prudente sulle voci di spesa diverse dal sostegno alle bollette che da sole ne valgono 21.
Un miracolo possibile solo però a detrimento di altre misure previdenziali: il taglio delle rivalutazioni alle pensioni medio-alte, che procurerà al leader di Forza Italia qualche significativa protesta di dirigenti e manager. Il sacrificio di Opzione Donna, fortemente penalizzata. Quota 103 iper vincolata.
A beneficiare per ora del primo di una serie di aumenti delle pensioni minime - questo il progetto di Berlusconi - saranno quasi due milioni di pensionati, si deduce dalla relazione tecnica alla manovra. E il 40% di questi - 752 mila over 75 - più di tutti.
Nel 2023 le pensioni che oggi sono sotto i 525 euro, anziché recuperare un 7,3% di inflazione come gli altri assegni e salire a 564 euro, saranno rivalutate dell'8,8% e nel 2024 del 10%. Arriveranno dunque a 572 euro e poi l'anno dopo a 579 euro. Quelle degli over 75, solo però nel 2023, cresceranno del 13,7%, a 600 euro: ben più dell'inflazione media del 2022 che le pensioni registrano sempre con un anno di ritardo. Quindi gli aumenti secchi nei tre casi sono di circa 50, 60 e 80 euro al mese.
Cosa succede fra due anni
Difficile che alla fine del 2023 Berlusconi non insista per confermarli e stabilizzarli nella seconda manovra del governo Meloni. Anzi ampliarli, portando quantomeno tutti gli assegni minimi a 600 euro. Forse anche più su, in vista dell'obiettivo di legislatura fissato alla mitologica soglia dei 1.000 euro. Anche perché nel 2024 si vota, ci sono le elezioni europee. E a quel traguardo politico Forza Italia ha bisogno di arrivare presentando risultati tangibili e popolari. Impensabile tornare indietro: significherebbe tagliare le minime.
La sostenibilità dei conti
Ecco dunque che si pone il tema della sostenibilità del sistema pensionistico italiano, già nel mirino della Ue. Nel 2023 l'Italia spenderà per le pensioni più di 300 miliardi, un terzo della spesa pubblica, il 16,1% del Pil (nel 2020 con il Pil negativo di 9 punti era al 17,6%): siamo secondi solo alla Grecia.
"Il punto è che quasi metà di questa spesa, 144 miliardi, è assistenziale e non è coperta dai contributi versati dai lavoratori", osserva Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali che ha calcolato in 5 miliardi l'extra spesa annua se le minime salgono a 600 euro al mese e in 36 miliardi se arrivano a 1.000 euro.
"Nessuno ha il coraggio di dire che la mossa di Forza Italia è azzardata e pericolosa", prosegue Brambilla. "L'Inps così va verso il fallimento. E si dà un messaggio sbagliato a chi oggi lavora: perché versare i contributi se la pensione sarà integrata dallo Stato a 1.000 euro?".
Chi sono i pensionati al minimo?
Il punto è capire chi sono questi pensionati al minimo. "In Italia ci sono 2,5 milioni di persone che in 67 anni di vita hanno versato in media solo 11-12 anni di contributi: possibile mai?", dice Brambilla. Non persone con problemi di salute o invalidi (che sono 4 milioni), ma "per metà abbondante lavoratori autonomi" che hanno lavorato, almeno in chiaro, molto poco. E poi sono integrati dallo Stato: "I premiati da Berlusconi sono questi. Sicuri di voler andare avanti?".