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Riscaldamento, dal governo francese 200 euro di bonus per chi usa le stufa a legna

La crisi del nucleare ha spinto l'Eliseo a un contributo per passare alle biomasse. Anche in Italia con il conto termico si può ottenere un rimborso fino al 65% della spesa sostenuta
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ROMA - Già di per sè è una attività circondata da una sua aurea molto romantica. Se poi uno è pagato per farla, ancora meglio. Il governo francese ha deciso di assegnare - a partire dal 27 dicembre - un bonus che potrà arrivare fino a 200 euro (partendo da un minimo di 50) a tutti coloro che si riscalderanno con legna da bruciare nelle stufe. La norma sarà valida fino a alla fine di aprile, in pratica coprendo tutta la stagione invernale, che nelle zone di montagna soprattutto dura fino a primavera inoltrata.

Ma perché l'Eliseo ha preso questa misura? La Francia è alle prese con una difficile congiuntura energetica. La stragrande maggioranza delle abitazioni e degli uffici si serve di termosifoni elettrici, figli delle stagione della "grande" stagione del nucleare che ha consentito - a partire dagli anni Settanta - di usufruire di energia elettrica a basso prezzo. Di cui una parte venduta anche ai paesi conf…

ROMA - Già di per sè è una attività circondata da una sua aurea molto romantica. Se poi uno è pagato per farla, ancora meglio. Il governo francese ha deciso di assegnare - a partire dal 27 dicembre - un bonus che potrà arrivare fino a 200 euro (partendo da un minimo di 50) a tutti coloro che si riscalderanno con legna da bruciare nelle stufe. La norma sarà valida fino a alla fine di aprile, in pratica coprendo tutta la stagione invernale, che nelle zone di montagna soprattutto dura fino a primavera inoltrata.

Ma perché l'Eliseo ha preso questa misura? La Francia è alle prese con una difficile congiuntura energetica. La stragrande maggioranza delle abitazioni e degli uffici si serve di termosifoni elettrici, figli delle stagione della "grande" stagione del nucleare che ha consentito - a partire dagli anni Settanta - di usufruire di energia elettrica a basso prezzo. Di cui una parte venduta anche ai paesi confinanti, Germania e Italia, ma anche alla Gran Bretagna.

Tutto ciò grazie alle 19 centrali (e 56 reattori) che fanno della Francia una delle prime potenze nucleari al mondo. Ma le norme di sicurezza sempre più stringenti e l'età media sempre più avanzata degli impianti sta costringendo Edf - la società di Stato dell'energia - a manutenzioni sempre più complesse e costose. Il che ha comportato continue fermate ai reattori, mentre vengono prolungati i permessi per continuare la produzione di energia anche negli impianti più anziani in servizio.

Come possibile alternativa, già da un decennio a questa parte, la Francia ha virato su centrali a gas e rinnovabili. Nel primo caso contando sulle forniture da Mare del Nord e Russia, nel secondo dando il via a una serie di grandi progetti eolici sull'Atlantico. Ma i costi del metano saliti con la guerra in Ucraina e problemi crescenti alle centrali nucleari stanno mettendo in difficoltà il sistema.

Così l'Eliseo sta esplorando tutte le alternative. Una di queste passa da un'altra grande ricchezza francese: le grandi estensioni di territorio poco urbanizzato. Dopo Parigi, le città più grandi sono Marsiglia e Lione, le quali nemmeno arrivano al milione di abitanti. Questo consente l'utilizzo di riscaldamento a legna, altamente sconsigliato e strettamente regolarizzato nelle aree metropolitane in molto Paesi della Ue, per non contribuire ad aumentare i livelli delle emissioni inquinanti.

E' quanto vale, per esempio in Italia, con cinque regioni che non consentono di accendere stufe e camini a legna o a biomassa, se non di ultima generazione. Con multe anche elevate per chi non rispetta i divieti: le amministrazioni più severe prevedono una sanzione pecuniaria fino a 5.000 euro.

Le Regioni interessate sono quelle del nord Italia che sono attraversate dalla Pianura Padana, una delle aree più inquinate d'Europa: i divieti, pertanto, valgono per Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, con l'aggiunta della Toscana e comprendono camini, stufe, termostufe a legna e ad accumulo alimentate a biomassa. Ogni Regione ha le sue regole sull'eta degli impianti o i modelli che si possono utilizzare, ma anche sull'entità delle multe.

Del resto, anche il governo italiano ha varato una serie di norma che in qualche modo possono essere collegate alla scelta della Francia: il conto termico prevede l'erogazione di un contributo del 65% per il passaggio da riscaldamento a gas a biomasse. E a questo si possono aggiungere contributi regionali ad hoc.