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Fenomeno Nft, dalla moda alla bolla: dagli orsetti alla birra gli investitori si riciclano

I token da collezione sono stati un fenomeno di massa tra la fine del 2021 e l'inizio dell'anno. Poi il grande inverno delle quotazioni e gli scandali delle cripto li hanno travolti. Alcuni provano a reinventarsi diversificando gli investimenti
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MILANO - Fuga nel mondo virtuale, e ritorno. Nel mondo reale, in caccia di soldi veri. E' un po' questa la traiettoria degli artefici degli Nft, i non fungible token ovvero oggetti digitali nati sulla blockchain che hanno la caratteristica di esser unici e irripetibili. Girando sul mega registro condiviso che fa da base alle criptovalute, il loro fascino si è raffreddato a causa del lungo inverno che ha congelato le valutazioni di Bitcoin e dei suoi fratelli. Con tanto di scandali, da ultimo quello di FTX e del suo ex enfant prodige Sam Bankman-Fried, finito in bancarotta con lo strascico della solita domanda: ci si può ancora fidare?

La bolla è scoppiata

Dai gattini ai pinguini, passando per i disegni di scimmie annoiate arrivati a valere oltre 3 milioni di dollari, l'anno scorso gli Nft erano entrati nella cultura di massa. Ma dalla primavera il vento è cambiato e tutto il comparto degli asset digitali è andato in sofferenza, non risp…

MILANO - Fuga nel mondo virtuale, e ritorno. Nel mondo reale, in caccia di soldi veri. E' un po' questa la traiettoria degli artefici degli Nft, i non fungible token ovvero oggetti digitali nati sulla blockchain che hanno la caratteristica di esser unici e irripetibili. Girando sul mega registro condiviso che fa da base alle criptovalute, il loro fascino si è raffreddato a causa del lungo inverno che ha congelato le valutazioni di Bitcoin e dei suoi fratelli. Con tanto di scandali, da ultimo quello di FTX e del suo ex enfant prodige Sam Bankman-Fried, finito in bancarotta con lo strascico della solita domanda: ci si può ancora fidare?

La bolla è scoppiata

Dai gattini ai pinguini, passando per i disegni di scimmie annoiate arrivati a valere oltre 3 milioni di dollari, l'anno scorso gli Nft erano entrati nella cultura di massa. Ma dalla primavera il vento è cambiato e tutto il comparto degli asset digitali è andato in sofferenza, non risparmiando neppure questi contratti virtuali da collezione. Alcuni numeri messi in fila dal Financial Times aiutano a seguire questa parabola: nel primo trimestre dell'anno sono stati spesi oltre 19 miliardi in Nft, secondo i dati di Chainalysis. Ma mese dopo mese questo flusso di denaro (solitamente virtuale, visto che servono criptomonete per entrare nel business degli Nft) è via via scemato: la media mensile è crollata dell'87% per precipitare a soli 442 milioni di dollari a novembre. Dal picco di gennaio, i partecipanti a questo gran bazar sono scesi a un terzo e sono anche diminuiti i ritmi di forgiatura degli Nft. Il processo di creazione si chiama "mint", ovvero la pubblicazione del proprio file digitale su un circuito che ne autentichi l'unicità. Ebbene, nel corso dell'anno il numero di "nuove pubblicazioni" di Nft è sceso del 60% sulla blockchain di Ethereum.

Valeria Portale, direttrice dell'Osservatorio Blockchain del Politecnico di Milano, aggiunge che dall'inizio dell'anno a ottobre il prezzo di vendita medio dei contratti è crollato dell'84%. "Ma sono numeri da guardare con più attenzione", ci spiega. "Ci sono utenti fidelizzati, infatti il loro calo è meno forte rispetto a quello dei prezzi. E il numero di transazioni è legato a quel che succede sul mercato degli Nft in generale: alcune collezioni hanno interessato una vasta platea alla loro nascita, ma non è poi detto che l'ondata continui".

Il grafico del volume giornaliero di scambi sulla piattaforma OpenSea, punto di riferimento per gli Nft, dopo le fibrillazioni tra fine 2021 e 2022 assomiglia piuttosto a un encefalogramma piatto.

Industria, il futuro è reale

Il fatto è che dietro questo mondo si è sviluppata una industria vera e propria. Siamo alla sua morte cerebrale? Per molti osservatori è una bolla scoppiata, come era inevitabile che fosse. Intanto però genera problemi assai reale. Statista ha calcolato che da maggio a novembre 38 aziende della cripto-galassia abbiano tagliato il personale, soprattutto exchange di asset digitali come BitMEX e Coinbase, ma anche la stessa OpenSea che fa da marketplace per gli Ntf.

Alcuni dei protagonisti del settore cercano una via di fuga, anche questa "reale". "Se i ricavi non sono prevedibili, significativi e ricorrenti, devi pensare a come espanderli e diversificarli", ha detto Drew Austin, co-fondatore del progetto Knights of Degen di Nft che ruotano intorno al mondo dello sport, parlando col quotidiano della City. Con gli investitori del WAGMI United hanno comprato il club inglese Crawley Town con l'obiettivo di arrivare in Premier. Ma diversifica gli investimenti e guarda anche alla birra Ipa e alle salse a base di vodka. Doodles, uno dei progetti più noti ai frequentatori del Web3, si è affidata al produttore Pharrell Williams per lavorare a serie video, animazioni live e video musicali. Anche i Pudgy Penguins da contratti virtuali che erano hanno fatto un passo per diventare peluche e libri per bambini. Claire Enders, analista sentita dal Ft, resta però scettica: "Il modello degli Nft non ha funzionato. Non potranno diventare un brand alla Disney".

Quale futuro per i token?

Per alcuni, la svolta arriverà dalla finanza. Simon Peters, analista delle cripto di eToro, ha recentemente scritto che l'euforia per gli Nft "potrebbe tornare a farsi sentire nell'attesa di casi d'uso capaci di trasformare la tecnologia, come la tokenizzazione di beni o strumenti finanziari del mondo reale, compresi prodotti a reddito fisso come mutui e obbligazioni".

Nft, ho comprato un gattino. Brutto affare

Il successo dei token dipenderà anche dallo sviluppo del Metaverso, mondo virtuale del quale gli utenti sembrano essersi un po' disamorati. Da quando Facebook ha consacrato il suo nome (Meta) alla realtà parallela, l'interesse (misurato in ricerche su Google) per l'argomento è sceso. E anche i valori fondiari dei terreni virtuali ne hanno risentito, passando da 5 ethereum a maggio a poco più di 1 a metà dicembre. Resta che le aziende si stanno posizionando, e Morgan Stanley - rilevava ancora Peters - ha previsto per il 2030 che il nuovo mondo digitale arrivi a generare un giro d'affari di 50 miliardi di dollari per i marchi del lusso, considerando che già oggi un giocatore su cinque in Roblox cambia ogni giorno i vestiti del proprio avatar. Se per gli analisti posizionarsi oggi può esser la chiave del successo del futuro, gli scenari descritti restano distanti da quel che per ora si vede nella realtà (virtuale). I Reality Labs di Meta vedono scendere i ricavi e salire i costi e le perdite saliranno nel 2023.

"Il mercato degli Nft sta scontando una generale immaturità", dice Portale. I contratti in circolazione "sono fini a sé stessi: una volta che ho messo nel wallet il gattino o la scimmietta, finisce lì". Ci sono sperimentazioni interessanti, "ma finora manca la killer-app, l'applicazione che sancisca il salto di qualità". Latita ancora "una chiara visione sul futuro. C'è la sensazione che gli Nft abiliteranno qualcosa che ancora non è chiaro". Per l'Osservatorio, oltre a rendere scambiabili asset finanziari tipicamente illiquidi - come le partecipazioni di società non quotate, gli immobili, le obbligazioni, le posizioni di credito - gli Nft possono creare “passaporti digitali” per tracciare i passaggi dei prodotti lunga la catena logistica, o ancora applicazioni interessanti possono esserci nell'identità digitale. Starbucks dà una indicazione interessante: "Il suo nuovo programma fedeltà prevede l'assegnazione di token non fungibili o il loro sblocco da parte degli utenti al raggiungimento di alcuni obiettivi. Così la catena dà l'accesso a contenuti ed esperienze esclusive - riassume Portale - E' una fidelizzazione che ha una visione più di lungo termine". Qui si gioca la differenza "tra chi progetta Nft solo per monetizzare nel breve periodo e chi inizia a ragionare sul lungo". La svolta, se ci sarà, non è dietro l'angolo.