Superbonus, tutte le nuove regole per il 2023. Ecco cosa sapere per incassare le detrazioni sui lavori di casa
di Antonella Donati , di Antonella DonatiSuperbonus con aliquota ridotta al 90%. Per le villette agevolazione solo se si tratta di prima casa e si rispettano i nuovi limiti di reddito familiare. Obbligo di certificazione Soa per le imprese in caso di lavori oltre i 516.000 euro, mentre per quelle in crisi di liquidità per il blocco delle cessioni del credito arriva la garanzia di Stato per aver prestiti ponte. Si presenta così il 2023 per l'agevolazione più contestata di sempre, dopo le novità introdotte dal decreto Aiuti-quater e dalla legge di Bilancio.
Esperto Superbonus. Fai le tue domande
Chi si salva dal taglio dell'aliquota
La riduzione dell'aliquota al 90% per le spese del 2023 non riguarda i condomini per i quali è stata depositata la Cilas prima della fine dell'anno. Due le scadenze previste: al 25 novembre o al 31 dicembre in caso di delibere già approvate entro il 18 novembre. Obbligatoria un'autocertificazione dell'amministratore sulla data del…
Superbonus con aliquota ridotta al 90%. Per le villette agevolazione solo se si tratta di prima casa e si rispettano i nuovi limiti di reddito familiare. Obbligo di certificazione Soa per le imprese in caso di lavori oltre i 516.000 euro, mentre per quelle in crisi di liquidità per il blocco delle cessioni del credito arriva la garanzia di Stato per aver prestiti ponte. Si presenta così il 2023 per l'agevolazione più contestata di sempre, dopo le novità introdotte dal decreto Aiuti-quater e dalla legge di Bilancio.
Esperto Superbonus. Fai le tue domande
Chi si salva dal taglio dell'aliquota
La riduzione dell'aliquota al 90% per le spese del 2023 non riguarda i condomini per i quali è stata depositata la Cilas prima della fine dell'anno. Due le scadenze previste: al 25 novembre o al 31 dicembre in caso di delibere già approvate entro il 18 novembre. Obbligatoria un'autocertificazione dell'amministratore sulla data dell'assemblea. Sanzioni anche penali in caso di false dichiarazioni.
Superbonus al 110% per il 2023 anche in caso di interventi di demolizione e ricostruzione, a patto di avere presentato la richiesta al Comune entro il 31 dicembre. Le regole previste per i condomini si applicano anche agli immobili di un unico proprietario o in comproprietà con un massimo di quattro unità immobiliari per uso residenziale distintamente accatastate, i cosiddetti condomini "familiari".
Le villette con lavori in corso
Il decreto Aiuti quater ha poi concesso tre mesi di tempo in più ai proprietari delle villette per usufruire del Superbonus al 110% a patto di aver effettuato almeno il 30% dei lavori a progetto al 30 settembre scorso. In questo caso il termine del 31 dicembre 2022 originariamente previsto passa al 31 marzo 2023.
Solo villette prima casa per chi non ha avviato i lavori
Per il 2023, invece, chi non ha avviato i lavori dovrà fare i conti con le nuove regole per cui per le villette e gli immobili funzionalmente autonomi potranno essere ammessi al Superbonus solo i titolari di diritto di proprietà o di diritti reale di godimento sull'unità immobiliare, sempre che la stessa unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale e che il proprietario abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro, calcolato sommando i redditi di tutti i familiari e dividendoli per i quozienti previsti dal decreto. Inoltre non è applicabile in questo caso la disposizione che consente di riconoscere l'agevolazione anche al familiare convivente del proprietario.
Obbligo di SOA
Dal 1° gennaio scatta poi l'obbligo di rivolgersi esclusivamente ad imprese che siano in possesso o abbiano richiesto la certificazione SOA, in caso di appalto di lavori per importi superiori ai 516.000 euro. La mancanza di certificazione comporta l'impossibilità di avere l'agevolazione fiscale. L'attestazione, infatti, garantisce che l'impresa abbia la competenza tecnica necessaria e adeguati mezzi economici per portare a termine i lavori, garantendo che l'agevolazione fiscale vada a buon fine anche in caso di cessione del credito.
Più tempo per la compensazione dei crediti da parte dei cessionario
Sul fronte della cessione del credito, peraltro, il governo non ha fatto interventi drastici, limitandosi ad ampliare il numero delle cessioni che possono essere fatte all'interno del sistema bancario, con l'obbiettivo di consentire agli istituti di cedere i vecchi crediti e acquistarne di nuovi. La prima cessione del credito è sempre libera, ossia può esser fatta nei confronti di qualunque soggetto, mentre per le successive cessioni ci si può rivolgere solo al sistema finanziario regolamentato.
Possibili in questo ambito fino a tre cessioni, con in più la possibilità per le banche di cedere i crediti ai proprie correntisti titolari di partita Iva in qualunque momento. Inoltre i cessionari che hanno acquisito i crediti fino al 31 ottobre scorso potranno utilizzarli in un più ampio arco di tempo, ossia, fino a 10 rate. Non cambia, invece, la durata della detrazione per i contribuenti. Infine per le imprese in difficoltà per l'impossibilità a cedere i crediti da Superbonus arriva la possibilità di chiedere presti ponte con la garanzia della Sace.