Bollette, ecco perché le bollette della luce scendono del 20% ma quelle del gas saliranno
di Luca Pagni , di Luca PagniROMA - A prima vista potrebbe sembrare un’inspiegabile contraddizione, soprattutto agli occhi dei consumatori. Nel giro di pochi giorni, arrivano due segnali tra loro contrastanti che si possono così riassumere: mentre le bollette dell’energia elettrica scendono del 19,5% a partire dal primo gennaio e per i prossimi tre mesi, le bollette del gas sono destinate ad aumentare, a loro volta in doppia cifra.
E per accrescere la confusione in chi segue distrattamente le vicende del mercato energetico - salvo quando deve poi mettere mano al portafoglio - occorre specificare che le nuove bollette del gas (che per la cronaca verranno comunicate il prossimo 4 gennaio) valgono solo per il mese di dicembre.
Ovviamente …
ROMA - A prima vista potrebbe sembrare un’inspiegabile contraddizione, soprattutto agli occhi dei consumatori. Nel giro di pochi giorni, arrivano due segnali tra loro contrastanti che si possono così riassumere: mentre le bollette dell’energia elettrica scendono del 19,5% a partire dal primo gennaio e per i prossimi tre mesi, le bollette del gas sono destinate ad aumentare, a loro volta in doppia cifra.
E per accrescere la confusione in chi segue distrattamente le vicende del mercato energetico - salvo quando deve poi mettere mano al portafoglio - occorre specificare che le nuove bollette del gas (che per la cronaca verranno comunicate il prossimo 4 gennaio) valgono solo per il mese di dicembre.
Ovviamente c’è una spiegazione ed è figlia di quanto accaduto a partire dall’autunno scorso, quando con la coda dell’epidemia prima e l’inizio dell’invasione russa in Ucraina poi, i prezzi dell’energia sono volati a livelli mai raggiunti in precedenza. Principalmente perchè la Russia negli ultimi anni è diventato il principale fornitore di gas dell’Unione europea (45% del totale nel 2021) e per di più a prezzi oltremodo competitivi. In pratica, l’Europa pensava di aver trovato in Gazprom, il colosso dell’energia controllato dal Cremlino, il partner ideale per avere combustibile a basso costo per alimentare le attività industriali, produrre energia elettrica e riscaldare le abitazioni.
Ma con l’aggressione di Mosca all’Ucraina quello che sembrava un punto di forza è diventato una debolezza e non solo per Germania e Italia, i due Paesi maggiormente dipendenti dal gas in generale e da quello russo in particolare. La guerra ha provocato un aumento dei prezzi, amplificati dallo scontro tra Vladimir Putin e l’alleanza dei Paesi occidentali a sostegno di Kiev: volendo recidere i legami commerciali con Mosca, a partire dalle forniture di gas, la Ue ha dovuto fare ricorso ad altri produttori e specialmente alle forniture di Gnl (gas naturale liquefatto) trasportato via nave.
Ma rinunciare al gas russo ha significato aumentare la domanda di materia prima, facendo schizzare i prezzi a livelli record. Fino a raggiungere il picco storico oltre 340 euro al megawattora in agosto, nel pieno della campagna per il riempimento degli stoccaggi, necessaria per avere la certezza di passare l’inverno al caldo e senza razionamenti.
Tra le misure messe in atto dai governi europei per limitare i rincari è emersa la necessità di “disaccoppiare” i prezzi del gas da quelli dell’energia elettrica, per evitare che al salire dei primi seguissero a ruota anche i secondi.
L’Italia si è mossa in questa direzione, approvando nuove regole per l’aggiornamento delle bollette. In pratica, per l’elettricità si continua con il vecchio sistema delle variazioni ogni tre mesi, con tariffe valevoli per il trimestre successivo, mentre per il gas si è passati a variazioni mese per mese, con tariffe che valgono per il mese precedente.
Si arriva così a quanto sta accadendo in questi giorni. Ieri l’Arera (ex Autorità per l’energia) ha comunicato che le bollette della luce scenderanno del 19,5% per il calo del prezzo del gas nei mesi precedenti (-60% dal primo ottobre) e perché il clima mite dell’autunno ha consentito agli stoccaggi di essere pieni per l’80%, livello che non dovrebbe portare ad eccessivi aumenti dei prezzi nei mesi più freddi dell’inverno.
Diverso il discorso per le bollette del gas: se si guarda limitatamente all’ultimo mese, i prezzi medi registrati a dicembre sono stati più alti rispetto a novembre e pertanto le tariffe saliranno tra il 15 e il 20%. A dimostrazione che il disaccoppiamento funziona, nel bene e nel male.