Gelati, cereali e caramelle Il made in Italy fa shopping per quattro miliardi
di Sara Bennewitz , di Sara BennewitzMILANO - A dicembre, tre colossi dell’alimentare come Barilla, Ferrero e Perfetti, si sono regalate tre acquisizioni negli Usa. Il colosso di Alba ha comprato i gelati di Well Enterprises; il leader della pasta di Parma ha invece rilevato i biscotti e i cereali di Back to nature; infine, il gigante della italianissima Big Babol e della gomma del ponte si è mangiato il chewing gum per eccellenza a stelle e strisce: Trident. Nonostante il dollaro sia alle stelle - e quindi per le aziende europee sia più caro fare shopping - le tre società italiane hanno investito oltre 4 miliardi su marchi, stabilimenti e personale basato negli Stati Uniti.
«Ferrero, Barilla e Perfetti sono gruppi di successo con brand mondiali leader nelle loro categorie - spiega Alberto Gennarini, managing partner di Vitale – rappresentano al meglio un capitalismo familiare lungimirante e sano finanziariamente. Oggi per aziende di queste dimensioni il miglior modo per cres…
MILANO - A dicembre, tre colossi dell’alimentare come Barilla, Ferrero e Perfetti, si sono regalate tre acquisizioni negli Usa. Il colosso di Alba ha comprato i gelati di Well Enterprises; il leader della pasta di Parma ha invece rilevato i biscotti e i cereali di Back to nature; infine, il gigante della italianissima Big Babol e della gomma del ponte si è mangiato il chewing gum per eccellenza a stelle e strisce: Trident. Nonostante il dollaro sia alle stelle - e quindi per le aziende europee sia più caro fare shopping - le tre società italiane hanno investito oltre 4 miliardi su marchi, stabilimenti e personale basato negli Stati Uniti.
«Ferrero, Barilla e Perfetti sono gruppi di successo con brand mondiali leader nelle loro categorie - spiega Alberto Gennarini, managing partner di Vitale – rappresentano al meglio un capitalismo familiare lungimirante e sano finanziariamente. Oggi per aziende di queste dimensioni il miglior modo per crescere nei mercati dove sono già presenti sono gli add on, ovvero aggiungere categorie di prodotto, o marchi, al proprio portafoglio».
Tre acquisizioni di marchi alimentari Usa in tre settimane
La Wells Enterprises rilevata da Ferrero è il secondo produttore di gelati Usa dopo il colosso olandese Unilever: ha al suo attivo 4.100 dipendenti e un fatturato 2022 atteso a quota 1,7 miliardi di dollari, realizzato con marchi come Blue Bunny e Halo Top. Per Ferrero si tratta di consolidare e diversificare un mercato che conosce bene, dato che 8 mila dei suoi circa 39 mila dipendenti sono basati negli Stati Uniti, dove il gruppo di Alba ha già 18 stabilimenti e 9 sedi.
Barilla, invece, opera negli States da ben 26 anni, ed è già leader nella pasta anche a Stelle e strisce. Per affermarsi in altri mercati a più alto margine, dove il gruppo di Parma spopola già in Europa come biscotti e snack, la società ha investito su una nicchia nota per la qualità dei prodotti come Back to Nature. Il gruppo di cereali e biscotti era stato venduto cinque anni fa dal gruppo Mondelez al prezzo di 162,5 milioni di dollari alla B&g, che non ha saputo rilanciare il marchio che, dovrebbe avere un fatturato di circa 50 milioni di dollari.
Perfetti, che è andata consolidando marche di gomme a caramelle (l’ultima la spagnola Chupa Chups) in tutto il mondo, ha fatto un colpo da 1,35 miliardi di dollari negli Usa (dove è meno presente solo il 18% dei ricavi consolidati deriva dalle Americhe): ha rilevato da Mondelez le gomme di Trident, Bubblicious, Dentyne e Chiclets.
Anche Halls è già nel mirino
Le tre aziende familiari italiane hanno poi in comune il fatto che a fine 2021 erano tutte sedute su un mare di cassa: ora che l’inflazione torna a salire, perde valore se non viene reinvestita, e gli Usa per i consumi sono un mercato gigante e in crescita. Infine, sia Perfetti che Ferrero avrebbero già messo nel mirino anche Halls, e chissà che quello delle caramelle balsamiche non sia il prossimo marchio Usa a venir mangiato dagli italiani.