Ita Airways, ecco il decreto sulla vendita. "Cessione a una compagnia aerea". Ora l'offerta di Lufthansa. E Certares esce di scena
di Aldo Fontanarosa , di Aldo FontanarosaROMA - La vendita di Ita Airways è adesso ancora più vicina. In Gazzetta Ufficiale arriva, ed entra dunque in vigore, il nuovo decreto (il Dpcm del governo Meloni) che regolerà la cessione della compagnia aerea di Stato, aprendo la porta ai tedeschi di Lufthansa.
Il memorandum
Nei prossimi giorni, il vettore tedesco formalizzerà la sua manifestazione d'interesse per Ita. A quel punto le due parti in campo - Lufthansa che compra, il ministero dell'Economia che vende - firmeranno un memorandum of understanding. E' l'impegno a concludere l'operazione.
Non vincolante, ma importante sul piano simbolico.
ROMA - La vendita di Ita Airways è adesso ancora più vicina. In Gazzetta Ufficiale arriva, ed entra dunque in vigore, il nuovo decreto (il Dpcm del governo Meloni) che regolerà la cessione della compagnia aerea di Stato, aprendo la porta ai tedeschi di Lufthansa.
Il memorandum
Nei prossimi giorni, il vettore tedesco formalizzerà la sua manifestazione d'interesse per Ita. A quel punto le due parti in campo - Lufthansa che compra, il ministero dell'Economia che vende - firmeranno un memorandum of understanding. E' l'impegno a concludere l'operazione.
Non vincolante, ma importante sul piano simbolico.
Addio americani
Nel testo, novità dell'ultimora, è stabilito che "la maggioranza del capitale di Ita oggetto di ciascuna fase dell'operazione" di vendita dovrà andare a un'altra compagnia aerea (come è appunto Lufthansa). Fuori gioco, dunque, il fondo Certares, ormai senza appello.
Anche quando lo Stato italiano dovesse uscire da Ita a titolo definitivo, la maggioranza del vettore azzurro dovrà fare capo ad un'altra compagnia aerea.
Sono confermati molti degli elementi trapelati dopo il Consiglio dei ministri del 21 dicembre, che ha dato semaforo verde al decreto: "Il prezzo di acquisto della partecipazione tiene conto del valore del patrimonio netto di Ita, come risultante dal bilancio della società, dalle relazioni finanziarie intermedie e dalle stime di chiusura dell'esercizio prodotte da Ita".
E ancora: "L'acquisizione della partecipazione può essere rappresentata, in tutto o in parte, dalla sottoscrizione da parte dell'acquirente di uno o più aumenti di capitale, anche riservati, deliberati da Ita" stessa.
Il Piano industriale
Il nuovo Dpcm assegna grande importanza al Piano industriale del compratore e conferma che lo Stato vigilerà sugli interessi nazionali.
In concreto, proteggerà gli aeroporti chiave (Roma Fiumicino, Milano Linate, Malpensa e Catania, tra gli altri). Lo Stato premierà anche il compratore capace di garantire "l'ingresso in mercati strategici e l'incremento delle rotte a lungo raggio".
Continua il decreto: "Al ministero dell'Economia sono riconosciuti adeguati poteri di controllo sulla gestione ed il diritto di gradimento su nuovi azionisti". Soggetti disposti - in un futuro imprecisato - a rilevare quote di Ita, potrebbero scontarsi dunque con il no dello Stato italiano.
Le norme di Draghi
Il nuovo decreto corregge quello precedente, che risale a marzo. A marzo 2022, il governo Draghi ipotizzò una soluzione molto diversa per il vettore aereo. Draghi e il ministro del Tesoro dell'epoca, Daniele Franco, non prevedevano un meccanismo per definire il valore della compagnia in vendita né aumenti di capitale riservati.