In Europa l'inflazione rallenta per il calo del gas: la Borsa risale vedendo il lieto fine
di Andrea Greco , di Andrea GrecoMILANO - L'inflazione europea si sgonfia con più velocità del previsto, a braccetto con i prezzi del petrolio e del gas, che hanno contribuito non poco a imbizzarrirla nel 2022. E le Borse ampliano i rialzi di inizio anno, con ottimismo sconosciuto da mesi e legato al fatto che stiamo scavallando il "picco" dei prezzi: e la Bce potrà attenuare il ritmo dei rialzi di tassi, portati da zero al 2,5% negli ultimi sei mesi.
Una fase che somiglia a quella, avviata da settimane, negli Usa. E ieri i verbali della riunione Fed di dicembre hanno confermato di vedere "una diminuzione dell'inflazione nel 2023, grazie a un aumento dei prezzi al consumo minore delle attese e a un calo considerevole dei prezzi del petrolio". Se la stretta monetaria rallenta, è il ragionamento classico, sarà più facile indebitarsi per consumare, e per investire. Così ieri le Borse in Europa sono salite di un altro 2,3%, portando l'indic…
MILANO - L'inflazione europea si sgonfia con più velocità del previsto, a braccetto con i prezzi del petrolio e del gas, che hanno contribuito non poco a imbizzarrirla nel 2022. E le Borse ampliano i rialzi di inizio anno, con ottimismo sconosciuto da mesi e legato al fatto che stiamo scavallando il "picco" dei prezzi: e la Bce potrà attenuare il ritmo dei rialzi di tassi, portati da zero al 2,5% negli ultimi sei mesi.
Una fase che somiglia a quella, avviata da settimane, negli Usa. E ieri i verbali della riunione Fed di dicembre hanno confermato di vedere "una diminuzione dell'inflazione nel 2023, grazie a un aumento dei prezzi al consumo minore delle attese e a un calo considerevole dei prezzi del petrolio". Se la stretta monetaria rallenta, è il ragionamento classico, sarà più facile indebitarsi per consumare, e per investire. Così ieri le Borse in Europa sono salite di un altro 2,3%, portando l'indice Euro Stoxx dei 50 titoli maggiori a un +4,66% in gennaio, ai massimi dallo scorso aprile. Anche le obbligazioni si sono apprezzate, e il rischio Italia è sceso di ben 10,5 punti base, col Btp decennale che ha chiuso a 199,7 punti sopra il bund, con rendimento calato al 4,261%.
Gli investitori che comprano sperano che l'inflazione rientri più rapidamente del previsto, sgonfiandosi con i prezzi dell'energia che nel 2022 l'hanno messa fuori controllo. È un po' la lettura che inizialmente fornì la stessa Bce: salvo che nel corso del 2022 fu travolta da rincari di beni e servizi superiori al 10% nei grandi Paesi europei.
Il dato che ieri ha dato il tono alla seduta è la frenata dei prezzi in Francia. Secondo l'Insee, istituto nazionale di statistica, l'indice dei prezzi al consumo è salito a dicembre del 5,9% anno su anno, contro il 6,2% di novembre. Il mercato stimava un rialzo del 6,4%. A causare il rallentamento, per l'Insee, è stato "il calo dei prezzi dell'energia e, in misura minore, dei servizi". Alla vigilia una frenata analoga s'era registrata in Germania - dove però l'inflazione a dicembre è all'8,6% annuo - e in Spagna (+5,8%). Deutsche Bank ci ha visto "una buona base per chi spera che siamo già oltre l'inflazione di picco, e che come da due mesi negli Usa si inizieranno a vedere cali dei prezzi oltre le attese". Mentre per gli economisti di Unicredit "i dati a dicembre di Germania, Francia e Spagna sono al di sotto delle aspettative in larga parte per prezzi energetici inferiori alle attese". In effetti il calo del gas naturale, in atto da settimane, è proseguito ieri sulla piattaforma Ttf di Amsterdam, dove le consegne a febbraio hanno perso l'11% a 64 euro al MWh. Un calo legato dalle temperature di 10° sopra le medie stagionali, che fanno risparmiare gas per scaldarsi. A fine agosto un MWh di gas al Ttf costava 342 euro. Anche il petrolio ieri è sceso molto: il Brent del Mare del Nord è tornato sotto gli 80 dollari a barile (78,3), in calo del 4,6%. Qui il calmiere arriva dai minori consumi globali, per la frenata delle economie in atto in Asia, Usa ed Europa, dove si annunciano recessioni "tecniche".
Oggi toccherà all'Istat dire quanto i prezzi sono saliti in Italia a dicembre. La media degli operatori citati da Bloomberg è di un rialzo dello 0,2% su novembre, che armonizzando i dati con le metodologie europee (Cpi) ridurrebbe l'aumento anno su anno al 12,3% dal 12,6% precedente. "Ma il fatto che i prezzi in Spagna, Francia e Germania abbiano sorpreso al ribasso implica che il mercato s'aspetti una discesa più marcata anche per l'Italia, rispetto alle previsioni ufficiali", dice Giuseppe Sersale di Anthilia Capital Partners, che non si stupirebbe nel vedere una crescita zero dei prezzi Istat a dicembre. L'ufficio studi Unicredit prevede "una stabilizzazione dell'inflazione italiana all'11,8% a dicembre". A novembre il dato "Nic" che include il tabacco era +11,8%.
Più osservatori ritengono, però, che la Bce terrà poco conto delle frenate legate alle componenti più volatili dei prezzi, com'è l'energia. Per Unicredit "l'inflazione di fondo (detta core, e che misura i rincari nel lungo periodo, ndr) non sembra dare ancora segnali di rallentamento e in diversi Paesi non ha ancora toccato il picco. La Bce non si farà quindi impressionare più di tanto e tirerà dritto nell'impostazione da falco".