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Amazon & Co, i tagli di Big Tech che anticipano la recessione

(ansa)

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Il colosso mondiale delle consegne riduce il personale di 18 mila unità. Una strada già seguita da Meta, Twitter e Salesforce
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NEW YORK - Le Big Tech licenziano, e fanno la fortuna delle Small Tech, che assumono i talenti della tecnologia lasciati per strada. Ma per il momento è il primo trend, quello dei licenziamenti di massa, a tenere banco. Amazon ha annunciato la fine del contratto per 18 mila dipendenti come risposta alla crisi globale che si sta aggravando. Nessun settore della compagnia sarà immune dai tagli, come ha comunicato il Ceo, Andy Jassy, in un messaggio inviato ai dipendenti. «A novembre — ha scritto — abbiamo comunicato la difficile decisione di eliminare un numero di posizioni e annunciato la volontaria riduzione dell’offerta per alcuni lavoratori nei settore People, Experience e Technology». «Tra i tagli decisi a novembre — ha aggiunto — e quelli di cui parliamo oggi, pianifichiamo di eliminare 18 mila ruoli».

NEW YORK - Le Big Tech licenziano, e fanno la fortuna delle Small Tech, che assumono i talenti della tecnologia lasciati per strada. Ma per il momento è il primo trend, quello dei licenziamenti di massa, a tenere banco. Amazon ha annunciato la fine del contratto per 18 mila dipendenti come risposta alla crisi globale che si sta aggravando. Nessun settore della compagnia sarà immune dai tagli, come ha comunicato il Ceo, Andy Jassy, in un messaggio inviato ai dipendenti. «A novembre — ha scritto — abbiamo comunicato la difficile decisione di eliminare un numero di posizioni e annunciato la volontaria riduzione dell’offerta per alcuni lavoratori nei settore People, Experience e Technology». «Tra i tagli decisi a novembre — ha aggiunto — e quelli di cui parliamo oggi, pianifichiamo di eliminare 18 mila ruoli».

I licenziamenti verranno ultimati nelle prossime settimane. La decisione di Amazon segue quella di altri Big Tech. Meta, “genitore” di Facebook, ha annunciato di recente il licenziamento di undicimila persone, il taglio al personale più alto nella storia della compagnia. Twitter ha mandato via quasi 4 mila persone, cioè più che dimezzato il personale all’indomani dell’arrivo del nuovo proprietario, Elon Musk, che ha acquisito la piattaforma per 44 miliardi di dollari.

Salesforce, una delle più grandi compagnie di software di Silicon Valley, ha comunicato questa settimana il taglio del dieci per cento del suo staff, equivalente a circa 7 mila posti. Altre aziende licenziano in massa, anche se fanno meno scalpore perché i numeri sono minori, ma dietro i numeri ci sono momenti drammatici per migliaia di persone: la app di trasporti privati Lyft ha rimosso 550 persone, la compagnia di vendite e acquisizioni immobiliari online Opendoor ha mandato a casa 550 dipendenti, il gigante della finanza tech Stripe ha licenziato 1.120 lavoratori. Altre aziende della Bay Area sono attese annunciare tagli al loro personale.

La corsa alle assunzioni alimentata dalla crisi pandemica, che aveva reso necessario il lavoro in remoto, adesso sta registrando il contraccolpo. I giganti della Silicon Valley per due anni sono cresciuti in modo abnorme. Davanti all’inflazione e al rischio recessione, le compagnie stanno ricorrendo ai tagli per anticipare la crisi. La stessa Apple, che pure aveva una striscia di quattordici trimestri in positivo, ha raffreddato il piano di assunzioni. Ma non tutti quelli che perdono il lavoro nella Bay Area sono destinati a vivere un momento difficile. I talenti tecnologici, secondo ricerche di mercato, trovano facilmente un altro impiego.

Così è successo a molti specialisti licenziati da Twitter. Il talento della Silicon Valley continua ad avere un mercato, anche se non quello che uno si aspetta: migliaia di esperti di Big Tech usciti dalla produzione hanno trovato impiego nell’amministrazione pubblica o in aziende di settore diversi. Dalle compagnie che offrono caffè online a quelle delle banche digitali o della telemedicina, tutte cercano esperti in tecnologia.

Così alla fine l’effetto dei licenziamenti nella Bay Area sta producendo una diffusione di conoscenze che finiranno per migliorare le prospettive e le prestazioni di molte aziende lontane dal mondo idilliaco di Big Tech, ma che nel loro piccolo potrebbero vivere una nuova, e inattesa, età dell’oro.