NEW YORK - Il palazzo di dieci piani tutto a vetri riflette il cielo azzurro di una chiara e rigida mattina di gennaio newyorkese. Ma la parte più interessante della nuova Business School della Columbia University, costata 600 milioni di dollari, è dentro la struttura. Qui si prepareranno gli economisti che cercheranno di attaccare il concetto predatorio del capitalismo, dell’autoritarismo 2.0, con l’obiettivo di disossare il mammuth della cultura monopolistica che punta solo alla sfruttamento del singolo, per aumentare i guadagni.
Prima di pensare a una scuola marxista insediata a New York, con vista sull’Hudson, bisogna procedere con cautela. Non è una riproposizione di vecchi canoni, ma un approccio nuovo, in cui anche la struttura architettonica ha il suo peso. «Le forze in atto nel mondo - spiega al New York Times il presidente della Columbia, Lee C. Bollinger - stanno spingendo a un ripensamento del sistema economico che abbiamo&raqu…
NEW YORK - Il palazzo di dieci piani tutto a vetri riflette il cielo azzurro di una chiara e rigida mattina di gennaio newyorkese. Ma la parte più interessante della nuova Business School della Columbia University, costata 600 milioni di dollari, è dentro la struttura. Qui si prepareranno gli economisti che cercheranno di attaccare il concetto predatorio del capitalismo, dell’autoritarismo 2.0, con l’obiettivo di disossare il mammuth della cultura monopolistica che punta solo alla sfruttamento del singolo, per aumentare i guadagni.
Prima di pensare a una scuola marxista insediata a New York, con vista sull’Hudson, bisogna procedere con cautela. Non è una riproposizione di vecchi canoni, ma un approccio nuovo, in cui anche la struttura architettonica ha il suo peso. «Le forze in atto nel mondo - spiega al New York Times il presidente della Columbia, Lee C. Bollinger - stanno spingendo a un ripensamento del sistema economico che abbiamo». Dal cambiamento climatico alle questioni di giustizia sociale, per arrivare a progetti economici legati al mondo della solidarietà.
L’idea di Milton Friedman che il business è solo guadagno viene superata. «Vogliamo arrivare - spiega Glenn Hubbard, ex preside alla School of Business e consigliere economico di George W. Bush negli anni ‘90 - a superare questo concetto e a lasciare emergere un concetto nuovo, che non riguarda solo il profitto». L’obiettivo è offrire una visione e mettere insieme persone in grado non solo di guardare il valore dei dollari, ma quello che vive e vegeta attorno.
Tra gli economisti c’è chi pensa che una scuola di economia non possa andare oltre un’idea di business consolidata. In fondo si preparano economisti che poi dovranno lavorare in studi affermati e consolidati. «Le istituzioni sono molto difficili da cambiare», è la conclusione che lo storico Steven Conn consegna al quotidiano newyorkese.
In gioco c’è la sfida alle gerarchie del potere. Per ora questa sfida l’hanno vinta gli architetti che hanno progettato la nuova Business School. Lo studio newyorkese Diller Scofidio + Renfro, che ha collaborato con lo studio di architettuta FxCollaborative, ha immaginato una struttura dinamica, decomposizione di strutture consolidate come i concetti indistruttibili dell’economia classica.
Gli spazi sono immaginati per produrre colloqui informali, come la nuova Geffen Hall, vetri ovunque, strutture bianche e lisce, scale a spirale ma anche sale con soli sei posti per facilitare le interazioni. I professori non occupano posizioni dominanti. Il capitalismo può vivere la stessa trasformazione? Gli interni sono attraversati e uniti dalla stessa luce, e dai grandi vuoti, sulla linea del campus progettato nel 2007 da Renzo Piano. I volumi architettonici fluttuano nell’aria. Le idee dei futuri economisti dovranno seguire quelle linee e interrogarsi su temi a cui la gente non pensava venti o cinquant’anni fa. «La visione ora - spiega il preside, Costis Maglaras - è mettere insieme le persone e discutere i temi più attuali nel mondo».