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Incentivi auto, via alle prenotazioni per gli ecobonus 2023

(fotogramma)
Sul piatto ci sono 630 milioni: le regole. Il timore degli addetti ai lavori: che finiscano subito i soldi per le auto a basse emissioni e restino non utilizzati i bonus per le elettriche
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TORINO - Riaccendono i motori gli incentivi per l'acquisto di automobili elettriche, ibride e a motore termico con un livello di emissioni di CO2 fino a 135 grammi al chilometro; moto e motorini elettrici e non che siano almeno di classe Euro 5; veicoli commerciali elettrici. Da oggi, martedì 10 gennaio, alle 10 del mattino, riapre la piattaforma perché i concessionari possano fare domanda di sgravi: sul piatto per il nuovo anno ci sono 630 milioni di euro per mezzi di categoria M1 (autoveicoli), L1e-L7e (motocicli e ciclomotori) e N1 e N2 (veicoli commerciali). Non è più previsto per il 2023 l'extra bonus introdotto dal governo Draghi per acquistare auto elettriche e ibride plug-in che portava il contributo fino a 7.500 euro per le famiglie con un Isee inferiore ai 35 mila euro. Mentre, rispetto ai fondi avanzati dal 2022, si tratta di circa 250 milioni che sono rimasti inutilizzati per quanto riguarda le auto elettriche e ibride: il ministero…

TORINO - Riaccendono i motori gli incentivi per l'acquisto di automobili elettriche, ibride e a motore termico con un livello di emissioni di CO2 fino a 135 grammi al chilometro; moto e motorini elettrici e non che siano almeno di classe Euro 5; veicoli commerciali elettrici. Da oggi, martedì 10 gennaio, alle 10 del mattino, riapre la piattaforma perché i concessionari possano fare domanda di sgravi: sul piatto per il nuovo anno ci sono 630 milioni di euro per mezzi di categoria M1 (autoveicoli), L1e-L7e (motocicli e ciclomotori) e N1 e N2 (veicoli commerciali). Non è più previsto per il 2023 l'extra bonus introdotto dal governo Draghi per acquistare auto elettriche e ibride plug-in che portava il contributo fino a 7.500 euro per le famiglie con un Isee inferiore ai 35 mila euro. Mentre, rispetto ai fondi avanzati dal 2022, si tratta di circa 250 milioni che sono rimasti inutilizzati per quanto riguarda le auto elettriche e ibride: il ministero guidato da Adolfo Urso deciderà comune utilizzarli dopo che avrà concultato il tavolo automotive.

La ripartizione delle risorse

Il Ministero delle imprese e del Made in Italy ha puntualizzato nei giorni scorsi la ripartizione delle risorse. Nel dettaglio. Per l’acquisto di autoveicoli nuovi di fabbrica di categoria M1 (autoveicoli) dipende dal tipo di alimentazione. Per gli elettrici sono 190 milioni i milioni stanziati e le emissioni dell'auto da comprare, che non può costare più di 42.700 euro Iva compresa, devono essere comprese nella fascia 0-20 grammi di anidride carbonica per chilometro. Il bonus va da un minimo di 3 mila euro ad un massimo di 5 mila con auto da rottamare, ma inferiore all'Euro 5. Per le Ibride Plug-In sono stanziati 235 milioni utilizzabili per acquistare veicoli di categoria M1 con emissioni comprese nella fascia 21-60 grammi di anidride carbonica per chilometro e che abbiano un tetto di spesa massimo, Iva compresa, di 54.900 euro. L'incentivo va da 2 mila, senza rottamazione, a 4 mila euro con rottamazione. Si riaccenderà anche la spia per comprare delle auto a benzina e diesel a basse emissioni in categoria M1, ossia nella fascia 61-135 grammi di anidride carbonica per chilometro. 150 i milioni previsti, lo scorso anno erano 170 milioni, somma che si è esaurita in poco più di venti giorni. Tetto massimo di spesa 42.700 con Iva. Il contributo in questo caso è di 2 mila euro solo con rottamazione che deve rispettare le due condizioni previste per tutte le categorie di bonus: classe inferiore all'Euro 5 e posseduta da più di un anno. Somma che accontenterà quasi 75 mila persone che riusciranno ad aggiudicarsi il contributo. Il 5% di questi importi sono riservati agli acquisti fatti da persone giuridiche per attività di car sharing commerciale o noleggio. Per i motocicli e ciclomotori di categoria da L1e a L7e sono previsti 5 milioni per i veicoli non elettrici e 35 milioni per i veicoli elettrici, mentre per i veicoli commerciali di categoria N1 e N2 elettrici i milioni a disposizione sono 15.

Lo scetticismo degli addetti ai lavori

Speranzose, ma non del tutto convinte, le sensazioni degli operatori del mercato delle quattro ruote. Il presidente dell'Anfia Paolo Scudieri, commentando nei giorni scorsi l'andamento non esaltante del mercato auto in Italia, auspicava che gli incentivi "possano dare impulso alla domanda di vetture green fin dai primi mesi dell'anno", mentre il presidente del Centro Studi Promotor Gian Primo Quagliano esprimeva il timore che i nuovi incentivi potessero produrre "risultati insoddisfacenti" come nel 2022 quando si è esaurito in brevissimo tempo lo stanziamento per le auto ad alimentazione tradizionale ed emissioni non superiori a 135 grammi di CO2 al chilometro, mentre sono rimasti ampiamente inutilizzati gli stanziamenti per auto elettriche pure e simili. E' quindi auspicabile - osservava Quagliano - che il provvedimento venga modificato per rendere gli incentivi per le auto elettriche economicamente accessibili anche ad automobilisti con una capacità di spesa limitata e per dare un effettivo e significativo contributo all'eliminazione delle auto più  vecchie e più inquinanti. E Michele Crisci, presidente dell'Unrae, l'associazione delle case estere, auspica che vengano utilizzate più risorse e che gli incentivi vengano garantiti almeno fino al 2026. E chiede anche un intervento sulle infrastrutture per l'elettrico, ad iniziare dalle colonnine.

L'ammontare delle risorse per il 2023 sarà inferiore di una ventina di milioni perchè parte delle risorse sarà impiegato nel bonus all'80% per l'acquisto e l'installazione di colonnine nei condomini. Tetto di spesa? 1.500 euro per privato e 8.000 per condominio. Misura che deve essere ancola lanciata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy