Risparmio gestito con la ridotta nel 2022, ma ora scommette su consulenza e rimbalzo dei mercati
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaMILANO - Manca ancora un mese nelle statistiche della raccolta 2022, ma il bilancio è abbastanza chiaro: il 2022 non è stato certo un anno da incorniciare per il risparmio gestito. Da gennaio a fine novembre, i flussi netti di sottoscrizione nel settore del risparmio gestito sono pari a 8,605 miliardi contro i 93 dell'intero 2021. Non sarà certo dicembre a ribaltare i risultati: nel 2022 la raccolta netta è stata grosso modo un decimo di quella dell'anno prima.
I primi segnali che stanno arrivando su dicembre sono un po' più incoraggianti: Banca Mediolanum ad esempio ha quasi pareggiato il dato del 2021 (5,9 miliardi il flusso netto lo scorso anno, contro i 6,6 dell'anno prima), mentre Anima per l'intero 2022 ha avuto una raccolta netta nel gestito pari a 1,6 miliardi rispetto ai 6 del 2021. E' probabile che un ruolo importante l'abbiano giocato, in entrambi i casi, i Pac, che fidelizzano molto il client.
Per avere i dat…
MILANO - Manca ancora un mese nelle statistiche della raccolta 2022, ma il bilancio è abbastanza chiaro: il 2022 non è stato certo un anno da incorniciare per il risparmio gestito. Da gennaio a fine novembre, i flussi netti di sottoscrizione nel settore del risparmio gestito sono pari a 8,605 miliardi contro i 93 dell'intero 2021. Non sarà certo dicembre a ribaltare i risultati: nel 2022 la raccolta netta è stata grosso modo un decimo di quella dell'anno prima.
I primi segnali che stanno arrivando su dicembre sono un po' più incoraggianti: Banca Mediolanum ad esempio ha quasi pareggiato il dato del 2021 (5,9 miliardi il flusso netto lo scorso anno, contro i 6,6 dell'anno prima), mentre Anima per l'intero 2022 ha avuto una raccolta netta nel gestito pari a 1,6 miliardi rispetto ai 6 del 2021. E' probabile che un ruolo importante l'abbiano giocato, in entrambi i casi, i Pac, che fidelizzano molto il client.
Per avere i dati complessivi di sistema bisognerà aspettare un po di più, ma tutto sommato, non è andata nemmeno male: il saldo continua ad avere il segno più, che in un anno orribile per i mercati - e per le obbligazioni in particolare - non è banale. In passato, nei momenti di così grande turbolenza hanno prevalzo le vendite e la raccolta netta è stata anche pesantemente negativa.
La crisi dei mercati - praticamente di tutti i mercati - ha avuto impatti anche sulle quotazioni delle società del settore a Piazza Affari: in un anno Anima ha perso il 15,19%, Banca Generali il 14,5%, Azimut il 13,5% e Banca Mediolanum l'8,42%, contro una perdita dell'indice Ftse Mib di poco superiore al 10%; unica eccezione, Finecobank, che ha guadagnato quasi il 5%. "Il settore ha registrato un forte de-rating negli ultimi 12 mesi a causa della debolezza del mercato e preoccupazioni sull`andamento della raccolta netta, e tratta ora a 11.5 volte il P/E da 14 volte di inizio 2022 e sotto la media storica di 13x", ha commentato Equita nella sua analisi sulle società di asset gatherer (cioè che uniscono le fabbriche prodotto alla consulenza e alla distribuzione) quotate.
E per il 2023? Chiunque abbia pratica del settore sa che molto dipende da come andranno i mercati: più c'è volatilità e più c'è nervosismo tra i risparmiatori e ritrosia a investire. E, per la stessa ragione, vanno meglio quelle società che premono molto l'acceleratore sulla consulenza al cliente. "La qualità diventa sempre più discriminante - sostiene Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali - . Le società di risparmio gestito potrebbero risentire di una perdita di fiducia dei risparmiatori a seguito delle performance negative in un anno così difficile, mentre per gli asset gatherer, cioè reti di consulenza finanziaria, i numeri saranno ancora molto forti, grazie ad un’offerta più diversificata e sofisticata. Per questo settore possiamo aspettarci numeri in linea con gli ultimi anni, nell’ordine dei 50/60 miliardi".
Rispetto a ottobre scorso, la parte finale del 2022 sembra abbia già riportato qualche segnale di migliroamento sul fronte della raccolta, anche a livello internazionale: ad esempio secondo Morningstar a livello europeo i fondi a medio-lungo termine hanno fatto registrare flussi netti per 28,6 miliardi, dopo sei mesi di riscatti. E la prima settimana di gennaio ha avuto buone performance per Borse e bond; un buon viatico, anche se si tratta ancora delle primissime battute. "Sono positivo sul risparmio gestito - conferma Fausto Artoni, gestore di Impact sgr - c'è molta liquidità in giro e buoni rendimenti: i tassi di interesse elevati hanno già fatto i loro danni, ora si tratta di ricostruire i portafogli. Complessivamente credo che sarà un anno mediamente migliore, anche sul fronte della raccolta".
"Per le società specializzate sono comunque positivo - conferma Alberto Villa, capo della ricerca di Intermonte - perché c'è richiesta di consulenza. L'incognita è l'inflazione, che riduce i risparmi a disposizione per gli investimenti. Però a livello di performance il 2023 dovrebbe essere migliore di quello appena passato". Se le aspettative degli esperti sono complessivamente buone, anche l'attenzione dei big del settore è alta: le speculazioni sui futuri assetti di Banca Generali, l'interesse espllicito di Mediobanca per il comparto del wealth management, l'alleanza appena annunciata tra Azimut e Unicredit la dicono lunga sul fatto che le banche considerano il risparmio degli italiani ancora un'ottima miniera per fare business. Anche se i ribassi dei mesi scorsi hanno tagliato le commissioni e ridotto i flussi di sottoscrizione, una battuta d'arresto non segna un'inversione di tendeza, è il ragionamento. E i 1.200 miliardi di liquidità ancora sui conti correnti fanno gola.