La rivincita di Mister prezzi che avrà poteri più ampi: “Qua siamo in quattro...”
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaAlla fine, almeno per ora, non arriva un commissario anti-aumenti, un generale Figliuolo in versione lotta ai rincari. Ma la trincea sguarnita del comitato per la sorveglianza delle tariffe sarà dotata di nuovi poteri. Il consiglio dei ministri decide di affidare a Mister prezzi, al secolo Benedetto Mineo, anche compiti sanzionatori. Colmando una lacuna che aveva fatto accedere i riflettori su una struttura, quella del Garante, con le arme spuntate. Sono state ore lunghe e difficili per Mineo, grand commis di lunga esperienza, che si è trovato sulle spalle d'improvviso un peso più grande di lui. In prima linea contro l'impennata del costo della benzina e le speculazioni. Ma con un organico ridotto e con compiti limitati perché così prevedeva la legge del 2007 - governo Prodi - che ha istituito quest'organismo, norme poi riviste l'anno scorso. "Abbiamo fatto il massimo, considerato che siamo in tutto quattro e non possiamo andare …
Alla fine, almeno per ora, non arriva un commissario anti-aumenti, un generale Figliuolo in versione lotta ai rincari. Ma la trincea sguarnita del comitato per la sorveglianza delle tariffe sarà dotata di nuovi poteri. Il consiglio dei ministri decide di affidare a Mister prezzi, al secolo Benedetto Mineo, anche compiti sanzionatori. Colmando una lacuna che aveva fatto accedere i riflettori su una struttura, quella del Garante, con le arme spuntate. Sono state ore lunghe e difficili per Mineo, grand commis di lunga esperienza, che si è trovato sulle spalle d'improvviso un peso più grande di lui. In prima linea contro l'impennata del costo della benzina e le speculazioni. Ma con un organico ridotto e con compiti limitati perché così prevedeva la legge del 2007 - governo Prodi - che ha istituito quest'organismo, norme poi riviste l'anno scorso. "Abbiamo fatto il massimo, considerato che siamo in tutto quattro e non possiamo andare oltre le competenze che ci sono state assegnate", raccontava ieri a chi gli è vicino.
Perché ufficialmente Mineo non parla, come nel costume di un dirigente che ha attraversato diverse stagioni politiche: Mister prezzi è figlio di un dirigente siciliano della Dc, ed è cresciuto professionalmente nell'isola, sotto l'amministrazione di Totò Cuffaro. Un robusto rapporto con l'ex presidente di Equitalia Attilio Befera accompagna la seconda parte di una carriera folgorante che lo porterà al ruolo di ad della società pubblica meno amata dai contribuenti. È Renzi, nel 2015, a sostituirlo con Ernesto Ruffini. Ma nel frattempo Mineo si è conquistato la stima di Giancarlo Giorgetti, conosciuto ai tempi in cui il leghista era presidente della commissione Bilancio della Camera. È Giorgetti a spingere perché nel 2018 Mineo venga nominato direttore delle Dogane, poi segretario generale del Mise: nel gennaio scorso un "regalo" che ha presto l'aspetto di una rogna. "Dopo anni di deflazione ho dovuto affrontare il periodo dell'aumento dei prezzi", dice agli amici che lo hanno sentito. Senza mai lamentarsi, ma non nascondando le difficoltà della struttura che dirige. Già una legge, voluta da Giorgetti, aveva ampliato i poteri dell'ufficio del garante: c'è un nuovo direttore, Massimo Greco, che però non ha ancora potuto espletare i concorsi per rinfoltire l'ufficio. Il ministro per le imprese e il Made in Italy Adolfo Urso, nel frattempo, ha chiesto a Mineo di intensificare il monitoraggio sui prezzi praticati dei distributori. Un lavoro che si sta svolgendo in raccordo con la Guardia di Finanze. Il Garante ha mandato un appunto in consiglio dei ministri, in cui si fa notare che, almeno nei self service, le tariffe non sono aumentare di molto: fra uno e due centesimi nella settimana fra il 2 e il 9 gennaio. Ciò, evidentemente, non ha impedito fenomeni di speculazione: e per questo il cdm ieri ha messo sul tavolo le norme a favore di una maggiore trasparenza nel mercato dei carburanti.
Nel frattempo ecco i nuovi poteri per il Garante. Che, a differenza di quanto si vociferava, non sarà sostituito. "Io non so nulla del mio futuro, non dipende da me", ripeteva ieri Mineo ai suoi collaboratori. Dicendosi comunque pronto a tornare al "solo" compito di segretario generale del Mise. Ma per il burocrate stimato da Giorgetti, si apprende da fonte governativa, c'è invece conferma la conferma nei panni di Mister prezzi. Ancora lì, in un fortino non esattamente munuto, a combattere le tariffe impazzite.