Nomine, Ruffini confermato all'Agenzia delle Entrate. Alle Dogane salta Minenna, arriva Roberto Alesse
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Tre nomi, due conferme e una new entry, arrivano sul tavolo del Consiglio dei ministri nel tardo pomeriggio di martedì. Sono quelli dei vertici delle Agenzie fiscali. Nella lista che il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti presenta alla riunione figura la conferma di Ernesto Maria Ruffini all'Agenzia delle Entrate, ma anche quella di Alessandra Dal Verme al Demanio. Finisce invece la stagione di Marcello Minenna alle Dogane: al suo posto arriverà Roberto Alesse, capo di gabinetto del ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci, già direttore generale della presidenza del Consiglio e presidente dell'Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali.
ROMA - Tre nomi, due conferme e una new entry, arrivano sul tavolo del Consiglio dei ministri nel tardo pomeriggio di martedì. Sono quelli dei vertici delle Agenzie fiscali. Nella lista che il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti presenta alla riunione figura la conferma di Ernesto Maria Ruffini all'Agenzia delle Entrate, ma anche quella di Alessandra Dal Verme al Demanio. Finisce invece la stagione di Marcello Minenna alle Dogane: al suo posto arriverà Roberto Alesse, capo di gabinetto del ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci, già direttore generale della presidenza del Consiglio e presidente dell'Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali.
La sostituzione di Minenna all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rientra nello spoils system già avviato dal governo con il cambio all'Agenzia italiana del farmaco, dove non è stato confermato il direttore generale Nicola Magrini. L'esecutivo ha tempo fino al 24 gennaio (90 giorni dalla fiducia) per confermare o sostituire i vertici della Pubblica amministrazione e nei prossimi giorni non sono esclusi nuovi avvicendamenti. Balla, tra le altre, la poltrona del direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera.
Intanto le prime indicazioni che arrivano dal Tesoro premiano il lavoro di Ruffini alle Entrate. La traccia della continuità si allunga: nel 2015 fu Matteo Renzi a volerlo come amministratore delegato di Equitalia; due anni dopo, nel 2017, il governo Gentiloni lo nominò Direttore dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, l'ex Equitalia, dove è rimasto fino al 2018. Designato nuovamente Direttore delle Entrate nel 2020 dal governo Conte II, è stato poi confermato l'anno dopo dall'esecutivo guidato da Mario Draghi. Sulla conferma di Ruffini c'è unanimità nella maggioranza; è un profilo molto apprezzato dal Quirinale, oltre che dal Pd e dai renziani. Tra i risultati spiccano quelli sulla lotta all'evasione fiscale: nel 2017 l'attività di recupero dell'Agenzia delle Entrate ha riportato nelle casse dello Stato la cifra record di 20,1 miliardi, il 5,8% in più rispetto all'anno precedente. L'evasione fiscale e contributiva è scesa per la prima volta sotto i 100 miliardi. Sempre ai risultati guarda la conferma di Dal Verme, cognata di Gentiloni, al Demanio. C'è chi, tra le fila di Fratelli d'Italia, ha spinto fino all'ultimo per sostituirla: un'ipotesi circolata nelle ultime settimane la voleva alla Ragioneria generale dello Stato, ma i rapporti non idilliaci con il Ragioniere Biagio Mazzotta hanno consigliato di non archiviare in anticipo il mandato che scade il 20 maggio del 2024.
Non bastano invece i risultati a Minenna per essere riconfermato. Nell'ultimo triennio, gli introiti dell'erario legate alle attività dell'Agenzia dei Monopoli e delle Dogane sono aumentati da 59 a 84 miliardi, triplicati i sequestri di merce contraffatte, centuplicati i sequestri di droga nei porti. A prevalere, però, sono le ragioni dello spoils system. Per la premier, spiegano le stesse fonti, è un profilo troppo legato a chi l'ha nominato la prima volta, cioè i 5 Stelle (Minenna è stato poi confermato dal governo Draghi). Al suo posto Alesse, suo fedelissimo, un passato vicino a Gianfranco Fini e già capo dell'ufficio legislativo del gruppo di Alleanza nazionale alla Camera.