Caro benzina, Meloni frena gli alleati: "Ripristinare le accise è stata una scelta di tutti"
di Tommaso Ciriaco , Giuseppe Colombo , di Tommaso Ciriaco, Giuseppe ColomboROMA - Si ferma un attimo, poi con un’occhiata Giorgia Meloni scruta il tavolone circolare del Consiglio dei ministri: "Con la legge di bilancio abbiamo deciso di reintrodurre le accise. E con quelle risorse abbiamo aiutato le fasce più deboli. Rivendico la scelta. Credo che nessuno di voi la voglia rinnegare, vero?". È il segnale: la premier chiede, anzi pretende dai suoi ministri compattezza. Invoca condivisione. Non vuole fughe in avanti, non accetterà smarcamenti. È molto irritata con chi, nella Lega e in Forza Italia, ha messo in discussione nelle ultime ore la linea del governo. Sconfessa di fatto i distinguo blandi di Matteo Salvini, critica gli azzurri che avevano chiesto apertamente di ragionare su nuovi sostegni agli automobilisti colpiti dal caro carburante. E manda a tutti un messaggio: "Andiamo avanti con quanto deciso, i rialzi sono frutto di una dinamica speculativa. Io intendo frenarla".
Sono ore di duro…
ROMA - Si ferma un attimo, poi con un’occhiata Giorgia Meloni scruta il tavolone circolare del Consiglio dei ministri: "Con la legge di bilancio abbiamo deciso di reintrodurre le accise. E con quelle risorse abbiamo aiutato le fasce più deboli. Rivendico la scelta. Credo che nessuno di voi la voglia rinnegare, vero?". È il segnale: la premier chiede, anzi pretende dai suoi ministri compattezza. Invoca condivisione. Non vuole fughe in avanti, non accetterà smarcamenti. È molto irritata con chi, nella Lega e in Forza Italia, ha messo in discussione nelle ultime ore la linea del governo. Sconfessa di fatto i distinguo blandi di Matteo Salvini, critica gli azzurri che avevano chiesto apertamente di ragionare su nuovi sostegni agli automobilisti colpiti dal caro carburante. E manda a tutti un messaggio: "Andiamo avanti con quanto deciso, i rialzi sono frutto di una dinamica speculativa. Io intendo frenarla".
Sono ore di duro scontro, nella maggioranza. Di tensione sotterranea che ogni tanto tracima, per poi tornare nell’ombra. Certo è che la leader è "preoccupata", lo ammette durante la riunione. Preoccupata e infuriata per le voci dissonanti nel centrodestra, capaci solo di destabilizzare l’ambiente. "E poi ho letto cose non vere. Dobbiamo portare avanti una comunicazione corretta con i cittadini, mi dovete aiutare a farlo. Spiegare come si compone il prezzo dei carburanti, chiarire che il prezzo è comunque inferiore a quello della primavera 2022 e che c’è chi prova ad approfittarsene con la speculazione". Al suo fianco, annuisce Giancarlo Giorgetti. È lui a portare il caso di alcune isole in cui ci sono pochissime pompe di benzina - una sola a Vulcano, ad esempio - e il prezzo vola in alto: "Ma questo non significa che è c’è un’impennata fuori controllo in tutta Italia". Il leghista illustra nel dettaglio cosa intende fare l’esecutivo per contrastare i presunti speculatori e racconta ai colleghi dei consigli ricevuti nel pomeriggio dagli esperti della Guardia di Finanza. Poi rassicura prevedendo comunque nel prossimo futuro una "stabilizzazione dei prezzi".
Eppure, il Consiglio dei ministri è solo la coda di un dibattito caotico che ha monopolizzato gli ultimi giorni. La linea dura di Meloni - la stessa dettata pubblicamente da un falco dell’esecutivo come il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari - prende infatti forma e si rafforza dopo dubbi e riflessioni, angosce e tentennamenti. Durante i quali la maggioranza sbanda. Per Silvio Berlusconi, ad esempio, non ci sono dubbi: "Benzina, caselli autostradali e bollette fanno inc… la gente - va ripetendo da giorni il Cavaliere a tutti i suoi interlocutori - e noi non possiamo permettercelo". Anche Salvini teme ripercussioni elettorali al Nord, a ridosso delle elezioni regionali lombarde. E pure dentro Fratelli d’Italia si insinua per alcune ore il dubbio di aver sbagliato tutto, se un ministro come Luca Ciriani va in tv e a poche ore dal consiglio dei ministri sostiene di non poter escludere in futuro un intervento sulle accise, se i conti lo consentiranno. Il pressing sembra sortire qualche effetto. Tra lunedì pomeriggio e martedì mattina, infatti, anche a Palazzo Chigi si valuta ogni scenario. Anche il più estremo, vale a dire un decreto con il taglio delle accise. Si individua anche una finestra, quella di giovedì 12 gennaio, per convocare un secondo consiglio dei ministri e tagliare il costo dei carburanti di 18 centesimi, ripristinando il regime in vigore nell’ultima fase dell’esecutivo Draghi.