Benzina, la Finanza prepara la lotta al contrabbando
di Giuliano Foschini , di Giuliano FoschiniROMA - L’indicazione è arrivata nel pomeriggio di ieri: “Intensificare ulteriormente i controlli” e “preparare report settimanali” per dar conto del tipo di interventi e soprattutto dei risultati.
La Guardia di Finanza sta preparando la strategia per fronteggiare il caro benzina. Un piano — in realtà attivo già da mesi ma che, appunto, su indicazione del comandante generale Giuseppe Zafarana, conoscerà un’intensificazione — che si muoverà su due direttrici: da un lato quello della “strada” sul quale però si potrà ottenere sicuramente più trasparenza, rigore, ma non risposte risolutive.
La montagna di denaro
A differenza di quello …
ROMA - L’indicazione è arrivata nel pomeriggio di ieri: “Intensificare ulteriormente i controlli” e “preparare report settimanali” per dar conto del tipo di interventi e soprattutto dei risultati.
La Guardia di Finanza sta preparando la strategia per fronteggiare il caro benzina. Un piano — in realtà attivo già da mesi ma che, appunto, su indicazione del comandante generale Giuseppe Zafarana, conoscerà un’intensificazione — che si muoverà su due direttrici: da un lato quello della “strada” sul quale però si potrà ottenere sicuramente più trasparenza, rigore, ma non risposte risolutive.
La montagna di denaro
A differenza di quello che invece potrebbe succedere sul lavoro impostato sulla “prima fascia” e che mira principalmente a due obiettivi: evitare la speculazione del prezzo da parte delle petrolifere e soprattutto recuperare quella montagna di denaro che ogni anno viene evaso con le frodi all’Iva e sulle accise dalla benzina di contrabbando che viene immessa sul mercato.
La stima è enorme: 15 miliardi di euro ogni anno, che significano circa 300 milioni di litri di benzina e tre miliardi di gasolio.
Il crimine organizzato
Numeri che documentano il perché il contrabbando di benzina è uno dei principali business sul quale ha investito la criminalità organizzata che, si legge in una delle ultime informative della Finanza, «reimpiega i proventi illeciti nell’acquisizione di depositi di stoccaggio o impianti di distribuzione stradale» e «realizza ulteriori ingenti profitti grazie all’evasione dell’Iva e delle accise immettendo sul mercato carburanti a prezzi estremamente concorrenziali».
«Il rischio di infiltrazione nel settore — notano le Fiamme gialle — è aggravato dalla crisi economica in atto, con la conseguenza che gli imprenditori onesti potrebbero cedere le proprie attività commerciali anche a soggetti privi di specifiche competenze ma dotati di ingenti capitali da investire».
Oli lubrificanti
«Negli ultimi anni si è registrato un incremento dei traffici di prodotti energetici dall’Est Europa» spiegano ancora. «Si tratta di miscele idrocarburiche classificate, sotto il profilo merceologico, come oli lubrificanti, ma con caratteristiche simili a quelle del normale gasolio con il vantaggio di essere tax free».
I reati su cui sono state disposte le indagini sono il “rialzo e ribasso fraudolento di prezzi” e ancora “manovre speculative sulle merci”.
Occhio alle giacenze
Per questo le Fiamme gialle hanno chiesto ai vari reparti di «rivolgere particolare attenzione alla determinazione delle giacenze fisiche e contabili di prodotti energetici usati come carburanti» in modo da «riscontrare la presenza di eventuali giacenze di prodotto eccedenti le capacità di stoccaggio autorizzate, soprattutto all’approssimarsi delle rimodulazioni delle aliquote temporanee di accisa».
Nel mirino è finito chi ha comprato con un’accisa più bassa e che potrebbe rivendere, mentendo sulle giacenze di carburante, la benzina con una tassa più alta incassando così la differenza.