Torna il forum di Davos con un'edizione da record. Ma il governo italiano lo snobba
di Giuseppe Colombo , Andrea Greco , di Giuseppe Colombo, Andrea GrecoROMA - Il World Economic Forum torna all’edizione invernale e sarà da record, con oltre 2.700 leader in arrivo dal mondo, tra capi di Stato (52), ministri (379), capiazienda (600), economisti e altri protagonisti pubblici e privati. Si confronteranno sull’esigenza di “Collaborare in un mondo frammentato, per risolvere le crisi odierne e indirizzare le sfide future”.
Ma il contributo italiano al 53° appuntamento sui Grigioni è sparuto. Specie dal governo, dove presenzierà solo il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. Eppure a Davos sono in programma decine di panel, non solo i due che riguardano l'istruzione, e gli inviti sono arrivati anche a Matteo Salvini, Antonio Tajani e Gilberto Pichetto Fratin. Oltre a Valditara, però, quasi nessun altro ha inserito l'appuntamento in agenda.
L'unico che l'aveva fatto era stato il titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti, che negli scorsi …
ROMA - Il World Economic Forum torna all’edizione invernale e sarà da record, con oltre 2.700 leader in arrivo dal mondo, tra capi di Stato (52), ministri (379), capiazienda (600), economisti e altri protagonisti pubblici e privati. Si confronteranno sull’esigenza di “Collaborare in un mondo frammentato, per risolvere le crisi odierne e indirizzare le sfide future”.
Ma il contributo italiano al 53° appuntamento sui Grigioni è sparuto. Specie dal governo, dove presenzierà solo il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. Eppure a Davos sono in programma decine di panel, non solo i due che riguardano l'istruzione, e gli inviti sono arrivati anche a Matteo Salvini, Antonio Tajani e Gilberto Pichetto Fratin. Oltre a Valditara, però, quasi nessun altro ha inserito l'appuntamento in agenda.
L'unico che l'aveva fatto era stato il titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti, che negli scorsi giorni aveva confermato la sua presenza agli organizzatori, ma ieri ha annullato il viaggio per "sopraggiunti e coincidenti impegni": all'Eurogruppo e all'Ecofin, in programma lunedì e martedì a Bruxelles, proprio nei giorni in cui parte il Wef, si sono aggiunti anche il Consiglio di Difesa e il Copasir.
Fin qui i ministri. C'è però un'assenza che si farà notare ancora di più: quella di Giorgia Meloni. I suoi predecessori a Palazzo Chigi, da Paolo Gentiloni a Giuseppe Conte, non hanno mai rinunciato all'evento economico-finanziario dell'anno.
Dietro il gran rifiuto del governo di centrodestra a Davos c'è quella che dentro Fratelli d'Italia, il partito della premier, più di qualcuno chiama "un'allergia" ad alcuni ambienti. I recenti attacchi alla Banca centrale europea, che sarà presente con la presidente Christine Lagarde, hanno già messo in evidenza un malessere che non è confinato alla contestazione delle politiche sui tassi di interesse dell'Eurotower, ma che si estende al mondo della finanza internazionale.
Un esponente di spicco di FdI la mette giù così: "Davos è diventato un ambiente degradato". C'è un'immagine ancora più esplicativa che rende bene il senso del ragionamento: edizione 2017 del World Economic Forum. Davanti a una platea di tremila partecipanti parla il presidente cinese Xi Jinping: "È vero - dice - che la globalizzazione ha creato nuovi problemi, ma questa non è una giustificazione per cancellarla, quanto piuttosto per adattarla". Ovazione.
"È in quel momento - spiega il rappresentante di Fratelli d'Italia - che a destra abbiamo capito perchè Davos era diventato un luogo superato, tutti quelli che hanno applaudito non avevano capito la minaccia che stava arrivando dalla Cina". Parole che riflettono una visione sovranista chiusa nelle questioni nazionali, poco aperta alle dinamiche e alle regole della finanza internazionale.
Il governo italiano sarà rappresentato soltanto da Valditara, ma intanto dopo tre anni di rinvii a causa del Covid e la sessione primaverile minore del 2022, per il Wef si annuncia un ritorno in grande stile. Forse perché i leader vogliono tornare a incontrarsi. O anche, ha detto il fondatore e presidente del forum, Klaus Schwab, perché “una fattiva collaborazione tra i governi e il business non è mai stata tanto importante come ora, per sciogliere alla radice i nodi politici, economici, sociali che aumentano la frammentazione nel mondo”.
Le sfide poste da recessione, sanità post-pandemia, guerra e crisi energetica sono i temi forti dell’agenda, 91 pagine di incontri ininterrotti da lunedì 16 a venerdì 20. E sono già scattate le consuete misure di sicurezza, anche per accogliere una delegazione ucraina che potrebbe comprendere il presidente Volodymyr Zelensky (ovviamente non confermato).
Tra gli ospiti c’è parecchio “mondo nuovo” rispetto al 2020: Asia, Africa, alfieri della sostenibilità ambientale e sociale. Ma anche l’Europa schiera i suoi leader: la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il vice Valdis Dombrovskis, la presidente del parlamento Roberta Metsola, i commissari Gentiloni (Affari economici), Hahn (Bilancio), Simson (Energia), la presidente Bce Christine Lagarde a confronto con la presidente del Fmi, Kristalina Georgieva. La Germania sarà in forze con il cancelliere Scholz e il suo vice Habeck, il presidente della Bundesbank, e il ministro delle Finanze Lindner, la Francia avrà sei ministri fra cui Le Maire (Economia). Per gli Usa delegazione mirata, con la rappresentante per il commercio Katherine Tai (anche l’omologo cinese è atteso). Il Brasile manderà la ministra Silva, che promette di riprendere la lotta alla deforestazione e parlerà con l’inviato Usa per il clima Kerry. Anche i vertici di governo di Polonia e dei Paesi Baltici ci saranno, e la loro diffidenza verso Mosca, assente e non invitata come l’Iran. Tra le multinazionali sono prenotati i big di Amazon, Intel e Microsoft, i banchieri d’affari di Goldman Sachs e Jp Morgan, il leader del gestore Usa Blackrock, Larry Fink. Una dozzina gli operatori italiani attesi: Paolo Dal Cin di Accenture, Paolo Merloni di Ariston, Michele Crisostomo e Francesco Starace di Enel, Lucia Calvosa di Eni, Mario Moretti Polegato di Geox, Andrea Illy di Illycaffè, Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, Nerio Alessandri e Erica Alessandri di Technogym, Andrea Orcel e Pier Carlo Padoan di Unicredit, Matteo Laterza di Unipol.