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Benzina, Uggè (autotrasportatori): "La speculazione non è al distributore, ma è colpa dei grossisti"

(ansa)
Il presidente di Conftrasporto sulle misure adottate dal Cdm: "Servono i controlli, diversamente non saranno efficaci". E sul rischio di rincari: "Il gasolio incide solo per una piccola frazione del costo finale della merce, no a sensazionalismi"
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MILANO - "Il problema non è tanto la singola pompa che mette il gasolio sopra la media. Ma i furbi che giocano sugli stoccaggi, lucrano sulle differenze tra quanto corrisposto e poi richiesto al consumatore. O la nave che vende il suo carico ancor prima di esser arrivata in porto e alimenta il mercato della speculazione. Si tratta di grandi realtà più che piccoli benzinai". Paolo Uggè è il presidente di Conftrasporto Confcommercio. Dal suo osservatorio il problema del caro-benzina è una questione di maggiori controlli. "Le iniziative appena annunciate dal governo possono esser positive", dice.

Pubblicare il prezzo giornaliero aiuterà?

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MILANO - "Il problema non è tanto la singola pompa che mette il gasolio sopra la media. Ma i furbi che giocano sugli stoccaggi, lucrano sulle differenze tra quanto corrisposto e poi richiesto al consumatore. O la nave che vende il suo carico ancor prima di esser arrivata in porto e alimenta il mercato della speculazione. Si tratta di grandi realtà più che piccoli benzinai". Paolo Uggè è il presidente di Conftrasporto Confcommercio. Dal suo osservatorio il problema del caro-benzina è una questione di maggiori controlli. "Le iniziative appena annunciate dal governo possono esser positive", dice.

Pubblicare il prezzo giornaliero aiuterà?

Può essere efficace, o almeno questo è accaduto quando Bersani impose la cartellonistica trasparente sulle tratte autostradali. Ma quel che fa la differenza saranno i controlli: se non saranno efficaci, con sanzioni severe, non servirà a nulla.

Il tetto al prezzo in autostrada è praticabile? 

Il meccanismo deve esser costruito sentendo tutte le parti. Se verrà messo a terra coinvolgendo concessionari autostradali e distributori, potrà esser d'aiuto. 

Tornare a tagliare le accise sarebbe meglio?

Sono mesi complicati anche per i governi, tra le molte emergenze. Ci rendiamo conto che trovare quei soldi non è facile. Piuttosto vorremmo che si rendessero finalmente utilizzabili i 285 milioni, che già sono stati stanziati tra decreto Aiuti e Manvora, per il settore dell'autotrasporto: siamo ancora in attesa dei provvedimenti di spesa. Questo ci consentirebbe di dare sollievo alle imprese.

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I dati del ministero dicono che gli aumenti medi dei carburanti sono stati in linea col ritorno delle accise. Ma c'è preoccupazione per l'effetto inflattivo...

La questione è strutturale. Abbiamo una rete di distribuzione dei carburanti con migliaia di punti in eccesso. Questo crea un mercato schizofrenico, poco efficiente. E' un po' come la questione di tassisti e Ncc: serve un indirizzo chiaro dal governo, che metta tutti al tavolo e trovi una soluzione ai problemi. Per anni non c'è stata la forza e la competenza per darlo.

La Coldiretti dice che i rincari del carburante peseranno anche sulla tavola, l'88% delle merci viaggia su gomma. E che il costo medio chilometrico del trasporto pesante da noi è 1,12 euro al chilometro, in Francia e Germania 1,08 e 1,04...

Ogni tanto si punta al sensazionalismo. L'80% delle merci viaggia per meno di 250 chilometri stradali. Certo, ci sono alcuni ambiti - come senz'altro l'alimentare - con carichi che vanno diretti da Sud a Nord. Ma su un trasporto da 300 quintali di merce, quanto può spostare il rincaro del gasolio? Questo pesa per il 28-30% del costo complessivo di trasporto, che a sua volta è il 6-7% del costo della merce: l'effetto di una salita del prezzo del gasolio sul singolo pomodoro o pacco di pasta non sarà così devastante. Quanto al costo chilometrico, è vero che paghiamo anche il ritardo infrastrutturale coi competitor europei. Certo, abbiamo un territorio bellissimo e più complesso. Ma se avessimo un livello di accessibilità paragonabile al resto d'Europa, il Pil salirebbe di 20-30 miliardi.