ROMA - Dopo il pasticcio, il tentativo di rimediare. Riciclando una misura del 2007, copyright governo Prodi. E dopo aver promesso la mano pesante contro la “possibile” speculazione e un tetto al prezzo della benzina sulle autostrade, arriva un decreto decisamente più morbido. Anche perché la speculazione, intanto, è stata rinnegata. E perché, nel frattempo, il governo si è rammentato delle regole della concorrenza e quindi via il tetto. Così, dopo cinque giorni di retromarce, testi riscritti, due riunioni del Consiglio dei ministri e un tavolo con i sindacati, Giorgia Meloni mette un punto all’operazione trasparenza sui carburanti.
ROMA - Dopo il pasticcio, il tentativo di rimediare. Riciclando una misura del 2007, copyright governo Prodi. E dopo aver promesso la mano pesante contro la “possibile” speculazione e un tetto al prezzo della benzina sulle autostrade, arriva un decreto decisamente più morbido. Anche perché la speculazione, intanto, è stata rinnegata. E perché, nel frattempo, il governo si è rammentato delle regole della concorrenza e quindi via il tetto. Così, dopo cinque giorni di retromarce, testi riscritti, due riunioni del Consiglio dei ministri e un tavolo con i sindacati, Giorgia Meloni mette un punto all’operazione trasparenza sui carburanti.
L’accisa mobile
Le imposte sulla benzina si riducono in maniera proporzionale all’aumento dei prezzi, grazie alle maggiori entrate dell’Iva. Il principio dell’accisa mobile risale a sedici anni fa, il governo lo rispolvera e aggiunge delle modifiche. Meno paletti per attivare tempestivamente lo scudo contro eventuali nuovi rincari, ma anche un assetto che permette alla premier di non sconfessare completamente la decisione di spostare le risorse dalle accise alle bollette. Il taglio delle tasse sui carburanti, infatti, non sarà automatico. Il governo deciderà se procedere solo se il prezzo medio registrato dal greggio nel bimestre precedente supererà quello indicato nell’ultimo Documento di economia e finanza (87,6 dollari al barile, 80,7 euro con il tasso di cambio di ieri). È dal 20 novembre che il Brent è sotto gli 87,6 dollari al barile. Tradotto in prezzo, la soglia psicologica che si è dato il governo è quella dei 2 euro per un litro di benzina in modalità self. La nuova accisa mobile, tuttavia, potrà scattare più facilmente perchè basterà un semplice aumento, anche minimo, mentre oggi è prevista una percentuale di incremento di almeno il 2%. Si dovrà tenere conto anche di un’eventuale diminuzione del prezzo nel quadrimestre precedente all’intervento.
Il doppio prezzo dal benzinaio
I gestori dei distributori, in città e sulle autostrade, dovranno esporre un cartello con il prezzo praticato e con quello medio, calcolato su base regionale. L’obbligo scatterà entro 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto del ministero delle Imprese che fisserà la frequenza, le modalità e la tempistica delle comunicazioni dei prezzi.
Le sanzioni
Multe da 500 a seimila euro per chi non comunicherà il prezzo al ministero e non esporrà il doppio listino. Alla terza violazione scatterà la sospensione dell’attività, da 7 a 90 giorni. Gli accertamenti saranno affidati alla Guardia di Finanza, le multe al prefetto.
I bonus
Ritorna il bonus trasporti da 60 euro per l’abbonamento di metro, bus, tram e treni. Rispetto a quello introdotto dal governo Draghi, però, il bonus sarà riservato solo a chi ha un reddito fino a 20 mila euro, non più fino a 35 mila. Altri bonus, quelli per l’acquisto dei carburanti, fino a 200 euro, potranno essere dati dai datori di lavoro ai dipendenti senza concorrere alla formazione del reddito dei lavoratori. La misura sarà valida per tutto l’anno.
Mister Prezzi
Sarà una Commissione di “allerta rapida” ad affiancare Mister Prezzi, il Garante per la sorveglianza dei prezzi. Se dal lavoro della Commissione emergeranno fenomeni speculativi, il Garante informerà il ministero delle Imprese e poi il governo per l’adozione di misure correttive o “ogni altra iniziativa ritenuta opportuna”.
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