Economia

Mes, ottimismo di Gentiloni e Dombrovskis sulla ratifica dell'Italia: "Pare esserci qualche progresso"

Il commissario all'Economia, Paolo Gentiloni
Il commissario all'Economia, Paolo Gentiloni (ansa)
L'approvazione delle modifiche al fondo salva-Stati è utile al governo anche per giocare la partita della revisione del Pnrr. Giorgetti all'Eurogruppo: "Rivedere aiuti di Stato"
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MILANO - Dopo le barricate del gverno sul Meccanismo europeo di stabilità, ora anche a Bruxelles ci si aspetta che l'Italia corra verso l'approvazione del Mes. Il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, si è detto "fiducioso" che tutti i Paesi aderenti al Meccanismo europeo di stabilità (Mes) ratificheranno la revisione del suo regolamento. E il vicepresidente esecutivo della Commissione, Valdis Dombrovskis, a margine dell'Eurogruppo e a domanda specifica ha ulteriormente speso parole di ottimismo: "Pare esserci qualche progresso, quindi speriamo di poter confermare la ratifica" da parte di tutti i membri.

Per Gentiloni è utile "la ratifica da parte anche dell'Italia di un statuto rivisto che serve all'insieme dei Paesi a prescindere dal chi lo utilizzerà e chi invece deciderà di non utilizzarlo". "E' utile per l'esistenza in vita di questo strumento" poi si "può decidere se utilizzare o non utilizzare alcune facilities che il Mes mette a disposizione". "La decisione" sulla ratifica "spetta al governo italiano e vedremo in che termini in che tempi verrà presa".

Come ricostruito da Repubblica, d'altra parte, la partita s'intreccia con la richiesta di modificare il Pnrr. E si annunciano per questo due mesi di fuoco, il lasso di tempo previsto da quando - a inizio febbraio - il RepowerEu, il fondo dedicato agli aiuti sull'energia, verrà definitivamente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Da quel momento, i 27 dovranno comunicare se e come utilizzare i soldi del RepowerEu (finanziato con i soldi non utilizzati del Recovery fund). Al nostro Paese potrebbero essere destinati circa 9 miliardi di euro. Gli interventi dovranno esser incastrati con quelli del Pnrr, e sarebbe quindi l'occasione propizia per rivederne investimenti e obiettivi. Proprio per ottenere il via libera comunitario su questi aspetti, il governo punterebbe a presentarsi al tavolo della concertazione con il via libera sul Mes da usare come carta tattica. Un classico do ut des.

"L'Italia è stata tra i Paesi che circa due anni fa hanno deciso questo emendamento allo statuto del Mes e questo emendamento è utile - ha sottolineato Gentiloni -. Una volta che tutti i Paesi lo avranno ratificato, e sono fiducioso che tutti i Paesi lo faranno, darà strumenti ulteriori al Mes per affrontare eventuali crisi". "La ratifica di un emendamento allo statuto di uno strumento comune, che il Governo italiano ha condiviso già più di due anni fa, è utile in sé".

Su altri aspetti si è invece puntata l'attenzione di Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia, che in una dichiarazione inviata dal Mef ha sottolineato la "necessità di rivedere la politica degli aiuti di Stato che deve diventare meno burocratica e più flessibile". In merito alle sfide di competitività dell'industria europea "forme comuni di finanziamento dei progetti strategici europei sono la corretta risposta", afferma.