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Davos vede la recessione: “Inflazione oltre il picco”. Ma al tavolo l’Italia non c’è

(ansa)

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Al World economic forum anche la first lady ucraina Zelenska. Il segretario di Stato Usa Yellen vedrà il cinese Liu He. Allarme Oxfam sulle diseguaglianze nel nostro Paese: sbagliato eliminare il reddito di cittadinanza
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DAVOS - «Mi sembra noioso». Elon Musk ha annunciato così la decisione di disertare la 53esima edizione del Forum economico mondiale (Wef). Lo ha fatto sul suo nuovo giocattolo, Twitter. Ma in realtà al primo, vero meeting in presenza di Davos dall’inizio della pandemia e della guerra in Ucraina, dove spicca anche l’assenza dei big del governo italiano, i leader della finanza e dell’economia mondiale parleranno fino a venerdì di smottamenti globali e sfide difficili. E non solo perché la recessione sembra ormai inevitabile, anche se l’inflazione sta raggiungendo il picco, come segnalano due terzi degli economisti interpellati dal Wef. O perché le Banche centrali sono strette tra la necessità di imbrigliare l’inflazione alzando i tassi e quella di non aggravare il crollo dell’economia (e alla kermesse è attesa anche una habitué del Forum, la presidente Bce Christine Lagarde).

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DAVOS - «Mi sembra noioso». Elon Musk ha annunciato così la decisione di disertare la 53esima edizione del Forum economico mondiale (Wef). Lo ha fatto sul suo nuovo giocattolo, Twitter. Ma in realtà al primo, vero meeting in presenza di Davos dall’inizio della pandemia e della guerra in Ucraina, dove spicca anche l’assenza dei big del governo italiano, i leader della finanza e dell’economia mondiale parleranno fino a venerdì di smottamenti globali e sfide difficili. E non solo perché la recessione sembra ormai inevitabile, anche se l’inflazione sta raggiungendo il picco, come segnalano due terzi degli economisti interpellati dal Wef. O perché le Banche centrali sono strette tra la necessità di imbrigliare l’inflazione alzando i tassi e quella di non aggravare il crollo dell’economia (e alla kermesse è attesa anche una habitué del Forum, la presidente Bce Christine Lagarde).

L’arrivo oggi di Olena Zelenska, first lady ucraina, è il segnale che sarà la geopolitica a fare la parte da leone in questa edizione del Forum, nonostante l’assenza di quasi tutti i leader del G7, del vecchio «caminetto» dell’Occidente. L’unico che si arrampicherà sulle Alpi svizzere è il cancelliere tedesco Olaf Scholz, inseguito dai partner europei che premono per un via libera ai blindati Leopard. Il cancelliere socialdemocratico, secondo indiscrezioni, proporrà domani, in risposta all’Inflation Reduction Act Usa, un piano di sussidi per produrre batterie e idrogeno verde. E il via libera alla spedizione dei blindati Leopard in Ucraina potrebbe arrivare venerdì al vertice Nato di Ramstein. Ma è inevitabile che anche le medie potenze e la “nuova” Europa, quella dell’Est e dei Balcani, che ha mandato a Davos primi ministri e ricche delegazioni, discuteranno dei nuovi equilibri globali, e anzitutto del ruolo della Cina.

Joe Biden non ci sarà. Ma la segretaria al Tesoro americana Janet Yellen incontrerà il vicepremier cinese Liu He domani a Zurigo. Un incontro che arriva dopo il vertice tra Joe Biden e Xi Jinping a margine del G20 di Bali, e dovrà servire a «scambiare opinioni sugli sviluppi macroeconomici». Oggi Liu parlerà anche al Forum. Nei giorni scorsi un informato articolo del Financial Times raccontava che Pechino ha capito di non poter avere troppi nemici in una volta. Che deve appianare le tensioni con gli Stati Uniti su Taiwan e risolvere il raffreddamento dei rapporti con l’Europa che dopo la pandemia vuole garantirsi un’autarchia produttiva e maggiore autonomia.

Ma gli Usa scontano un “grande freddo” anche con l’Europa, irritata per il protezionistico “Inflation reduction act” e pronta a rispondere con un piano a difesa delle proprie aziende. Probabile che la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ne parli oggi al suo intervento. Sicuramente gli europei ne parleranno con gli americani a microfoni spenti. Tra loro non ci saranno esponenti del governo italiano, assenti al vertice, ma chiamati in causa dalla Ong Oxfam che li accusa di fare poco contro le diseguaglianza e di avere abbandonato una misura di contrasto alla povertà come il reddito di cittadinanza.