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Mes, Giorgetti rassicura la Ue. Ratifica più vicina

(ansa)

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Ma il problema del governo è uscire dall'empasse creata dal voto contrario del Parlamento: dovrà essere la stessa aula a riattivare l'iter di approvazione
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STRASBURGO - Il Mes non può diventare un problema. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non vuole trasformare il Meccanismo europeo di Stabilità in uno scoglio insormontabile. In un “caso” in cui alla fine l’unico danno si rifletterebbe sull’immagine del Paese. E anche sulla sua credibilità all’interno delle istituzioni europee. Durante la riunione dell’Eurogruppo, che si è svolta ieri a Bruxelles, lo ha detto esplicitamente. Soprattutto nei contatti informali avuti a margine della riunione.

L’argomento del resto era stato sollevato prima dal rappresentante tedesco (il ministro titolare era assente) e poi dal Direttor…

STRASBURGO - Il Mes non può diventare un problema. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non vuole trasformare il Meccanismo europeo di Stabilità in uno scoglio insormontabile. In un “caso” in cui alla fine l’unico danno si rifletterebbe sull’immagine del Paese. E anche sulla sua credibilità all’interno delle istituzioni europee. Durante la riunione dell’Eurogruppo, che si è svolta ieri a Bruxelles, lo ha detto esplicitamente. Soprattutto nei contatti informali avuti a margine della riunione.

L’argomento del resto era stato sollevato prima dal rappresentante tedesco (il ministro titolare era assente) e poi dal Direttore generale del Mes Gramegna. Giorgetti nel suo intervento ufficiale ha evitato di esporsi esplicitamente sull’argomento, ma ufficiosamente ha cercato di sminare una questione esplosiva. Il governo italiano, dunque, non vuole mettersi di trasverso. Certo, non si tratta di calendarizzarne l’approvazione in Parlamento in tempi brevi. Palazzo Chigi la vuole legare alle modifiche da apportare al Pnrr e che vanno avallate dalla Commissione e dal Consiglio. Resta il fatto che l’opinione del Tesoro è che ormai il Mes sia uno strumento superato e che difficilmente qualcuno dei 27 attiverà. Quindi è inutile costruire le barricate per fermarne la ratifica. 

Semmai il problema del centrodestra è come uscire dal “cul de sac” creato dalla risoluzione approvata l’autunno scorso dal Parlamento e che impegnava il governo "a non approvare il disegno di legge di ratifica della riforma del Trattato istitutivo del Mes alla luce dello stato dell’arte della procedura di ratifica in altri Stati membri e della relativa incidenza sull’evoluzione del quadro regolatorio europeo". L’idea, insomma, è che nelle prossime settimane Camera e Senato si possano di nuovo preliminarmente esprimere e poi presentare la proposta di ratifica. Una scusa per prendere tempo e evitare un presunto conflitto tra Camere e esecutivo.

"La decisione - ha sottolineato il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni - spetta al governo italiano e vedremo in che termini e in che tempi verrà presa. Due cose sono sicure: la prima è che l’Italia è stata tra i Paesi che circa due anni fa hanno deciso questo emendamento allo statuto del Mes e la seconda è che questo emendamento è utile, quindi una volta che tutti i Paesi l’avranno ratificato, e sono fiducioso che tutti i Paesi lo faranno, darà strumenti ulteriori al Mes per affrontare le attuali crisi".

Anche il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, ha confermato che l’Italia si sta orientando verso una soluzione positiva. "Sembra - ha osservato - che ci siano dei progressi per completare la ratifica del Mes". Una linea confermata dal presidente dell’Eurogruppo Donohoe: "Voglio riconoscere il lavoro in corso su questo argomento importante nel governo italiano". E anche dal direttore generale del Mes Gramegna: "Sono stato in Italia e ho avuto colloqui fruttuosi con il governo, con la premier Meloni. Ora la ratifica è nelle mani del Parlamento. Noi rispettiamo la democrazia italiana".