MILANO - Il governo lavora per ridurre l'Iva al settore delle telcomunicazioni e, sul dossier della rete unica e di Tim,
A dare queste indicazioni è stato il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, in audizione al Senato sulle linee programmatiche nel settore delle comunicazioni.
Sul capitolo dell'eventuale incentivo fiscale, Urso ha riconosciuto che "le imprese nel settore delle telecomunicazioni sono fortemente sotto pressione". Per questa ragione "stiamo verificando con il Ministero dell'Economia, il tema delicato ma importante della riduzione dell'Iva. Secondo le stime del Ministero delle Economie e delle Finanza, il passaggio dal 22% al 10% costerebbe circa 553 milioni di euro che arriverebbero a 784 milioni riducendo l'aliquota al 5%". Coperture sulle quali, proprio con il Tesoro, il titolare del Mimit dice di esser al lavoro "per trovare le necessarie coperture".
Altro dossier caldo, quello di Tim. Ieri si è dimesso Arnaud De Puyfontaine, ceo dei francesi di Vivendi che sono il primo socio della ex Telecom. Una mossa per tenersi maggiormente le mani libere e far valere il proprio peso di socio quasi al 24% in ogni eventuale processo di valorizzazione dei singoli asset di Tim, a cominciare proprio dalla rete su cui potrebbe arrivare un'offerta che i francesi rischiano di ritenere troppo bassa. Domani ci sarà un cda di Tim, mentre il prossimo incontro con il governo è previsto per il 25 gennaio.
Sul tema della rete, "confermo che il governo intende sostenere la realizzazione di una rete di telecomunicazione a guida pubblica a copertura nazionale che consenta al paese di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato", una rete "per la quale siamo aperti alla partecipazione di tutti i soggetti, a partire dai fondi di investimento, che vorranno sposare questo importante e unico progetto di sistema", ha detto Urso a Palazzo Madama. "Nel corso dell'ultimo mese - prosegue Urso - si sono svolti vari incontri al ministero con tutti gli attori coinvolti, per avere una fotografia chiara della situazione e per approfondire gli strumenti che il governo può mettere in campo per sostenere il comparto oggi fortemente sotto pressione delle tlc".
Gli incontri, aggiunge, "proseguono in un clima certamente positivo con tutti gli attori, come confermato positivamente dai mercati che nell'ultimo mese hanno premiato il titolo Telecom Italia con un aumento che qualcuno ha evidenziato essere stato del 25-26% da inizio anno, aumento significativo he rassicura gli azionisti anche i piccoli".