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Msc, allarme bomba su una nave. Ma la polizia trova 2,4 tonnellate di cocaina: nuova spina per il colosso dei container di Aponte

Una nave della flotta Msc, la Anzu, millesima a passare dal CAnale di Panama nel 2017 (reuters)
Il sequestro poco prima di Natale al porto di Anversa. La Bloomberg solleva l'ipotesi di infiltrazioni nella società, la famiglia risponde piccata: "Noi danneggiati"
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LUGANO - L’ennesimo sequestro di droga, effettuato su una portacontainer della compagnia MSC fa scrivere a Bloomberg che la società di navigazione svizzera, controllata dalla famiglia Aponte, di origine napoletana, è infiltrata da una gang di narcotrafficanti.

L’episodio risale al 22 dicembre scorso, al porto di Anversa, dove sul mercantile MSC Lorena la polizia belga ha scoperto 2,4 tonnellate di cocaina. Una vicenda dai contorni sospetti, visto che prima dell’intervento degli agenti era partito un allarme con la segnalazione di una bomba, a bordo della nave. La polizia, di conseguenza, è intervenuta con una perquisizione, rinvenendo la cocaina e arrestando due persone.

L’episodio in question…

LUGANO - L’ennesimo sequestro di droga, effettuato su una portacontainer della compagnia MSC fa scrivere a Bloomberg che la società di navigazione svizzera, controllata dalla famiglia Aponte, di origine napoletana, è infiltrata da una gang di narcotrafficanti.

L’episodio risale al 22 dicembre scorso, al porto di Anversa, dove sul mercantile MSC Lorena la polizia belga ha scoperto 2,4 tonnellate di cocaina. Una vicenda dai contorni sospetti, visto che prima dell’intervento degli agenti era partito un allarme con la segnalazione di una bomba, a bordo della nave. La polizia, di conseguenza, è intervenuta con una perquisizione, rinvenendo la cocaina e arrestando due persone.

L’episodio in questione non è il primo del genere in cui rimane invischiata la compagnia marittima con sede a Ginevra, compagnia che è anche la più importante al mondo per il trasporto delle merci via mare, essendo un gigante che impiega 150 mila dipendenti. Gli armatore Aponte, il cui capofamiglia, l’82 enne Gianluigi, figura al quinto posto tra gli uomini più ricchi della Svizzera, con una fortuna stimata 20 miliardi di franchi, rispondono piccati a quanto sostenuto da Bloomberg, negando qualunque infiltrazione da parte di una gang di narcos.

In realtà si tratterebbe della “Gang dei Balcani”, che utilizzerebbe per i propri traffici dei marittimi montenegrini, molti dei quali lavorano sulle navi MSC. “Queste vicende- fanno sapere gli Aponte -ci creano un pregiudizio finanziario e di reputazione”. Gli Stati Uniti, tuttavia, ritengono che le responsabilità dell’equipaggio ricadano, pure, sugli armatori. Pur considerando che degli indizi non costituiscono una prova, è pur vero che, da 4 anni a questa parte, si sono moltiplicati i sequestri di cocaina sui portacontainer della compagnia ginevrina, che copre le rotte dal Sudamerica, denominate anche “le autostrade della coca”.

Ben 20 tonnellate di polvere bianca sono state sequestrate, sulla MSC Gayanè, nel porto di Filadelfia, il che rischia di comportare, per la compagnia svizzera, 700 milioni di dollari di multa. Altre 1,6 tonnellate sono state trovate sulla MSC Carlotta nel New Jersey, mentre sulla medesima nave la polizia peruviana ne ha rinvenute 2,4 tonnellate. Tutti questi episodi si sono verificati nel 2019.

Lo scorso anno venne pizzicata, nel porto di Genova, la MSC Adelaïde, a bordo della quale furono trovati 450 kg di coca. La nave arrivava dal Brasile e la droga era occultata in sacchi di caffè. Il sequestro di Genova fu contraddistinto da un’appendice tragica, visto che un componente serbo dell’equipaggio venne trovato morto, con la gola tagliata. Sempre lo scorso anno MSC annunciò di aver investito 100 milioni dollari per combattere il traffico di droga. Il sequestro di Anversa sembra dimostrare che, finora, quella strategia non ha sortito effetti.