A Davos è l'ora dei falchi. E i mercati crollano
dalla nostra inviata Tonia Mastrobuoni , dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniLagarde attacca l'enfasi data dalla stampa al rallentamento dell'inflazione e scandisce che "continueremo ad alzare i tassi finché non tornerà al 2%". Anche altri banchieri centrali assicurano che Francoforte non allenterà le strette. Dai verbali emerge che alcuni spingevano per un rialzo da 75 punti. Rutte attacca l'Italia
DAVOS - Sembra una barzelletta. Ci sono un tedesco, un finlandese, un olandese seduti su un palco e la moderatrice chiede "siete preoccupati per la fase restrittiva della Banca centrale europea?" Ovviamente, nessuno fa un plissé. Anzi, persino la presidente francese della Bce Christine Lagarde sembra voler accontentare i tre falchi nella stanza e quelli nascosti nell'uditorio del Forum economico mondiale.
Lagarde comincia dunque il suo intervento con un attacco ai giornalisti che avrebbero riportato con troppa enfasi l'indebolimento recente dell'inflazione e l'opportunità di ripensare la corsa ai rialzi di interesse per non schiacciare la crescita. "L'inflazione è l'obiettivo primario della Bce", precisa. E quella è "sin troppo alta", ripete due volte. Quindi "continueremo ad alzare i tassi finché non tornerà al 2%". Anche perché, ha aggiunto, lo spettro della rece…
DAVOS - Sembra una barzelletta. Ci sono un tedesco, un finlandese, un olandese seduti su un palco e la moderatrice chiede "siete preoccupati per la fase restrittiva della Banca centrale europea?" Ovviamente, nessuno fa un plissé. Anzi, persino la presidente francese della Bce Christine Lagarde sembra voler accontentare i tre falchi nella stanza e quelli nascosti nell'uditorio del Forum economico mondiale.
Lagarde comincia dunque il suo intervento con un attacco ai giornalisti che avrebbero riportato con troppa enfasi l'indebolimento recente dell'inflazione e l'opportunità di ripensare la corsa ai rialzi di interesse per non schiacciare la crescita. "L'inflazione è l'obiettivo primario della Bce", precisa. E quella è "sin troppo alta", ripete due volte. Quindi "continueremo ad alzare i tassi finché non tornerà al 2%". Anche perché, ha aggiunto, lo spettro della recessione si sta allontanando e il mercato del lavoro nell'eurozona "è più vibrante che mai".
Plaude Christian Sewing, amministratore delegato di Deutsche Bank, che per anni si era lamentato del tasso dei depositi negativo insieme all'intero sistema bancario tedesco e che ora osserva, soddisfatto, che "la Bce ha fatto esattamente la cosa giusta dalla scorsa estate. La cosa peggiore è un'inflazione che non sia sotto controllo".
Minute Bce, molti banchieri spingevano per 75 punti
Ma i mercati, nel frattempo, crollano sull'onda delle parole di Lagarde e lo spread tra rendimenti sui decennali tedeschi e italiani sale. E la tendenza si accentua qualche ora dopo, quando escono le minute della riunione della Bce di dicembre. Dove “un gran numero" di membri del consiglio direttivo "ha inizialmente espresso la preferenza per l'aumento dei tassi di interesse di riferimento della Bce di 75 punti base, poiché si prevedeva che l'inflazione sarebbe stata troppo elevata per troppo tempo e le aspettative del mercato e le condizioni finanziarie prevalenti erano chiaramente incoerenti con un tempestivo ritorno alla politica della Bce obiettivo di inflazione del 2%".
Sempre dal Forum di Davos due banchieri centrali hanno già chiarito nelle ultime ore e sin nei dettagli che la corsa rialzista della Bce non si fermerà. L’olandese Klaas Knot ha puntualizzato stamane ai microfoni della Cnbc che la stretta sui tassi “non si limiterà a un solo aumento di 50 punti base”, già scontato dai mercati."La maggior parte del terreno che dobbiamo coprire - ha aggiunto - lo copriremo su una base costante di aumenti multipli di 50 punti base. Non si fermerà dopo un solo aumento di 50 punti base, questo e' certo".
Ieri, sempre a margine del Forum, anche il francese Francois Villeroy de Galhau aveva chiarito che la traiettoria resta quella tracciata da Lagarde, dunque di ripetuti aumenti da 50 punti. ”Lasciatemi ricordare le parole della presidente Lagarde all'ultima conferenza stampa: ci dobbiamo aspettare di alzare i tassi a un ritmo di 50 punti base per un periodo di tempo. Queste parole sono ancora valide”, ha scandito il governatore della Banca centrale francese.
Quanto all’atteggiamento da ‘falchi’, sempre le corso della conversazione con Lagarde, il premier olandese Mark Rutte ha rivolto un invito esplicito all’Italia ad aggiustare i conti pubblici e a tagliare la spesa pensionistica. E ha bocciato senza appello la proposta di un fondo sovrano europeo che consenta una politica comune ‘verde’, proposto a Davos dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. "Dobbiamo fare diverse cose allo stesso tempo”, ha sottolineato Rutte. “Dobbiamo ridurre l'indebitamento pubblico, che è ancora troppo alto in Italia, in Francia ed altri Paesi, alcuni grandi, e appesantisce la crescita”.
Ma il premier dei Paesi Bassi ha anche detto che “dobbiamo fare riforme strutturali, in particolare delle pensioni: se si guarda all'Italia, alla Francia e altri spendono dal 10 al 15% del Pil nelle pensioni”. Un punto di vista condiviso dal vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, secondo il quale “la stretta monetaria dovrebbe andare di pari passo con quella fiscale”.
L’olandese Rutte ha anche bocciato senza appello la proposta di un fondo sovrano per rilanciare una politica industriale europea che affianchi l’allentamento delle regole sugli aiuti di Stato: “Ora alcuni dicono: servono più finanziamenti europei! Beh, ce ne sono così tanti. Non sono a favore, ci sono così tanti soldi messi in comune, il Recovery fund, i progetti europei, i soldi per gli obiettivi 2030 per la transizione energetica".