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Via libera alla vendita di Priolo. L'ex ministro Alfano porta la nuova proprietà dal governo

Incontro tra il ministro Urso e i vertici di Goi Energy che ha rilevato dai russi la raffineria in Sicilia. I paletti del governo, dai livelli occupazionali alle bonifiche 
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ROMA - C'era anche l’ex ministro Angelino Alfano all’incontro avvenuto lunedì pomeriggio a Roma, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, quando il fondo di investimento Argus - che ha raggiunto un accordo con i russi di Lukoil per rilevare l’impianto siciliano di Priolo tramite la società Goi Energy - ha presentato il piano industriale e i suoi progetti per il rilancio della raffineria. Alfano lavora per lo studio Erede e Bonelli, consulente legale per l’acquirente. Allo stesso tempo, Goi Energy si è confrontata con i “paletti” posti dal governo e funzionali per ottenere il via libera all’operazione: mantenimento dei livelli occupazionali, assicurazioni delle forniture di prodotti raffinati per il mercato italiano, sviluppo tecnologico in chiave di decarbonizzazione e contributo alle opere di bonifica. 

ROMA - C'era anche l’ex ministro Angelino Alfano all’incontro avvenuto lunedì pomeriggio a Roma, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, quando il fondo di investimento Argus - che ha raggiunto un accordo con i russi di Lukoil per rilevare l’impianto siciliano di Priolo tramite la società Goi Energy - ha presentato il piano industriale e i suoi progetti per il rilancio della raffineria. Alfano lavora per lo studio Erede e Bonelli, consulente legale per l’acquirente. Allo stesso tempo, Goi Energy si è confrontata con i “paletti” posti dal governo e funzionali per ottenere il via libera all’operazione: mantenimento dei livelli occupazionali, assicurazioni delle forniture di prodotti raffinati per il mercato italiano, sviluppo tecnologico in chiave di decarbonizzazione e contributo alle opere di bonifica. 

Richieste che il gruppo Goi si impegna a confermare a breve "avendo espresso la volontà di rispettare gli impegni e preannunciato la presentazione del progetto presso il comitato Golden power", come si legge in una nota rilasciata soltanto ieri dal ministero. A dimostrazione di come il passaggio di mano della raffineria sia ormai in fase avanzata, l’impegno è stato preso in prima persona dall’amministratore delegato di Goi Energy, Michael Bobrov, che ha partecipato all’incontro al ministero. Il manager e imprenditore è il socio di maggioranza di Bazan Group, che in Israele gestisce il più grande impianto integrato di raffinazione e petrolchimico del Paese, nella baia di Haifa, con 2.400 dipendenti e una capacità di raffinazione di 9,8 milioni di tonnellate di greggio.

Bazan, non a caso, sarà partner tecnologico di Isab, per renderlo "un hub energetico europeo". Ma non solo: come ha potuto ricostruire Repubblica, al vertice al ministero delle Imprese era presente anche un rappresentante di Litasco, società svizzera che controlla Isa, società di gestione di Priolo e che fa riferimento ai russi di Lukoil. Nonché i manager di Trafigura, colosso mondiale delle materie prime (con attività per quasi 100 miliardi di dollari) che ha garantito ai nuovi proprietari un accordo di fornitura decennale di petrolio e prodotti pre-raffinati. Oltre all'ex ministro Alfano, affiancato dall'avvocato Alberto Saravalle, partner dello studio Erede Bonelli.