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Pensioni, è già scontro tra governo e sindacati. Cgil e Uil: “Ora risposte”

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La ministra del lavoro Calderone fissa un incontro a settimana. Ma le sigle temono che alla fine il governo decida in solitaria. Nel piano Calderone più flessibilità in uscita e staffetta tra generazioni
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ROMA - "L'incontro non è andato bene", dice a caldo Maurizio Landini. Qualche ora dopo la sua Cgil, in un comunicato, definisce il primo tavolo sulle pensioni con il governo "pletorico, interlocutorio e senza risposte su contenuti, risorse, tempi". Una bocciatura nel metodo e nel merito. Condivisa in parte dalla Uil: "Servono subito risposte, prima del Def di aprile", dice Pierpaolo Bombardieri. Non dalla Cisl che con Luigi Sbarra conferma la linea di dialogo: "Giornata importante, partito il confronto".

Il timore del più grande sindacato italiano - mentre a Parigi in 2 milioni scendono in piazza contro la riforma delle pensioni di Macron - è che il governo Meloni non voglia davvero negoziare una riforma. Ma solo "ascoltare" le parti e poi decidere in solitaria in sede di legge di bilancio, come accaduto a dicembre. Con i risultati che anche Uil e Cisl criticano: il taglio alla rivalutazione, lo smantellamento…

ROMA - "L'incontro non è andato bene", dice a caldo Maurizio Landini. Qualche ora dopo la sua Cgil, in un comunicato, definisce il primo tavolo sulle pensioni con il governo "pletorico, interlocutorio e senza risposte su contenuti, risorse, tempi". Una bocciatura nel metodo e nel merito. Condivisa in parte dalla Uil: "Servono subito risposte, prima del Def di aprile", dice Pierpaolo Bombardieri. Non dalla Cisl che con Luigi Sbarra conferma la linea di dialogo: "Giornata importante, partito il confronto".

Il timore del più grande sindacato italiano - mentre a Parigi in 2 milioni scendono in piazza contro la riforma delle pensioni di Macron - è che il governo Meloni non voglia davvero negoziare una riforma. Ma solo "ascoltare" le parti e poi decidere in solitaria in sede di legge di bilancio, come accaduto a dicembre. Con i risultati che anche Uil e Cisl criticano: il taglio alla rivalutazione, lo smantellamento di Opzione Donna, i requisiti Fornero confermati con l'ennesima deroga di Quota 103. E il pericoloso aumento delle pensioni minime che, se confermato l'obiettivo di portarle a mille euro, può davvero scassare i conti.

Tanti tavoli: troppi?

La ministra del Lavoro Marina Calderone - ieri al tavolo con i sottosegretari leghisti Claudio Durigon (Lavoro) e Federico Freni (Economia) - è invece soddisfatta. "Prossimo tavolo tecnico l'8 febbraio su giovani e donne, poi un tavolo a settimana", annuncia. Seguiranno quelli su flessibilità, rivalutazione, separazione tra assistenza e previdenza. Punti cardine della riforma Calderone sono: la razionalizzazione dei sistemi di accesso alla pensione, un quadro chiaro e stabile di norme, la flessibilità in uscita soprattutto per i lavori usuranti, il potenziamento della previdenza complementare, la staffetta generazionale.

Al tavolo erano presenti anche le imprese con Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Alleanza Cooperative, Confesercenti, Coldiretti e Confagricoltura. Una quindicina di interlocutori, compreso il sindacato di destra Ugl. E l'Inps rappresentato dal presidente Pasquale Tridico. Troppi per la Cgil ("tavoli megagalattici", li definisce Landini), se davvero si vuole aprire una trattativa seria sulla riforma delle pensioni.

Le pensioni sono sostenibili?

Tridico ha anche lanciato un allarme sulla sostenibilità del sistema previdenziale italiano: "Il quadro al 2029 non è positivo, il rapporto tra lavoratori e pensionati cala da 1,4 a 1,3. E poi uno a uno al 2050". La soglia di sicurezza sarebbe invece 1,5. Pesa la demografia: meno figli e meno occupati.