L'inflazione in Giappone si assesta al 4 per cento, ai massimi dal 1981. Pesano l'aumento dei costi energetici e i prezzi più alti dei beni importati, come conseguenza della svalutazione dello yen.
L'approccio diverso della banca centrale di Tokyo, con il mantenimento di una politica monetaria ultra espansiva, rispetto alla Federal Reserve americana e la Banca centrale europea, e l'allargamento dei differenziali sui tassi, hanno contribuito all'indebolimento della valuta nipponica, ai minimi sul dollaro in 30 anni. Per l'intero 2022, riferisce il ministero degli Affari interni, l'indice dei prezzi al consumo si assesta al 2,3%, in aumento rispetto all'anno precedente. Nell'ultima riunione della Boj, a inizio settimana, l'istituto ha rivisto al rialzo le stime sull'inflazione per l'anno fiscale in corso al 3% dalle previsioni del 2,9% di ottobre, e alzato all'1,8% quelle per il 2024, dall'1,6% di tre mesi fa.