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Bitcoin, gioie e dolori. Genesis in fallimento, mentre Thiel ha schivato l'inverno delle cripto e guadagnato 1,8 miliardi

(reuters)
La piattaforma mette in Chapter 11 la divisione di lending. Intanto il Financial Times racconta di come il fondatore di PayPal sia riuscito a cavalcare la crescita dei prezzi con il suo Venture capital e a chiamarsi fuori poco prima del crollo
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MILANO - Se è vero che il successo sul mercato è dettato dal tempismo, il fondatore di PayPal, Peter Thiel, sembra avere imparato la lezione al meglio. La sua Founders Fund, società di venture capital che ha co-fondato, ha visto lungo sul Bitcoin. E ha guadagnato molto, 1,8 miliardi di dollari, schivando giusto in tempo l'inverno delle criptovalute che è scoppiato nel 2022 e che continua a mietere vittime.

Il nome nuovo nell'elenco di quelli a rischio di andare gambe all'aria, sull'onda lunga dello scandalo di FTX, è la piattaforma Genesis. Dopo le indiscrezioni dei media Usa, giovedì notte ha avviato a New York il processo di Chapter 11 per la sua divisione di lending. A poco sono valsi i tagli del personale (30% scaricato nelle scorse settimane, anche Coinbase ha da poco tagliato) a fronte di esposizioni per 3 miliardi cui non riuscirebbe a far fronte. Un chiaro simbolo della crisi del modello del lending delle cripto, per l…

MILANO - Se è vero che il successo sul mercato è dettato dal tempismo, il fondatore di PayPal, Peter Thiel, sembra avere imparato la lezione al meglio. La sua Founders Fund, società di venture capital che ha co-fondato, ha visto lungo sul Bitcoin. E ha guadagnato molto, 1,8 miliardi di dollari, schivando giusto in tempo l'inverno delle criptovalute che è scoppiato nel 2022 e che continua a mietere vittime.

Il nome nuovo nell'elenco di quelli a rischio di andare gambe all'aria, sull'onda lunga dello scandalo di FTX, è la piattaforma Genesis. Dopo le indiscrezioni dei media Usa, giovedì notte ha avviato a New York il processo di Chapter 11 per la sua divisione di lending. A poco sono valsi i tagli del personale (30% scaricato nelle scorse settimane, anche Coinbase ha da poco tagliato) a fronte di esposizioni per 3 miliardi cui non riuscirebbe a far fronte. Un chiaro simbolo della crisi del modello del lending delle cripto, per le operazioni di trading di individui e compagnie; dinamica accelerata dal crollo delle quotazioni. Proprio da Genesis erano state infatti aperte esposizioni verso Alameda Research, la società di trading della galassia FTX cui aveva allungato centinaia di milioni di dollari.

Ma per una società incrisi, tramite il Financial Times emerge chi è riuscito a lucrare sul Bitcoin e a ritirarsi giusto in tempo. Thiel, diventato uno degli investitori più entusiasti verso le cripto, aveva mantenuto la sua puntata sulla regina delle valute digitali per otto anni. Il fondo con sede a San Francisco era entrato sulle cripto nel 2014 e ampliato via via la sua posizione: secondo fonti citate dal quotidiano della City, i due terzi della sua posizione erano proprio sul Bitcoin. A marzo dell'anno scorso, nulla di tutto ciò era rimasto. Di lì a poche settimane sarebbe arrivato il crollo che ne ha più che dimezzato le quotazioni.

Thiel si è speso pubblicamente come criptoentusiasta, arrivando a decretare la fine dell'era delle monete fiat, quelle tradizionale. Ad aprile l'anno scorso Thiel si diceva ottimista del futuro del Bitcoin, invitava JpMorgan e BlackRock a metterci i soldi, pronosticava che il prezzo sarebbe esploso dai 44mila dollari ai quali quotava allora. Lui che era entrato nel 2014 a livelli intorno ai 750 dollari, e che l'aveva visto arrivare a 65mila dollari nel novembre del 2021, evidentemente però si era già sfilato con un lauto guadagno.

Thiel, sostenitore dei Repubblicani e apertamente di Donald Trump, è stato anche tra i primi a metter capitali di ventura in Facebook.

Se la sua fiducia nelle cripto è stata sempre un manifesto, in Italia molte persone hanno continuato a dar credito al comparto nonostante i recenti rovesci. E' quel che emerge dall'Osservatorio Blockchain e Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano, presentato oggi, secondo il quale nonostante l'anno difficile tra bolle e crac i progetti blockchain di aziende e Pubbliche amministrazioni sono saliti del 13% sul 2021. Tra gli italiani, l'interesse per questi asset riguarda 14 milioni di persone: più di 7 milioni le hanno già acquistate e altri 7 milioni dichiarano di essere interessati a farlo in futuro. "Il 2022 è stato caratterizzato da un notevole sviluppo delle piattaforme blockchain con particolare attenzione alla riduzione del consumo energetico - dice Francesco Bruschi, Direttore dell'Osservatorio -. Tra le applicazioni più interessanti l'introduzione da parte di piattaforme 'classiche' come Instagram di token nei propri mondi e i crypto-asset sono diventati un'alternativa agli strumenti principali di supporto economico all'Ucraina".