Da Tremonti ad Alemanno, fino alla vendita di Ita. Chi è Antonino Turicchi, l'uomo di Meloni per le partecipate
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Il grande salto lo deve a Giulio Tremonti. Fu l’ex ministro dell’Economia a farlo diventare il primo direttore generale della nuova Cassa depositi e prestiti. Era il 2002 e Antonino Turicchi, giovanissimo dirigente del Tesoro, fu chiamato a preparare l’uscita della Cassa dal perimetro pubblico e la sua trasformazione in Società per azioni, completata un anno dopo. C’è anche un altro nome, sempre espressione della destra oggi al governo, nel percorso di Turicchi, che Giorgia Meloni vuole mettere a capo del nuovo Dipartimento del ministero dell’Economia per il controllo delle società partecipate. È quello di Gianni Alemanno. Finita l’esperienza con Tremonti, Turicchi passa al Comune di Roma. È stretto collaboratore del sindaco, ricoprendo il ruolo di direttore esecutivo. Due anni, dal 2009 al 2011, in cui la figura del tecnico diventa sempre più legata agli ambienti della destra politica roman…
ROMA - Il grande salto lo deve a Giulio Tremonti. Fu l’ex ministro dell’Economia a farlo diventare il primo direttore generale della nuova Cassa depositi e prestiti. Era il 2002 e Antonino Turicchi, giovanissimo dirigente del Tesoro, fu chiamato a preparare l’uscita della Cassa dal perimetro pubblico e la sua trasformazione in Società per azioni, completata un anno dopo. C’è anche un altro nome, sempre espressione della destra oggi al governo, nel percorso di Turicchi, che Giorgia Meloni vuole mettere a capo del nuovo Dipartimento del ministero dell’Economia per il controllo delle società partecipate. È quello di Gianni Alemanno. Finita l’esperienza con Tremonti, Turicchi passa al Comune di Roma. È stretto collaboratore del sindaco, ricoprendo il ruolo di direttore esecutivo. Due anni, dal 2009 al 2011, in cui la figura del tecnico diventa sempre più legata agli ambienti della destra politica romana. In quella giunta era assessore al Bilancio Maurizio Leo, oggi vice ministro dell’Economia di Fratelli d’Italia.
Intanto Turicchi è impegnato con Ita, dove è arrivato, in qualità di presidente, a novembre dell’anno scorso, proprio per volontà di Giorgetti. Il momento è delicato, bisogna chiudere con Lufthansa. Un’ipotesi è che il manager si sposti al Tesoro a giugno, dopo aver definito l’operazione con i tedeschi. Ma anche se la ristrutturazione del Tesoro prendesse un binario accelerato, Meloni non è preoccupata per l’eventuale doppio ruolo che Turicchi si troverebbe a ricoprire, al vertice della compagnia di bandiera e al Mef. Prima di muoversi, infatti, è stato verificato il tema dell’incompatibilità. Ed escluso grazie a un precedente illustre: Mario Draghi, che nel 1998 sommò le cariche di direttore generale del Tesoro e presidente di Sace.