✕

Parigi e Berlino provano a riaccendere la locomotiva europea

Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz al vertice per celebrare i 60 anni del Trattato dell'Eliseo (afp)

Ascolta l'audio

Vertici a Parigi tra Macron e Scholz dopo le incomprensioni: “Risposta comune ai sussidi Usa”. Ma resta il nodo risorse: l’ipotesi è usare i soldi non spesi del Recovery
2 minuti di lettura

PARIGI - Una «linea comune» tra Francia e Germania in favore di una risposta europea «rapida e ambiziosa» ai sussidi industriali varati dagli Stati Uniti. Ad annunciarla è Emmanuel Macron dopo l’incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Dopo mesi di tensioni, il vertice franco-tedesco di ieri porta una prima svolta tra i due leader per sbloccare i negoziati in corso. Scholz apre a una «risposta europea» e parla di «nuove misure e di approcci diversi a seconda dei settori industriali». Il documento congiunto, approvato da Francia e Germania al termine di un consiglio dei ministri congiunto all’Eliseo, cita le recenti dichiarazioni di Ursula von der Leyen al vertice di Davos, con la proposta di creare un fondo sovrano Ue in aiuto alle imprese.

PARIGI - Una «linea comune» tra Francia e Germania in favore di una risposta europea «rapida e ambiziosa» ai sussidi industriali varati dagli Stati Uniti. Ad annunciarla è Emmanuel Macron dopo l’incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Dopo mesi di tensioni, il vertice franco-tedesco di ieri porta una prima svolta tra i due leader per sbloccare i negoziati in corso. Scholz apre a una «risposta europea» e parla di «nuove misure e di approcci diversi a seconda dei settori industriali». Il documento congiunto, approvato da Francia e Germania al termine di un consiglio dei ministri congiunto all’Eliseo, cita le recenti dichiarazioni di Ursula von der Leyen al vertice di Davos, con la proposta di creare un fondo sovrano Ue in aiuto alle imprese.

"Lavoro congiunto per l'industria europea"

In vista del Consiglio europeo di febbraio, Macron e Scholz si impegnano a un «lavoro congiunto per un’azione rapida e ambiziosa dell’Ue che garantisca la competitività e la resilienza dell’economia e dell’industria europea, preservando al contempo la pari capacità di azione degli Stati membri». Scholz si mostra ottimista sulla possibilità che l’amministrazione Biden conceda esenzioni all’Inflation Reduction Act come per i Paesi vicini. «L’Ue non deve essere trattata meno bene di Canada e Messico, sarebbe inaccettabile. Sono ottimista su un accordo nel primo semestre di quest’anno», dice il cancelliere tedesco a proposito delle trattative con Washington. Sulle discussioni in corso per nuovi strumenti finanziari dell’Ue in soccorso alle imprese, Scholz insiste sulla regolamentazione degli aiuti di Stato. «Le regole sono troppo burocratiche, quindi vogliamo cambiare». La Germania non si sbilancia ancora su un Sure 2, una riedizione del fondo contro la disoccupazione varato durante la pandemia, o sul fondo sovrano, ma nelle pieghe delle discussioni gli sherpa francesi immaginano un primo punto di caduta: potrebbero essere recuperati i fondi non utilizzati del Recovery.

Macron chiede nuovo debito comune

Il presidente francese negli ultimi mesi si è dato da fare per convincere i Paesi europei, e in particolare la Germania, a impegnarsi in un piano altrettanto massiccio di quello degli Stati Uniti per evitare la deindustrializzazione dell’Europa. La visione macronista - di cui il capo di Stato ha avuto modo di parlare anche nel recente colloquio telefonico con la premier Giorgia Meloni - è stata illustrata in un documento inviato a Bruxelles. Intitolato “Made in Europe” avanza una serie di proposte, tra cui deroghe sugli aiuti di Stato prolungate fino al 2030 e nuovo debito comune a livello europeo per sostenere la doppia transizione verde e digitale. «Dobbiamo avere buoni meccanismi finanziari, semplici e rapidi come quelli riservati alle imprese americane», ha ripetuto ieri Macron.

Il motore franco-tedesco

L’occasione per rilanciare il tandem franco-tedesco erano le celebrazioni del sessantesimo anniversario del trattato dell’Eliseo, testo fondatore della riconciliazione tra i due Paesi. Macron parla in modo romantico di «coppia» Parigi-Berlino. Più prosaicamente, Scholz usa i termini di «motore» e «locomotiva». La conclusione dei due leader è la stessa. Senza intesa tra le due più importanti capitali del continente, l’Europa non avanza. «Il futuro, come il passato, dipende dalla cooperazione dei nostri due Paesi», osserva Scholz che definisce il «motore franco-tedesco» una «macchina di compromesso» che permette di «trasformare le controversie e gli interessi divergenti in azioni convergenti». Macron, che da lunghi mesi aspetta di trovare un modus operandi con il cancelliere dopo l’uscita di Angela Merkel, esorta i due Paesi a diventare «pionieri per la rifondazione» dell’Ue.

Sostegno all'Ucraina

I festeggiamenti sono iniziati con una cerimonia solenne nel grande anfiteatro della Sorbona. A seguire il consiglio dei ministri franco-tedesco all’Eliseo, lo stesso che era stato rinviato a fine ottobre a causa di dissensi bilaterali. Undici ministri sono arrivati da Berlino, un record per tempi recenti. C’era attesa per la convergenza sui dossier più spinosi, dall’energia alla Difesa. «Continueremo a fornire all’Ucraina, fin quando sarà necessario, tutto il sostegno di cui avrà bisogno», ha promesso il cancelliere tedesco. Mentre Macron ha detto «di non escludere nulla» a proposito dell’invio di tank francesi Leclerc.